Sono oltre 4mila le aziende espositrici di Vinitaly
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Vinitaly 2026 al via: il vino e le novità delle cantine espositrici

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Domenica 12 aprile inizia Vinitaly, giunto alla sua 58° edizione con circa 4mila aziende espositrici tra vini rossi, bianchi, bollicine, no-low alcol e spirits. Metà vetrina sulle novità delle cantine, metà punto di incontro per gli stakeholder, la kermesse veronese si prepara a ridisegnare le direttrici della produzione e del consumo all'interno di un mercato alla ricerca di equilibrio. Quali sono le etichette protagoniste di questo percorso? 

 

Di seguito, la selezione di Ristorazione Moderna con le novità, anteprime e restyling delle cantine in fiera (dopo le anticipazioni pubblcate sull'ultimo trimestrale e disponibili qui)

NORD-OVEST.

Mauro Veglio (P7 | SB5) - Dopo oltre trent’anni di storia legata ai grandi Barolo, a Vinitaly la cantina apre un nuovo capitolo con il suo primo vino bianco: il Colli Tortonesi Bianco 2024, realizzato con uve Timorasso in purezza. Il progetto nasce nel 2021 da un appezzamento unico e accorpato, diviso tra i comuni di Sarezzano e Monleale (che a regime dovrebbe estendersi su 3,5 ettari). L’obiettivo dichiarato è quello di rivendicare in futuro la Doc Derthona. La vinificazione prevede una breve macerazione sulle bucce di circa 12 ore, seguita da fermentazione alcolica e affinamento in acciaio con bâtonnage sulle fecce fini. Dopo l’imbottigliamento, il vino riposa almeno 10–12 mesi in bottiglia. La produzione iniziale sarà volutamente limitata: circa 3.300 bottiglie per la prima annata, con l’obiettivo di arrivare progressivamente a 10-12.000 bottiglie. Il vino si presenta con buona struttura e persistenza, accompagnate da mineralità, sapidità e acidità ben definite. Una freschezza centrale, oggi elemento chiave anche nello stile dei rossi aziendali, che rende il vino già piacevole ma promette una grande capacità di evoluzione.

Gianni Doglia (P10 | SN2) - A Vinitaly, focus sulla valorizzazione del Nizza Docg grazie all'etichetta Pontiselli. Si tratta di un vino proveniente da uve 100% Barbera, disponibile in tiratura limitata di circa 600 bottiglie (annata 2022), dal carattere minerale e grafitoso, con profumi di prugna che virano verso il balsamico. Al palato si rivela persistente ed elegante, con un'acidità che gli conferisce freschezza senza rinunciare a morbidezza e rotondità. La selezione da singola vigna nasce dalla volontà di portare in bottiglia l'identità di un luogo preciso all'interno della denominazione (ossia una zona nel comune di Agliano Terme). Un passo ulteriore per una cantina che, con il Nizza Docg Viti Vecchie aveva già messo in luce la capacità evolutiva della Barbera nel comprensorio del Nizza. 

Cogno (P10 | SP2) - La cantina di Novello interpreta i vini delle Langhe con un approccio senza compromessi, votato alla massima espressione del territorio. Il merito va alla lungimiranza di Elvio Cogno che, in tempi non sospetti, scelse di puntare tutto sul cru Ravera, elevandolo a punto di riferimento tra le attuali MeGA del Barolo. Un’eredità raccolta dalla figlia Nadia e dal marito Valter Fissore, che dai vigneti di proprietà danno vita a quattro diverse espressioni di Barolo da biotipi Lampia, Michet e Nebbiolo Rosé. Dai vigneti più giovani, con esposizione sud a 380 m slm, nasce il Barolo Docg “Cascina Nuova”, a Vinitaly con l’annata 2022. Freschezza e piacevolezza lo rendono un bere contemporaneo, perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo del Barolo.

Ferraris (P10 | SO3) - Una storia moderna che ha celebrato da poco i 60 anni grazie all'etichetta Vigna del Parroco Ruchè di Castagnole Monferrato Docg 2024: un vino proveniente da un vitigno autoctono e ancora poco conosciuto. La sua espressione massima è il Clàsic Ruchè di Castagnole Monferrato Docg 2025 (che festeggia le 25 vendemmie). Infine, spazio anche a Opera Prima: fiore all’occhiello dell’azienda, presente allo stand con l’annata 2022, millesimo di qualità straordinaria, che ha donato a questo vino potenza ed eleganza allo stesso tempo.

Costaripa (P7 | SF3) - Dalle radici dell'azienda, passando per la storia di Mattia Vezzola, figura centrale e capostipite del percorso enologico della cantina, arrivano a Vinitaly le nuove annate di alcune etichette simbolo. Vini capaci di interpretare con eleganza le peculiarità della Valtènesi. Un lavoro meticoloso, che coniuga tradizione e sensibilità contemporanea. Tra queste: RosaMara 2025 (interpreta il rosé della Valtènesi con delicatezza e precisione, tra fragranza aromatica e slancio sapido), Pievecroce 2025 (vino di profondità e verticalità, che esprime con nitidezza la vocazione del territorio attraverso una trama elegante e persistente), Palmargentina 2025 (identitario e vibrante, racconta il legame con il lago e le sue brezze, in un equilibrio dinamico tra freschezza e struttura), Molmenti 2021 (sintesi della visione aziendale, un rosé di lungo affinamento che unisce complessità, struttura e straordinaria capacità evolutiva). 

NORD-EST.

Mionetto (P4 | SB3) - Seguendo la crescita rilevante del segmento NoLo, Mionetto porta a Vinitay le recenti novità di prodotto come lo spumante dealcolato Mionetto 0.0% Alcohol Free, Mionetto Aperitivo Alcohol Free e Vivo Generation 5.5, lo spumante a bassa gradazione pensato per un bere più leggero e consapevole. L’edizione di quest’anno vede protagonista anche Cuvée Sergio 1887, espressione autentica dello stile Mionetto e omaggio alle origini, presentata in una nuova e iconica veste. La cuvée, prodotta con Metodo Charmat, nasce dall’unione di vini provenienti da vitigni, vigneti o annate differenti, selezionati per dare vita a uno spumante più armonico, equilibrato e ricco di sfumature, pensato per offrire un’esperienza di gusto completa ma immediata.

