Prende il via da Milano il piano di espansione di JB Burger
Joe Bastianich e Vincenzo Ferrieri: da una loro joint venture è nata lo scorso aprile la catena JB Burger
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Prende il via da Milano il piano di espansione di JB Burger

 

Decisa sterzata in avanti per la catena JB Burger. L’espansione del brand entra nel vivo all'ombra della Madonnina e accompagnata da nuovi sapori speziati americani. L’ancora giovane progetto ristorativo, nato lo scorso aprile dalla joint ventura tra Joe Bastianich e Vincenzo Ferrieri, amministratore delegato di Bun, debutta infatti a Milano.

Un passo importante e strategico per lo sviluppo della rete di questa catena. Il capoluogo lombardo rappresenta un importante banco di prova per qualsiasi imprenditore del foodservice e della ristorazione in generale. Milano accoglie e premia, ma può anche bocciare e spegnere sogni. Nei prossimi mesi sapremo in quale delle due direzioni l’insegna andrà. Nel frattempo, spazio al presente e agli annunci futuri.

Al bancone arriva il pastrami, così come lo cucinano negli States 

La nuova location nasce, quindi, nel cuore di Brera, in Via dell’Orso 20. A questa novità se ne accompagna un’altra, ovvero l’introduzione nel menu del pastrami, tipico panino Made in Usa, perfettamente allineato alla mission della catena che, delle tipicità street food statunitensi e in JB Burger rappresentate da smash burger e patatine aromatizzate, fa la sua filosofia di business. Si esatano di conseguenza i sapori a stelle e strisce, intensi e veraci, tanto per farsi un’idea. Quelli che piacciono a Bastianich che ha presentato con questi termini l’ingresso del pastrami reuben. “Lo prepariamo innanzitutto nella nostra cucina a vista, così che i clienti possano assistere all’iter culinario. La ricetta è originale e autentica, esattamente come la eseguono negli States. Il pane avvolge la punta di petto di manzo Black Angus, caratterizzata da una marezzatura che contribuisce a conferire morbidezza e intensità al prodotto. La carne viene quindi insaporita con una miscela di spezie tradizionali e sottoposta a una lenta cottura al barbecue, durante la quale assorbe gli aromi del fumo e del legno. Sulla superficie si forma così il bark, la caratteristica crosta speziata che racchiude il sapore stesso del pastrami”.

Parola d'ordine: differenziare il menu per fronteggiare i competitor

Menu rinnovato dunque, per risultare diversi dagli altri. “In un mercato come quello in cui opera JB Burger – sostiene a tale proposito l’ideatore della catena – è essenziale differenziare il più possibile la propria offerta. Direi oramai vitale per fronteggiare una concorrenza decisamente agguerrita”.
Si guarda quindi avanti con un più che discreto ottimismo. Le aperture dopo questa di Milano proseguiranno a buon ritmo e, per la fine del 2027, ovvero tra poco più di un anno, l’insegna ha messo in conto complessivamente 15 punti vendita sparsi sul territorio italiano. Milano sarà ufficialmente la capitale del progetto e dopo Brera accoglierà altre due nuove inaugurazioni, di cui la prossima è prevista in zona Porta Romana tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Altre città del Belpaese si accoderanno presto. Sempre nel capoluogo lombardo, inoltre, è già operativa una dark kitchen dedicata esclusivamente al servizio di delivery. 

Obiettivo 2027: salire a 15 punti vendita e a 20 milioni di fatturato

Una road map ben delineata dunque, che nei piani dovrebbe dare una spinta poderosa al fatturato. JB Burger, come rendono noto i suoi fondatori, genera oggi ricavi pari a 10 milioni di euro, ma prevede di raddoppiare entro i prossimi dodici mesi.

Sulla possibilità di esordire all’estero, Bastianich è attendista e, al tempo stesso, possibilista. «Valutiamo di internazionalizzare il marchio e stiamo studiando eventuali approdi oltreconfine, anche se non sono progetti immediati, perché ora utilizziamo le risorse che abbiamo per portare a consolidamento i punti vendita italiani che sono ancora molto giovani. Oltre a pensare ai ristoranti appena aperti, ci dobbiamo poi subito concentrare su quelli che arriveranno in futuro. Detto questo, un mercato straniero interessante è quello croato, con una città come Zagabria molto dinamica. Seguiamo anche la strada svizzera, per motivi di vicinanza geografica con l’Italia, e quella spagnola»

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