I bar italiani sono in crisi? Sì, ma questo non significa che non sia in atto un'evoluzione, come dimostra un'analisi di Heineken su 9 mercati europei. Dalla ricerca emerge che proprio nel nostro Paese si sta consolidando un format sempre più ibrido, capace di tenere insieme, all’interno della stessa esperienza sociale, persone con preferenze e modalità di consumo diverse. È proprio questa pluralità a rendere il modello italiano particolarmente attuale. Mentre negli altri mercati europei le persone chiedono ai bar di ampliare la propria offerta oltre le bevande, in Italia la contaminazione tra il rituale del bar, l’informalità del caffè, il mondo del food e le esperienze dal vivo, infatti, è già parte delle abitudini quotidiane.
Per il 96% degli italiani se chiude un bar si perde un presidio sociale.
Andando più nel dettaglio della ricerca dal titolo The Future Role of Bars in Europe promossa dal produttore brassicolo, che ha intervistato 9.000 persone in 9 Paesi europei, si evidenzia che le persone continuano a riconoscere il valore dei bar, anche se la frequenza delle visite è sotto pressione. La vera sfida non è quindi la rilevanza del bar, ma la sua capacità di offrire ogni volta un motivo per uscire, incontrarsi e vivere un’esperienza insieme. Tra tutti i nove Paesi europei coinvolti nella ricerca, l’Italia emerge come il mercato in cui il ruolo sociale del locale è più forte: l’86% dei giovani riconosce nei bar un luogo essenziale per favorire le relazioni personali e l’83% li considera un presidio importante per la comunità locale, i valori più alti rilevati tra tutti i Paesi analizzati. Addirittura il 96% riconosce che la società perderebbe qualcosa se i bar scomparissero. Questo valore si traduce anche nella partecipazione: il 65% degli italiani frequenta uno di questi punti vendita almeno due volte al mese, mentre solo il 5% dichiara di non andarci mai.
Alfredo Pratolongo (Heineken): "I locali evolvono insieme alle abitudine delle persone".
La ricerca, secondo Alfredo Pratolongo, corporate affairs director di Heineken Italia, "ci mostra che il bar continua a essere un luogo fondamentale della socialità, ma evolve insieme alle persone e al loro modo di stare insieme. In Italia molti elementi del bar del futuro sono già presenti: socialità durante diversi momenti della giornata, cibo, esperienze e maggiore libertà di scelta. È un cambiamento che osserviamo anche attraverso Together Lab, il nostro osservatorio dedicato alla socialità: i momenti condivisi sono più fluidi, meno legati a occasioni codificate e sempre più costruiti intorno alle esperienze. Il bar italiano conserva la propria forza perché non perde la sua identità, ma la amplia, accogliendo persone, preferenze e occasioni diverse”. In Italia, non a caso, il 61% dei frequentatori sceglie prevalentemente café-bar o restaurant-bar: format che integrano naturalmente socialità, food e diverse occasioni di consumo. In particolare, gli italiani vanno al bar, principalemente, per icontrare amici e famigliari (64% dei rispondenti). Seguono, la ricerca di relax (38%) e la necessità di mangiare (37%). In questo approccio si inseriscono le bevande. Significativo il rapporto tra bevande alcoliche e analcoliche: il 28% degli italiani cita la disponibilità di proposte analcoliche tra le ragioni per andare al bar, una quota sostanzialmente in linea con il 27% che indica le bevande alcoliche. Il dato racconta la capacità del bar italiano di tenere insieme, all’interno della stessa esperienza sociale, persone con preferenze e modalità di consumo diverse. Anche la birra evolve in questa direzione attraverso una crescente varietà di stili, gusti e gradazioni, comprese le alternative analcoliche.

In Italia, il 75% della Gen Z va al bar almeno due volte al mese.
Di particolare interesse, infine, i risultati della ricerca sul tema generazionale. In Italia, il 75% della Gen Z frequenta un bar almeno due volte al mese e l’87% considera questi punti vendita una realtà in evoluzione o in crescita. L’Italia è inoltre, insieme a Regno Unito, Belgio e Spagna, uno dei quattro mercati analizzati nei quali la Gen Z registra un saldo positivo nella frequenza rispetto a cinque anni fa. In altre parole, tra i giovani italiani sono più numerosi coloro che dichiarano di andare al bar più spesso rispetto a cinque anni fa rispetto a coloro che dicono di andarci meno. Più che allontanarsi dal bar, allora, i giovani ne stanno ridefinendo le condizioni di rilevanza. Vogliono locali accessibili, accoglienti, capaci di offrire atmosfera, cibo, musica, eventi e occasioni per fare qualcosa insieme. Per la Gen Z, il bar rimane uno spazio importante di connessione reale, ma deve continuare a meritarsi l’uscita attraverso esperienze significative e libertà di scelta.