Allegrini (P6 | SE5) - Protagonista a Vinitaly sarà il rebranding di Corte Giara a cui si affianca il progetto dei wine cocktail sviluppato insieme al bartender Claudio Perinelli, pensato per un consumo del vino più contemporaneo. Tra le novità anche il potenziamento di Allegrini Wine Distribution, con nuove collaborazioni tra cui Eleusi (progetto promosso da Mattia Binotto) e Willunga (cantina australiana fondata da David Gleave).

Ilatium Morini (P4 | SE7) - Con 60 anni di storia nel cuore della Valpolicella, l'azienda si presenta in fiera con una offerta che fa da spartiacque fra tradizione e innovazione. La prima è rappresentata dai grandi rossi: l'Amarone della Valpolicella Docg "Leòn" 2019 (con un profilo olfattivo che spazia dalle note di viola e amarena fino al cioccolato fondente e al tabacco); il Valpolicella Ripasso Doc “Ciliegi” 2020 (rifermentato sulle vinacce dell'Amarone, per 24 mesi in botte, rosso rubino con riflessi granati, frutto rosso maturo e tannino vivace); il Valpolicella Superiore Doc “Prognài” 2019 (24 mesi in rovere francese, granato intenso, spezie, liquirizia e un sorso pieno di grande equilibrio); e infine il Valpolicella Doc Biologico 2024 (espressione della concreta vocazione bio della cantina, certificato e prodotto nel rispetto integrale dell'ecosistema collinare). Guardando al futuro dei consumi, spazio ai  bianchi: Soave Doc "Le Calle" 2024 (Garganega in purezza, biologico, fermenta in acciaio a temperatura controllata e si presenta un colore giallo paglierino luminoso, profumi di pesca gialla, mela cotogna e bergamotto con un gusto morbido e avvolgente e acidità calibrata nel finale); Soave Doc Biologico 2025 (Garganega 100%, dall'aspetto cristallino, paglierino tenue, naso fresco di fiori bianchi, frutta a polpa bianca e note mentolate con progressione pulita al palato e finale di mandorla amara); Veneto Bianco Igt “Amitor” 2024 (Garganega e uve complementari, biologico, grande intensità aromatica al naso tra tiglio, pompelmo giallo, ananas, mango e ginestra con sorso avvolgente, chiusura sapida e finale persistente); Recioto di Soave Docg “Sette Dame” 2018 (Garganega in purezza, formato 0,50 litri, frutto di un appassimento di 90-120 giorni a cui seguono 36 mesi in botti di rovere francese da 500 litri, risulta giallo dorato brillante, datteri, frutta esotica matura e miele all'olfatto, dolce e morbido al palato con persistenza lunghissima e finale di caramello). Presenti anche due bollicine: Garganega Spumante Metodo Charmat Brut Biologico 2024 e Spumante Metodo Classico Extra Brut “Sette su Sette” (fiore all'occhiello dell'azienda con tiratura limitata di circa 3.700 bottiglie). 

Albino Armani (P5 | SA6) - La realtà attiva dal 1607 che fa della viticoltura alpina e prealpina la sua caratteristica principale, presenta a Vinitaly la nuova annata di Trento Doc Clé Dosaggio Zero 2021, accompagnata dal nuovo millesimo della sua riserva 2019. Realizzato a partire da uve Chardonnay e Pinot Nero assemblate in egual misura, dopo la preparazione della cuvée il tiraggio avviene in primavera; le bottiglie riposano poi sui lieviti per almeno 36 mesi prima del dégorgement. Nel calice, il vino si distingue per eleganza e precisione, con una trama aromatica fine e nitida che richiama note agrumate, floreali e di miele, accompagnate da struttura equilibrata, tensione e marcata verticalità.

Montezovo (P7 | SE9) - L'azienda è l’espressione della visione della famiglia Cottini, attiva nel mondo del vino dal 1925 nel cuore della Valpolicella. Oggi l’azienda unisce tradizione e innovazione, valorizzando tre territori d’elezione - Valpolicella Orientale, Garda Orientale e Lugana - attraverso una produzione che mette al centro sostenibilità, ricerca e rispetto della biodiversità. In degustazione, alcune delle etichette più rappresentative della cantina: Amarone della Valpolicella Docg, Calinverno Rosso Veronese Igt, Oltremonte Sauvignon Igt e Lugana Terralbe Doc.

Serena Wines 1881 (P6 | SC4) - Sotto i riflettori un progetto che segna un passaggio strategico nell'evoluzione dell'azienda: il primo  Metodo Classico Audace. L'obiettivo è affiancare al consolidato successo nella produzione di Prosecco Doc e Docg una nuova visione premium che diversifica l'offerta. Si tratta di un Blanc de Noirs Extra Brut da Pinot Nero a partire da uve coltivate sui monti Lessini, tra Soave e Montebello, affinato per 18 mesi tra sosta sui lieviti e riposo post sboccatura. L'etichetta punta a presidiare il segmento alto del mercato e aprire nuove opportunità nel canale Horeca, con una produzione iniziale di circa 10.000 bottiglie e prospettive di crescita nei prossimi anni. Accanto a questa novità assoluta c'è la proposta 0.0 Alcohol Free Serena 1881 - Quality Times, pensata per intercettare la crescente domanda di alternative analcoliche, assieme alle nuove referenze dedicate alla mixology (come Più Spritz The Deer e il nuovo Lemon Spritz) e a formati più versatili come il Prosecco Doc Extra Dry da 0,375 litri. Tra i prodotti chiave anche il Rabosello, rosato frizzante Igt Veneto da uve Raboso, proposto sia in fusto sia in bottiglia, che interpreta il ritorno ai vitigni autoctoni e a uno stile di consumo più informale e contemporaneo Infine, spazio anche a Soé Brut in packaging rinnovato: il blend di Ribolla Gialla e Chardonnay entra nella linea Serena 1881 come edizione speciale, con un profilo ulteriormente valorizzato da una fermentazione leggermente più lunga.

Cantina La-Vis (P3 | SC4-D4) - La storica cooperativa vitivinicola trentina, è presente a Vinitaly con le nuove annate della linea Ritratti. Sei referenze (Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Pinot Nero) espressione del territorio e dell'heritage della cantina, racchiuso nei vigneti più vocati delle Colline Avisiane. Ogni vino valorizza la biodiversità naturale e sociale della regione, preservando l’identità dei singoli appezzamenti e delle persone che, da generazioni, ne custodiscono la bellezza.

