Con il parere favorevole della Procura di Milano sugli impegni assunti, Deliveroo vede la luce (e la fine) in fondo al tunnel del controllo giudiziario. Sul tavolo, la piattaforma ha messo un aumento della tariffa oraria minima e diverse iniziative per migliorare salute e sicurezza dei rider. Misure con cui la società dovrebbe anche pervenire all'archiviazione dell'indagine penale per caporalato avviata a inizio anno. Un passo importante per tutto il settore delle consegne a domicilio, impegnato a definire un contratto di lavoro nazionale che raggiunga un equilibrio tra ricavi ed equità.
Le misure di Deliveroo per uscire dal controllo giudiziario.
Nello specifico, le misure sottoposte dal player food delivery al procuratore Paolo Storati, che coordina l'indagine avviata a febbraio 2026 in concomitanza con la disposizione del controllo giudiziario per sanare eventuali situazioni di irregolarità, prevedono che la tariffa oraria minima di base passi da 10 a 14 euro l'ora, sul tempo attivo stimato, oltre gli standard dell'industria, ovvero un minimo di 3,77 euro per ordine. A questa base si aggiungeranno poi nuovi bonus destinati ai rider che fanno più consegne e la remunerazione del periodo di attesa al punto di ritiro dell'ordine. Lato sicurezza, invece, verranno implementati i dispositivi di protezione come guanti, protezioni da moto e maschere anti-smog, oltre all'equipaggiamento ad alta visibilità e ai caschi da bicicletta già forniti. Quindi verrà introdotto un limite sulla quantità di tempo che i rider (circa 20.000 quelli attivi in tutta Italia) possono trascorrere mentre sono in consegna per evitare turni eccessivamente prolungati. "Questi impegni delineano una serie di misure concrete che Deliveroo implementerà e che, una volta verificate, la società auspica che possano rappresentare un importante passo verso la revoca del controllo giudiziario e all'archiviazione dell'indagine penale", sottolinea una nota. Una decisione, ha aggiunto Deliveroo, che va incontro al "costante impegno dell'azienda nei confronti dei rider che collaborano con la piattaforma e la sua dedizione a operare un marketplace corretto e flessibile".
Glovo resta sulla difensiva e ipotizza l'addio all'Italia.
Su questo tema, inoltre, Deliveroo ha confermato il suo impegno a continuare il lavoro con Assodelivery, Confcommercio e le organizzazioni sindacali, per definire un ampio contratto collettivo che possa regolare il settore del delivery. Un approccio più collaborativo rispetto a quello dimostrato da Glovo che, pochi giorni fa, ha invece ricevuto parere negativo da parte delle Procura di Milano sulle misure implementate per migliorare le condizioni di lavoro e l'inquadramenro dei fattorini. Malgrado i compensi siano aumentati (del 40% a livello orario per un minimo lordo di 14 euro e del 20% per un totale di 3 euro a consegna), ai lavoratori di Glovo non verrebbe retribuita ancora circa il 30% dell'attività a causa dell'utilizzo del principio di "temp effettivo calmierato" (che prende in considerazione solo il tempo di esecuzione della singola consegna e non quello di intera messa a disposizione delle energie lavorative) come metro per il pagamento. Un rilievo che ha messo sulla difensiva la piattaforma gialla, arrivata a ipotizzare un'eventuale uscita dal mercato italiano qualora fosse costretta a introdurre delle forme di assuzione per i rider.