Dalle vette del Monte Bianco al calice del fuoricasa, Maley riscrive il futuro del consumo di sidro, tra recupero di produzioni storiche e twist contemporaneo. L'obiettivo è diventare il punto di incontro tra l'eredità alpina della Valle d'Aosta e uno stile di vita cosmopolita. Non una semplice bevanda, quindi, ma il risultato di un progetto di agricoltura eroica della mela, che celebra il sidro come l’alternativa naturale, elegante e intrinsecamente low alcol al vino e alle bollicine tradizionali.
L'evoluzione del sidro nelle abitudini di consumo.
Il sidro non è una novità, ma un ritorno alle origini: storicamente bevanda nobile nelle corti europee e pilastro della cultura contadina montana, con Maley viene oggi declinata con tecniche moderne. L'azienda, infatti, è pioniera nella produzione di questo prodotto in alta quota: unendo sapienza agronomica e spirito artigianale, realizza sidri che sono espressione pura del terroir alpino, esportando il fascino delle mele del Monte Bianco in tutto il mondo. D'altronde, il nome stesso dell'azienda è un omaggio alla storia: malus è il nome antico di "mela" ma richiama anche "lo greu maley", un grande frutteto che dal Medioevo sorgeva nel comune di Torgnon, di fronte al Matterhorn-Cervino. Il progetto nasce dalla visione di Gianluca Telloli con l’obiettivo di riportare in vita la produzione del sidro in Italia, trattandolo con la stessa dignità e complessità tecnica di un grande spumante. "Il sidro sta diventando una tentazione per molti settori, dalla birra al vino e questo è un segnale positivo ma anche negativo perché il vero sidro va fatto con le mele da sidro, non con le mele comuni da tavola oggi sempre più utilizzate per la produzione di questa bevanda ma con risultati di quali à nettamente inferiore. Con il sidro funziona esattamente come il vino: la qualità della mela, come la qualità dell’uva, determina il risultato finale", ha sottolineato Telloli.
L'origine sostenibile delle mele per il sidro Maley.
Al centro della filosofia di Maley c’è la tutela del territorio. L'azienda si impegna nel recupero di varietà di mele antiche e rare (Raventze, Barbelune, Rodzetta, Calville, Pomma verte, Croison de Boussy, Groin de Veau) e due di pere (Critchen d’hiveur, Maude), coltivate in meleti storici che raggiungono quote altimetriche straordinarie, fino ad oltre i 1.500 metri. Questi alberi, spesso centenari, rappresentano un patrimonio genetico unico che, senza l’intervento di Maley, rischierebbe di scomparire. Il risultato è un frutto puro, ricco di acidità e tannini naturali, perfetti per la spumantizzazione. Ogni bottiglia di Maley garantisce quindi la sopravvivenza e la ricerca di nuovi alberi monumentali e la propagazione su franco di cloni rari: anno dopo anno Maley garantisce un futuro a un patrimonio vegetale che rischiava di scomparire dopo il 1950. L’azienda, inoltre, opera con assoluto rispetto della biodiversità, che si traduce in mantenimento dei prati tramite antiche pratiche di irrigazione, pascolo e sfalcio, e nel pieno rispetto della sostenibilità anche sociale.
Maley Cidre du Saint Bernard, l'alternativa low alcol per i brindisi fuoricasa.
A livello gustativo, il risultato del lavoro di Maley di tranduce in un prodotto con una gradazione che oscilla generalmente tra il 3% e il 7% di volume alcolico. Insomma, un low alcol per antonomasia. Per i sidri di Maley, non vengono aggiunti zuccheri esterni né acqua per diluire. Anche l'altitudine dei meleti di Maley gioca un ruolo cruciale: le temperature fresche della Valle d'Aosta e della Savoia permettono fermentazioni molto lente e controllate, un processo che preserva gli aromi primari del frutto che andrebbero distrutti in una fermentazione tumultuosa tipica di bevande a più alto grado alcolico. In queste condizioni, la mela mantiene un’acidità folgorante, rendendo il sorso appagante. Simbolo di tutto ciò è il Maley Cidre du Saint Bernard. Distribuito in Italia da Proposta Vini, prende il nome da Saint Bernard, patrono degli alpinisti, dei montanari e dei viaggiatori. Realizzato con mele lavorato entro 36 ore dalla raccolta. Il mosto che si ottiene dalla pigiatura, dopo aver riposato, viene portato alla temperatura idonea di fermentazione in una vasca d’acciaio simile all’autoclave. A raggiungimento della gradazione alcolica attesa, la fermentazione viene bloccata con l'abbassamento di temperatura, quindi si provvede a pastorizzare il sidro con un moderno e delicato sistema di pastorizzazione senza aggiungere solforosa. Maley Cidre du Saint Bernard si presenta con un colore giallo paglierino brillante, con riflessi verdolini che tradiscono la sua giovinezza e vitalità. Al naso emergono fiori bianchi, scorza di cedro e, naturalmente, la polpa della mela croccante, accompagnata da una sottile nota minerale di pietra focaia. L'abbinamento ideale? Perfetto con un pezzo di Fontina d'alpeggio o una toma stagionata, sorprende con il sushi di qualità.