Cembra Cantina di Montagna (P3 | SC4-D4) - Viene svelata la nuova referenza Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc, simbolo della viticoltura eroica della Val di Cembra. Un Metodo Classico da uve Pinot Nero, espressione intensa e profonda del porfido (il cosiddeto "oro rosso” dei valligiani). L’azienda porta inoltre i visitatori alla scoperta della sua intera gamma: dalla complessità delle bollicine TrentoDoc Oro Rosso (anche nella versione Dosaggio Zero Riserva da uve Chardonnay) e dei vini più longevi, capaci di evolvere nel tempo e tradurre l’attesa in eleganza, alla piacevolezza dei vini d’annata, manifestazione giovane e vivace della montagna.

Masottina (P4 | SA4) - La cantina di Conegliano, guidata dalla famiglia Dal Bianco, celebra l’80° anniversario presentando Heritage Collection. Il primo capitolo è R.D.O. Multivintage Brut: uno spumante nato dall’assemblaggio di cinque annate (2020, 2021, 2022, 2023 e 2024). Un lavoro di precisione che unisce le diverse vendemmie in un equilibrio armonico, dando vita a un vino di tensione, profondità e complessità. Accanto a questa novità, l'azienda presenta anche le annate 2025 di R.D.O. Ponente Brut e R.D.O. Levante Extra Dry, espressioni delle Rive di Ogliano. Il primo, più teso e verticale, esalta freschezza e precisione, mentre il secondo, più avvolgente e armonico, valorizza finezza aromatica e cremosità, raccontando due interpretazioni complementari dello stile Masottina.

Montelvini (P4 | SE6) - A Vinitaly, uno stand, tre anime diverse ma comunicanti: Montelvini, ambasciatore dell’Asolo e Montello Docg; S. Osvaldo, cantina di Loncon di Annone Veneto, produttrice di vini fermi; e Monvin, brand rinomato nel segmento del vino in fusto di fascia premium. Protagonista delle giornate di fiera il Montelvini 0% Alcohol Free Sparkling, la bollicina analcolica che interpreta in chiave contemporanea i trend del bere consapevole. Una proposta versatile, senza zuccheri aggiunti, a basso contenuto calorico, vegan e gluten free, perfetta per tutte le occasioni, dall’aperitivo ai momenti di convivialità più speciali. Tra le etichette più rappresentative di Montelvini spicca l’FM333 Asolo Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato, il primo cru della denominazione, simbolo di una viticoltura attenta e identitaria.

Monte del Frà (P5 | SA2-A3) - Il tempo come alleato, misura e promessa: è questo il filo conduttore della presenza a Vinitaly. Protagonista è il Bonomo Sexaginta Custoza Riserva 2022, nuova espressione di un’etichetta già centrale nella gamma aziendale, oggi reinterpretata attraverso un prolungamento dei tempi di affinamento che ne ridefinisce profondità e prospettiva. Le uve provengono da vigneti situati su colline moreniche tra i 100 e i 150 metri sul livello del mare, caratterizzate da suoli calcarei, argillosi e ghiaiosi. E Il prolungamento dell’affinamento consente di esprimere una maggiore complessità aromatica e una struttura più definita, mantenendo intatta la cifra stilistica che da sempre contraddistingue l'azienda. 

Cantina Girlan (P6 | SD2) - Fondata nel 1923, la cooperativa simbolo della viticoltura altoatesina che riunisce circa 200 famiglie per una coltivazione di 230 ettari tra Oltradige e Bassa Atesina, presenta il Piz Rosé Pinot Noir, la nuova interpretazione in rosato del Pinot Noir nata dal lavoro di studio e zonazione del territorio. Al suo fianco, le quattro linee della casa: Solisti, Flora, Vigneti, Classici. 

Erste+Neue (P6 | SC2) - L'azienda nata dalla fusione nel 1986 di  Erste Kellerei con Neue Kellerei, rappresenta una delle realtà più importanti del territorio altoatesino con vigneti che si estendono dai pendii terrazzati del Lago di Caldaro ad altre zone in altitudine nella provincia Altoatesina. I vini prodotti sono riconosciuti per carattere, coerenza stilistica e un timbro alpino di grande freschezza. Due le linee di produzione: una linea classica, e una linea di eccellenza. A Vinitaly, sotto i riflettori ci sono le nuove annate della gamma Puntay.

Cavit (P3 | SB3) - Il mercato del vino evolve verso nuovi trend di consumo, che privilegiano freschezza, identità territoriale e gradazioni moderate e per questo Cavit pone al centro della propria proposta a Vinitaly due etichette che parlano direttamente a questa tendenza: il Pinot Bianco Bottega Vinai, frutto di un articolato progetto di ricerca agronomica su terroir selezionati del Trentino; e la Schiava Cum Vineis Sclavis, vitigno autoctono che torna alla sua forma più autentica attraverso la vinificazione in rosso della tradizione. Due vini diversi per carattere, uniti da una stessa idea: la riscoperta come evoluzione. 

Marco Felluga (P5 | SD3) - Debutta la nuova identità visiva del Friuli Bianco Doc Just Molamatta. L'obiettivo del restyling è raccontare il vino attraverso un linguaggio contemporaneo: forme essenziali, colori decisi e la denominazione al centro, espressione di una visione chiara su come un’azienda storica possa evolvere restando fedele a sé stessa. L'operazione rappresenta anche l’espressione di una nuova fase evolutiva dell'azienda, guidata da Ilaria Felluga, sesta generazione di una famiglia la cui storia nel mondo del vino affonda le radici in Istria oltre 150 anni fa. 

La Farra (P4 | SC2) - Nata nel 1997 dalla passione dei fratelli Adamaria e Innocente Nardi, oggi conta 25 ettari di vigneti coltivati direttamente, tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto. L'azienda incarna una viticoltura "eroica" e produce oltre 700.000 bottiglie l'anno, esportate in Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia. In fiera, due nuove interpretazioni del Conegliano Valdobbiadene. Il primo è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry "Altius" 2025, uno spumante 100% Glera. Il secondo è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di Soligo Brut Millesimato 2025, un'interpretazione più austera e territoriale, blend di 95% Glera e 5% Chardonnay.

Gaierhof (P3 |SC2) - Nel 2026, l'azienda celebra un traguardo importante: 50 anni di storia, un percorso costruito attorno alla visione del fondatore Luigi Togn e consolidato negli ultimi decenni dalle figlie Romina, Valentina e Martina. In occasione di Vinitaly, l’azienda porta a Verona l’iconico Moscato Giallo, il Trentodoc Siris e la nuovissima linea LOAL insieme al racconto di un cammino imprenditoriale che ha fortemente caratterizzato negli anni il panorama enologico della provincia di Trento.

Masi Agricola (P7 | SC3) - La novità principale arriva dal cuore delle colline dell’Oltrepò Pavese: il Pinot Noir del Re, il vino che Masi dedica al vitigno simbolo di questo territorio su cui sorge Tenuta Casa Re, acquisita nel 2023. Dopo i classici spumanti Moxxè del Re Brut e Rosé, ora nasce il nuovo pinot nero fermo della storica cantina conosciuta nel mondo. Accanto a questa etichetta, spazio al progetto low alcol di Fresco di Masi che offre un’esperienza di consumo ancora più light, fresca, autentica e disinvolta in versione Bianco (9 gradi) Rosso (9,5 gradi) nella "bottiglia Masi" disegnata da Piero Lissoni, trasparente e “leggera” - soli 370 grammi. Attesa anche per il Vajo dei Masi 1999, un Amarone della Valpolicella Classico Doc che affonda le sue radici in un terreno storico, dove ha avuto luogo la prima vendemmia della famiglia Boscaini nel 1772. Infine, spazio anche a Canavel Spumanti, realtà acquisita nel 2023, porta alcune etichette iconiche come Canevel Valdobbiadene Setàge e i recenti Cartizze Brut e San Biagio

La Tordera (P8 | SI4) - A Vidor, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, da più di un secolo la famiglia Vettoretti trasforma le uve dei 70 ettari vitati a conduzione diretta. Tra questi, lo storico vigneto centenario di proprietà, situato nel cuore del Cartizze, il cru della denominazione, dal quale deriva il nome. Qui nasce il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg Brut, a Vinitaly con l’edizione Speciale “85 Vendemmie di Pietro”, edicato al patron Pietro Vettoretti.

Merotto (P6 | SB5) - Dopo un percorso fatto di successi, difficoltà e cambiamenti, sempre guidato da un obiettivo chiaro, quello di produrre vini di altissima qualità, l'azienda partita con un Metodo Classico da Pinot Nero in purezza oggi ha deciso di riallacciare un filo tra memoria e futuro. Nasce così il Metodo Classico Rosèlla Pas Dosé da Pinot Nero in purezza, un omaggio alle radici, alle sfide e alla famiglia nonché un testimone di valore per le imprese coraggiose del territorio. Allo stand sarà inoltre presentato in anteprima il Castè Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, che da quest’anno si arricchisce della dicitura “Rive di Col San Martino”, a sottolineare ancora di più il legame profondo con la specificità e l’eccellenza della zona di Col San Martino.

Loredan Gasparini (P4 | SB5) - La novità a Vinitaly sarà il Malbec, ottenuto dall’omonima uva che da oltre 70 anni viene coltivata e utilizzata come parte del Venegazzù. Oggi ne deriva una versione fresca e leggera, ricca di sentori di frutta rossa e con una delicata nota speziata. Non mancherà allo stand la nuova annata dell’iconico Capo di Stato, il rosso bordolese che ingannò De Gaulle. L’azienda friulana Ronco Blanchis, di proprietà della famiglia Palla, presenta anche il Collio - vino da uve 100% autoctone, un progetto pensato per esaltare la vocazione di questo splendido territorio alla produzione di grandi bianchi.

Andreola (P6 | SD4) - Si apre un nuovo capitolo della storia aziendale con la Collezione Rive Extra Brut, un progetto esclusivo che porta il Valdobbiadene Docg verso una delle sue espressioni più pure e rigorose. Il cuore della collezione è un cofanetto che raccoglie tre Rive in versione Extra Brut: Aldaina al Mas, Marna del Bacio e 26° I. Tre interpretazioni distinte, accomunate da una scelta stilistica precisa e consapevole, l'assenza di residuo zuccherino. Senza lo schermo dello zucchero, il territorio si esprime in modo diretto e trasparente, restituendo con immediatezza le sfumature del suolo, le diverse esposizioni e i microclimi che rendono le Rive di Valdobbiadene uniche al mondo.

Cavazza (P4 | SD1) - Inizia una nuova fase progettuale della linea Cicogna, dedicata ai vini rossi dei Colli Berici, che coinvolge sia l’identità visiva sia il profilo stilistico della gamma. La gamma comprende principalmente interpretazioni di Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah, vitigni che in questo territorio trovano condizioni ideali per esprimere equilibrio tra concentrazione, componente aromatica e tenuta nel tempo. Le nuove annate sono frutto di un affinamento in legno calibrato in funzione della loro struttura. Il restyling delle etichette, invece, nasce da una revisione dell’archivio storico aziendale e recupera elementi grafici originari, rielaborati secondo criteri di maggiore leggibilità e coerenza.

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Caiarossa (P9 | SD16) - Tra le novità in degustazione, le nuove annate 2022 di Caiarossa, Aria di Caiarossa e Pergolaia, vini che interpretano in modo complementare la ricchezza dei diversi terroir aziendali. Esprimono equilibrio, complessità e una chiara identità territoriale, frutto di un lavoro meticoloso in vigna e in cantina. Caiarossa è una cantina di proprietà della famiglia Albada Jelgersma, che dal 1998 porta avanti una visione produttiva fondata sull’armonia con l’ambiente e sui principi dell’agricoltura biodinamica e biologica,

Caccia al Piano (P9 - C13) - Condotta oggi dai fratelli Ziliani, Caccia al Piano nasce dalla visione di Franco Ziliani, pioniere del Metodo Classico in Franciacorta. Acquisita nel 2003, la tenuta si trova a Castagneto Carducci, a Bolgheri, in un antico feudo venatorio ottocentesco restaurato e trasformato in cantina. La proprietà si estende su 30 ettari, di cui 23 vitati, suddivisi nei cru Cantina, Le Bozze, Le Grottine e San Biagio, fulcro di un progetto che valorizza il terroir bolgherese con viticoltura sostenibile e attenzione alla qualità. In vigna si coltivano Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Cabernet Franc, Vermentino e Sauvignon Blanc. La produzione è di circa 140.000 bottiglie l’anno, distribuite nel canale Horeca. Accanto ai vini Doc Bolgheri, spicca Cap Rosé, primo Metodo Classico prodotto nel territorio bolgherese.

Cantina Settecani (P1 | SB5) - Espressione della produzione di oltre 130 piccoli viticoltori riuniti in un virtuoso modello di cooperazione, l'azienda si distingue per un progetto produttivo solido, in grado di rispondere alle esigenze provenienti dal mercato con vini della tradizione reinterpretati in chiave moderna. Nei 300 ettari di vigneti, situati nella zona collinare di Castelvetro, vengono coltivati principalmente il Grasparossa, la pregiata varietà locale del Lambrusco, a cui è stato dedicato un meticoloso lavoro di selezione e zonazione, e il Pignoletto che danno vita a circa un milione di bottiglie commercializzate sia nel canale della Gdo che in quello Horeca.

Masciarelli (P7 | SD9) - L'azienda celebra a Vinitaly il 35° anniversario della linea Marina Cvetic. Per l’occasione verranno presentate etichette commemorative: Marina Cvetic Trebbiano d’Abruzzo Doc Riserva (dai vigneti di Bucchianico, affinato in barrique di rovere francese); Marina Cvetic Chardonnay Colline Teatine Igt (primo vitigno internazionale dell’azienda in Abruzzo, dal profilo aromatico ricco e avvolgente); Marina Cvetic Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva (best seller della linea, distribuito in 55 Paesi e pluripremiato). Per la prima volta sarà inoltre presente allo stand il brand Masciarelli Vini Valori, con una gamma di sei etichette bio e una nuova immagine coordinata con il claim “Chiamami quando piove”.

Ômina Romana (HA | SS4) - L'azienda vitivinicola con sede a Velletri, fondata nel 2007 dalla famiglia tedesca Börner, porta in degustazione a Vinitaly le nuove annate dei vini più immediati che nascono nei vigneti dei Colli Albani. Queste etichette esprimono al meglio la freschezza e la vivacità del territorio con profili aromatici eleganti e una grande bevibilità, come quella espressa dall’Hermes Diactoros 2025, cuvèe di Viognier, Petit Manseng, Bellone, Incrocio Manzoni che riflette la ricchezza della mineralità dei suoli vulcanici. Debutta a Verona anche la nuova annata di Merlot Rosato 2025, un’etichetta in linea con l’evoluzione dei mercati e le scelte dei consumatori, che prediligono sempre di più questa tipologia di vino, caratterizzato da una piacevole acidità che lo rende particolarmente versatile. Per la linea Ars Magna, che esprime al massimo la qualità del terroir, grazie all’evoluzione nel tempo delle etichette, a Vinitaly, la famiglia Börner presenta il Merlot Ars Magna 2020, frutto di un’accurata selezione delle migliori uve dell’annata, esaltate in cantina da uno stile enologico ricercato e innovativo.

Leonardo Bussoletti (P7 | SB4) - Protagonista a Vinitaly l'anteprima nazionale di Speco, la nuova etichetta dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Si tratta di un vino 100% Ciliegiolo che nasce nei vigneti vicini al Sacro Speco di Narni, luogo del miracolo francescano dell’acqua trasformata in vino.

Palazzo di Varignana (P1 | SC9) - La presenza a Verona rappresenta la tappa di un progetto enologico che sta giungendo a maturità e che punta a realizzare vini diretti, leggibili e coerenti con la loro origine, evitando lavorazioni eccessivamente sofisticate. Il migliore esempio è il Sangiovese Superiore Romagna Doc che valorizza uno dei vitigni autoctoni dell'area emiliano-romagnola. Al suo fianco, spazio alle etichette provenienti da vitigni locali e internazionali come gli spumanti Villa Amagioia Blanc de Noirs Metodo Classico Brut e Villa Amagioia Blanc de Blancs Metodo Classico Brut; lo Chardonnay Colli di Imola Doc, il Pinot Nero Igt "Rubicone", l’Albana Romagna Docg e Vigneto del Ventaglio Particella 63. Tra i bianchi, proprio l’Albana rappresenta una delle espressioni più autentiche del territorio romagnolo, mentre lo Chardonnay sta mostrando risultati sempre più interessanti in termini di equilibrio e finezza. 

Cantina Ventiventi (P8 | SD7) - La cantina della famiglia Razzaboni presenta un’evoluzione significativa del proprio percorso nel Metodo Classico, già avviata nei mesi scorsi. Al centro di questa evoluzione vi è infatti l’estensione dei tempi di affinamento sui lieviti per i cinque vini simbolo della gamma Metodo Classico. Il risultato è una gamma che esprime con maggiore precisione l’identità territoriale e varietale, senza rinunciare a immediatezza e riconoscibilità. Protagonisti di questo percorso sono: Blanc de Blancs e Rouge de Noirs, affinati 40 mesi sui lieviti; e Ventiventi Rosé, Brut e Pas Dosé, che raggiungono i 50 mesi.

Castello di Meleto (P9 | SB1) - A Vinitaly vengono presentate le nuove annate della linea Chianti Classico Gran Selezione: Vigna Trebbio, Vigna Poggioraso e Vigna Casi, che prendono il nome dal vigneto in cui nascono e rappresentano tre anime del territorio d'origine. Simbolo della produzione da uve Sangiovese, rappresentano anche l'heritage di un'azienda recentemente riconosciuta come Marchio Storico. 

Fèlsina (P9 | A4) - Un'occasione per approfondire lo stile e l’identità produttiva dell’azienda di Castelnuovo Berardenga, tra i principali interpreti del Sangiovese in purezza. Ad aprire il percorso è il Berardenga Chianti Classico Docg, proposto nell’annata 2023 insieme all’anteprima della 2024, che restituisce una lettura diretta e fedele del territorio. Si prosegue poi con i vini che eseguono un percorso in cantina e di maturazione più lungo, per i quali l’annata di riferimento è la 2022, mentre in alcuni casi sarà possibile degustare in anteprima anche la nuova annata 2023. In fiera sarà presente il Berardenga Chianti Classico Riserva Docg, complesso ed equilibrato. Tra le etichette di maggiore identità: il Rancia Chianti Classico Gran Selezione Docguno e il Colonia Chianti Classico Gran Selezione Docg, Le degustazioni di Sangiovese in purezza si chiudono con Fontalloro, vino che interpreta il vitigno al di fuori della denominazione Chianti Classico. Spazio anche ai bianchi con lo Chardonnay de I Sistri 2024, affiancato da I Sistri Collezione Privata 2022. 

Le Manzane (P5 | SF5) - Tre nuovi vini e un’unica visione: raccontare il territorio con passione, coerenza e autenticità senza dimenticare le proprie origini. La cantina Le Manzane presenta ufficialmente a Vinitaly la Bianchetta
in purezza e il Merlot declinato in due versioni diverse, entrambe capaci di emozionare. Le bollicine restano il cuore pulsante dell’azienda trevigiana, ma il lavoro della famiglia Balbinot, proprietaria della tenuta, non si è mai fermato a un’unica interpretazione del territorio.

SUD E ISOLE.

Tenuta di Fessina (P2 | SEB9) - Protagonista il nuovo Etna Rosso Contrada Rampante proveniente dal cru omonimo, una parcella di terreno a quasi 800 metri sul livello del mare nel versante settentrinale del vulcano che comprende alcune antiche vecchie viti di Nerello Mascalese e Cappuccio.

Cusumano (P2 |S50E) - In occasione di Vinitaly, debutta l’annata 2023 di Alta Mora Arrigo Etna Bianco, il nuovo cru di Carricante della Contrada Arrigo. Grazie alla sua posizione a 610 metri sul livello del mare e all’esposizione Nord-Est, Contrada Arrigo riceve una brezza continua. Il suo terreno millenario ricco di sostanze organiche e composto da sabbie vulcaniche risalenti al 1.180, unite alle elevate escursioni termiche generano una maturazione lenta che permette all’Alta Mora Arrigo 2023 di conservare tutta la sua freschezza e sapidità. Accanto a questa etichetta, la vendemmia 2022 del Brut 700slm. Un Metodo Classico di montagna che nasce da vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare. Vinificazione e fermentazione avvengono a temperatura controllata del solo mosto fiore per preservare l’acidità preziosa per la sua longevità. Dopo cinque mesi, ha inizio la rifermentazione in bottiglia, seguita da 36 mesi di riposo sui lieviti. Spazio poi ai nuovi bianchi: Angimbè Tenuta Ficuzza 2025 e Jalè Vigneto del Ventaglio 2024. 

Fonzone (HB | S257-258-259) - In anteprima Irpinia Coda di Volpe Doc "Colpo di Coda" 2024. Al centro di questo debutto c’è la Coda di Volpe, un antico vitigno campano. Per lungo tempo rimasto in secondo piano, questo vitigno è oggi riscoperto per la sua capacità di raccontare con chiarezza i territori interni dell’Irpinia. Fonzone ne propone una lettura precisa. Nel calice si presenta luminoso, con riflessi paglierini brillanti. Il profilo aromatico è ampio e attraversato da una freschezza mentolata che si intreccia a note di frutta bianca e fiori delicati, con una firma minerale appena sulfurea e un ricordo affumicato sul finale. Al sorso è dinamico e vibrante, con una struttura sottile ma persistente che accompagna il palato con naturalezza, chiudendo su una sensazione fresca, armoniosa e vellutata.

Cantine Paololeo (P11 | SB5) - Radici orgogliosamente salentine per un'azienda attiva da 5 generazioni da sempre impegnate nella valorizzazione delle varietà tipiche: Negroamaro e Primitivo, in primis. Accanto ai due “grandi” del territorio, tuttavia, la famiglia Leo guarda con attenzione altre varietà locali meno note come la Malvasia Nera, il cui carattere inconfondibile spinge l’enologo Nicola Leo a dedicarle ben due vini: MoraMora Malvasia Nera Salento Igp e RosaMora Malvasia Nera Rosato Salento Igp, entrambi 100% Malvasia Nera, sono la declinazione contemporanea dei grandi classici della tradizione pugliese. Paololeo raccoglie anche l’eredità della tradizione bianchista della Valle d’Itria con i vini del progetto Alture, da uve Minutolo, Bianco d’Alessandro e Verdeca. È proprio la Verdeca, vinificiata in blend con il Maresco a dare vita a Mormora, il primo Metodo Classico pugliese affinato in mare al largo di Porto Cesareo.

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CONSORZI.

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg (P8 | SI2-I3) - Allo stan del Vinitaly, nove aziende del territorio protagoniste: Borgo Antico, Brancher, Ca’ Salina, Domus-Picta, Duca di Dolle, Frassinelli, Le Colture, Marchiori e Ronfini. A loro il compito di raccontare la ricchezza e la pluralità espressiva della denominazione. In programma una masterclass il 12 aprile, ore 14:30, dedicata alla nuova Glera resistente e alle varietà sviluppate per rispondere alle sfide imposte dalla sostenibilità ambientale e sociale. A livello di prodotto, il 14 aprile, alle 11:00, la presentazione della terza etichetta in edizione limitata realizzata in collaborazione con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Consorzio Tutela Vini Montecucco Doc e Docg (P9 | SB16) - Con l'obiettivo di rafforzare il posizionamento strategico della denominazione, a Vinitaly il consorzio porta sei aziende del territorio: Villa Patrizia, Campinuovi, La Banditaccia, Basile, Parmoleto e Peteglia. In totale, 33 etichette in degustazione che spaziano dal Montecucco Vermentino Doc al Montecucco Rosso e Rosso Riserva Doc, fino al Montecucco Sangiovese e Sangiovese Riserva Docg. A queste si aggiunge, per il secondo anno, uno spazio dedicato al Biodistretto del Montecucco, a testimonianza di un’identità sempre più legata alla sostenibilità e al valore territoriale (con il 90% delle aziende produttive certificate biologico). Inoltre, la realtà consortile aggiornerà tutti gli operatori del settore sull'iter di ampliamento della zona di produzione della denominazione (al vaglio della Regione Toscana), che punta a includere anche le aree in quote maggiori.

Consorzio Tutela Vini Colli Euganei (P8 | SF5) - A Vinitaly, un intero stand dedicato al Fior d’Arancio, il raro vino Docg che si ottiene nel territorio vulcanico euganeo con le uve del Moscato Giallo. Riconosciuto come denominazione a sé stante nel 2010, è prodotto in piccola quantità in tre versioni: secca, passita e spumante. Perfetto, nelle sue diverse tipologie, sia per gli amanti dei vini aromatici secchi, sia per chi preferisce i vini dolci, può essere abbinato ad un’ampia varietà di preparazioni. Oltre a questa presenza verticale, il consorzio porta in fiera, all'interno di due aree tematiche distinte, il Serprino dei Colli Euganei (l'unico vino autoctono a denominazione di origine controllata del Veneto specializzato nella tipologia frizzante, ottenuto dall’uva omonima, sa essere trasversale a tutte le fasce dei consumatori per le sue note di mela, pera, pesca) e il Colli Euganei Doc (vino rosso ottenuto dalle uve dei vitigni di origine bordolese, ossia il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Carménère e il Merlot). 

Consorzio del Vino Orcia (P9 | SD1) - Allo stand le cantine: Campotondo, Fabbrica Pienza, Poggio Grande, Podere Forte e Tenuta Sanoner. Alcune aziende, socie della Strada del Vino Orcia, parteciperanno ad una degustazione tenuta da Leonardo Romanelli, all’interno dello spazio Vetrina Toscana. Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici Comuni a sud di Siena. A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 255.631 bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine.

Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia (P2 | G76) - Masterclass, incontri con buyer e appuntamenti istituzionali animeranno l'agenda. Protagonista, l'abbinamento con il formaggio Asiago Dop. Attesa per l'incontro sulle nuove mappe del vino siciliano sul tema dell'internazionalizzazione.

Consorzio di Tutela Vini d’Acqui (P7 | SG3) - A trent’anni dal riconoscimento della Docg, viene svelato a Vinitaly un rebranding totale, che mette al centro il simbolo più identitario del vitigno: la rosa. Il nuovo logo, una rosa stilizzata, non è solo un segno grafico, ma un richiamo immediato ai profumi inconfondibili e alle tonalità floreali che definiscono il Dna di questo vino, ora reinterpretato in una veste contemporanea.riflettori sono puntati sull'Acqui Docg Rosé, declinato sia in versione spumante che ferma. Questo vino, dotato di un color rosa cipria accattivante, frutto di una brevissima macerazione sulle bucce, conquista il palato con note di violetta, lampone e una sapidità setosa che lo rende perfetto per l'aperitivo moderno. E, accanto al rosato, brilla l’Acqui Docg Rosso, un affascinante ritorno alle origini.

Consorzio Tutela Vini Morellino di Scansano (P9 | B17) - L'ente si presenta a Vinitaly 2026 con un’identità ancora più definita e uno sguardo proiettato al futuro della denominazione. Il banco d’assaggio non sarà solo un’occasione per degustare annata e riserva, ma un vero e proprio viaggio nella Maremma del vino con 53 vini e la nuova menzione Superiore. Il Superiore segna un passaggio importante percorso: non introduce qualcosa di nuovo, ma riconosce e valorizza un’espressione già radicata nella produzione. È un modo per rafforzare identità e credibilità della denominazione, offrendo al mercato una lettura ancora più chiara del nostro Sangiovese della costa. 

DISTRIBUTORI.

Cuzziol Grandi Vini (P7 | SB4) - Il progetto espositivo supera la logica tradizionale della fiera di prodotto per proporre una lettura più ampia e sistemica della filiera vitivinicola. Presenti 42 produttori italiani, 8 produttori esteri (tra cui: Domaine Marjan Simčič, Verus, Kozlovic, Domaine Paul Jaboulet Aîné, Mandois, Vincent Girardin, Marcel Deiss, Von Winning). Nel wine bar, una selezione internazionale di referenze, tra cui El Grifo, Loimer, Sattlerhof, Dourthe, Arnaud Lambert, Mas Doix, Yering Station e altri. Infine, la verticale sugli spirits con Lacquy, Good Spirits Rum Collection, Amaro Agile. 

NAZIONALE.

Oniwines (P7 | SC2) - La divisione vinicola del gruppo Oniverse porta a Vinitaly 5 delle 6 realtà che la compongono: Podere Guardia Grande, La Giuva, Tenimenti Leone, Villa Bucci e Pico Maccario (mentre ERT1050, ultima cantina inaugurata dal gruppo è presente all'interno dello stand dedicato all'Istituto Trentodoc). Fra i vini protagonisti ci sono alcune novità: Arburà 2024 di Podere Guardia Grande, un Cannonau in purezza che si distingue per un profilo aromatico intenso, con note di prugna matura, melograno, tabacco e sfumature tostate; Neymera 2025 di Tenimenti Leone, un Roma Doc Malvasia Puntinata da coltivazione biologica, bianco elegante, dai profumi intensi di pera, albicocca e mandarino, arricchiti da sfumature erbacee e balsamiche, che si distingue per freschezza, mineralità e persistenza; Pongelli 2023 di Villa Bucci, Rosso Piceno Doc biologico realizzato attraverso un perfetto equilibrio di Sangiovese e Montepulciano. 

Casa Paladin (P4 | SE5) - Oltre i confini regionali del Veneto in cui è stata fondata nel 1962, l'azienda presenta le novità dei propri marchi. Dalla Franciacorta, con Castello Bonomi, arrivano il Franciacorta Riserva Lucrezia Etichetta Bianca Extra Brut 2011 frutto della migliore annata degli ultimi quindici anni, conta un affinamento di oltre 120 mesi sui lieviti; e CruPerdu Grande Annata 2019, la cuvée che prende il nome da un vigneto perduto, ritrovato sulle pendici del Monte Orfano nel 1986, tra edere ed arbusti selvatici, da Luigi Bersini, chef de cave dell’azienda. Dal Friuli, invece, con Bosco del Merlo, arriva in anteprima il restyling di tutta la linea. 

Tinazzi (P4 | SB8) - Cinque tenute agricole di proprietà, quindici vini, di cui nove presentati per la prima volta in fiera. È l’ambiziosa promessa di Tinazzi, azienda veneta presente anche in Puglia e Toscana, a Vinitaly. Le prime novità arrivano da Tenuta Valleselle, 15 ettari di vigneti, boschi e uliveti a Bardolino: Arnasi Pinot Grigio delle Venezie Igp, I Seregni Chiaretto di Bardolino Classico Dop e Pieve San Vito Bardolino Classico Dop. A questi si aggiungono i tre protagonisti di Cascina Montelupo, tenuta nel cuore del Custoza dove l’azienda dispone di 19 ettari: Lupo Zero è il primo Metodo Classico di Tinazzi, dove lo zero si riferisce al dosaggio; Lupo Bianco è un Bianco Verona Igp a base di Garganega, Chardonnay, Trebbiano e Cortese; mentre Lupo Nero è un Rosso Verona Igp ottenuto da uve Spigamonti. Da Feudo Croce, masseria contornata da 35 ettari di vigneti, arrivano Croce Primitivo Manduria Dop, Cavallere Chardonnay Puglia Igpe Cassegnano Merlot Puglia Igp sono le tre etichette che racconteranno l’impronta Tinazzi in un contesto mediterraneo. La collezione di vini delle tenute agricole si completa con sei bottiglie già distribuite da qualche anno sul mercato. Sono il Marziale Amarone della Valpolicella Classico Riserva Docg, il Reguso Valpolicella Classico Superiore Dop e Lunante Valpolicella Ripasso Classico Superiore Dop di Poderi Campopian. Chiudono la rosa i vini di Pian del Gallo in Toscana, a Greve in Chianti: Chianti Classico Docg, Chianti Classico Riserva Docg e Contessa Eletta Merlot Toscana Igt. 

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ALTRE MERCEOLOGIE.

Salumificio Mec Palmieri (P3 | SE5) - La tradizione modenese di Mortadella Favola Gran Riserva si abbina alla prestigiosa collezione The Wine of the Champions, etichette nate dal dialogo tra Fabio Cordella e alcuni dei più grandi atleti del calcio mondiale. Il contesto è l'appuntamnto "La merenda dei campioni", appuntamento esclusivo che celebra le migliori espressioni dell’alta salumeria italiana. Protagonista una referenza nata da una ricetta di famiglia custodita da decenni, lavorata con tagli nobili di suino italiano, aromi selezionati e una lenta cottura in cotenna; soluzione brevettata che ha rivoluzionato il settore. Ogni pezzo è cucito a mano dai maestri salumieri del Salumificio Palmieri e cotto all’interno degli storici forni in pietra a San Prospero.

Bonollo (P5 | F3) - A dominare la scena è il lancio in anteprima a Vinitaly di Lux Aurea, una creazione unica che trasforma la degustazione in un'esperienza memorabile. Questa riserva nasce da un sapiente blend di grappe armoniose ed eleganti, maturate in botti di rovere per 8 anni. Il progetto trae ispirazione dal mito di Prometeo. A completare l'offerta della distilleria padovana, due linee che ne incarnano il Dna produttivo. La Collezione OF (guidata dalla celebre OF Amarone Barrique affiancata dalle note agrumate di OF Dorange e dall'equilibrio erboristico di OF Amaro) e la Collezione Ligneum (che esprime la maestria nell'uso del legno attraverso pregiate riserve invecchiate in tonneaux di rovere). Infine, in fiera trovano spazio anche due brand che raccontano l'anima più internazionale del gruppo. Ballor (con Ballor Vermouth, Ballor Gin e Ballor 100) e Templeton Distillery (distribuita in esclusiva da Bonollo con cinque referenze distintive). 

Consorzio Parmigiano Reggiano (P1 | SB11) - Protagonista assoluta di questa edizione di Vinitaly è la versatilità del Parmigiano Reggiano. Attraverso una serie di appuntamenti diffusi, le diverse stagionature riveleranno sfumature inaspettate in un gioco di pairing con le eccellenze enologiche del nostro Paese. Nel corso di Vinitaly, il formaggio verrà abbinato ai vini di Cantina Settecani, Consorzio Tutela Vini Valpolicella (con un focus speciale su Valpolicella Superiore, Recioto e Amarone), Consorzio Vini di Parma, Cantine Florio, Cantine Intorcia e Vigna Petrussa in collaborazione con l’app Godivino. 

Distilleria Castagner (P7 | SA6-A7) - Vinitaly rappresenta l'occasione per dare il via alle celebrazioni dei 30 anni dell'azienda veneta. Per l'occasione viene aperta allo stand la prima bottiglia della Grappa Riserva 30, una cuvée che raccoglie le prime 5 annate della produzione della distilleria, un blend di vitigni diversi per creare una grappa unica, esaltata dal lungo invecchiamento. Uno sguardo poi al futuro con la presentazione di Aperitivo Casta, un infuso di agrumi e botaniche a solo 9 gradi che, insieme a Negroni Casta, rappresenta la visione di Castagner per una “mixology gentile”. 

Poli Distillerie (P4 | SG4-G5) -Ardente, come il fuoco che danza e scalda l'alambicco: con il suo carattere ricco e avvolgente Athanor incanta il palato di Vinitaly con morbide note di cioccolato e biscotti alle mandorle appena sfornati.

Komb(w)ine (P5 | SF4) - Il progetto ideato da Andrea Moser ed Ettore Ravizza nel 2025, una sperimentazione che parte dal mosto d’uva e lo mette in dialogo con il mondo della fermentazione naturale, attraverso la kombucha, per dare vita a una bevanda originale, complessa e profondamente legata alla materia prima arriva a Vinitaly con la sua proposta analcolica. Le etichette sono: Meg, con mosto d’uva Moscato, dal gusto fragrante e floreale; Greg, con mosto d’uva Garganega, delicatamente fruttato, mandorlato e lievemente erbaceo; Vamp, con mosto d’uva Corvina, sprigiona un gusto di frutto rosso, leggermente speziato e con un tocco di erbe aromatiche; Gwyneth, con mosto d’uva Gewürztraminer, è speziata, dal profumo di litchi e con un naso esotico.

di Nicola Grolla