A marzo, Just Eat ha rinnovato il contratto di lavoro per i rider sottoscritto nel 2021
A marzo, Just Eat ha rinnovato il contratto di lavoro per i rider sottoscritto nel 2021
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Just Eat, dagli Awards al nuovo packaging: il punto sul food delivery

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- Just Eat Italia Awards 2025 - Just Eat Italia contratto rider - Just Eat Italia packaging

Dagli Awards al rinnovo del contratto dei rider e il nuovo packaging, per la piattaforma food delivery Just Eat il 2026 è già ricco di importanti novità. L'occasione giusta per fare il punto sulle tendenze del settore, ormai divenuto un servizio essenziale per il food retail e un laboratorio non solo delle nuove frontiere gastronomiche ma anche dell'evoluzione della (non più) Gig Economy. 

  

I vincitori dei Just Eat Awards.

Cartina di tornasole di tutto ciò sono stati i Just Eat Awards, appuntamento consolidato della piattaforma, in cui il Bufalero di Roma ha ottenuto il riconoscimento di Miglior Partner d'Italia (grazie all'attenzione alla materia prima, valorizzata con rispetto e competenza, ma anche una cura straordinaria di tutto ciò che ruota intorno al piatto). Come da tradizione, la selezione dei vincitori è avvenuta attraverso un percorso in due fasi: una prima valutazione basata su indicatori qualitativi e commerciali, seguita dal voto dei clienti a livello nazionale. Come ogni anno, "abbiamo voluto valorizzare non solo l’eccellenza dei piatti, ma anche la visione dei partner: inclusività, imprenditorialità giovanile e femminile, sostenibilità e collaborazione con i rider, sono oggi elementi centrali per il futuro del settore”, ha commentato Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia.

just eat awars

Caratteristiche che sono state declinate in particolari categorie di premio:

  • Miglior partner per l'inclusività: Forno Celiachiamo (Roma) - Tra le prime realtà ad aprire a Roma con un’offerta interamente dedicata ai celiaci, Celiachiamo è un vero e proprio laboratorio artigianale che produce quotidianamente pane, pizza, dolci e fritti, garantendo la totale assenza di contaminazioni; 
  • Miglior imprenditore under 30: Nalu Pokè (Acilia) - Nato cinque anni fa da un singolo punto vendita, il brand ha saputo crescere in modo costante fino a diventare una realtà strutturata, con l’apertura della quinta sede. Alla base del successo di Nalu Pokè c’è un equilibrio solido tra qualità delle materie prime, valorizzazione del territorio e centralità del fattore umano;
  • Miglior imprenditrice femminile: Rinomato Pizzeria Cucina e Sapori (Napoli) - Guidata da una giovane imprenditrice che ha saputo trasformare un locale di quartiere in un brand riconosciuto e contemporaneo. Una visione moderna della ristorazione, in cui la qualità del cibo si unisce a un’organizzazione impeccabile e a una grande attenzione all’esperienza complessiva del cliente.
  • Partner più ecosostenibile: PLANTE LAB (Catania) - Realtà che si distingue per un approccio responsabile e consapevole alla ristorazione, capace di integrare sostenibilità, attenzione alle materie prime e visione innovativa all’interno del proprio modello di business.
  • Miglior partner premiato dai rider: Trapizzino (Roma) - Un riconoscimento che arriva direttamente da chi vive il servizio ogni giorno e che valorizza un modello basato su collaborazione, efficienza e qualità del lavoro, oltre a un’offerta capace di interpretare l’autentica convivialità romana, dall’aperitivo alla cena veloce.

A questi premi speciali si sono poi aggiunti, come novità, i premi dedicati a particolari occasioni di consumo quotidiane come la cena di coppia (Rosticceria Oriente di Bari), la partita in tv con gli amici (Gyrosteria Yannis di Bari) e la classica pausa pranzo (Primo Pasta & Street Food di Pisa). L'elenco completo dei premiati, divisi per città, regione, tipologia di cucina e servizio gorcery sono disponibili qui. Ai vincitori è stata consegnata la targa ufficiale insieme a una serie di opportunità di marketing finalizzate ad aumentare la loro visibilità sulla piattaforma. 

Il rinnovo dell'accordo con i sindacati sull'inquadramento dei rider. 

La premiazione è arrivata in un momento di turbolenza per il mercato italiano del food delivery. Con due inchieste parallele, infatti, la procura di Milano ha messo sotto controllo giudiziario i competitor Foodinho (Glovo) e Deliveroo. Al centro, il rischio di caporalato nel trattamento dei rider. Un tema su cui Just Eat si è da tempo smarcata grazie alla decisione di intraprendere una strada diversa: inquadrare i fattorini come lavoratori subordinati. Un impegno che è stato ribadito con il rinnovo, a metà febbraio, dell'accordo siglato nel 2021 con le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltraporti. "Crediamo che l’innovazione non possa prescindere dalla responsabilità e che il vero progresso non sia consegnare più velocemente a qualsiasi costo, ma consegnare meglio, per tutti. Tuttavia, essere un unicum in questo panorama non basta più. Abbiamo bisogno che l’intero settore faccia un passo avanti, con il sostegno di istituzioni e parti sociali, per definire un quadro regolatorio condiviso, in grado di tenere conto di tutte le variabili in gioco. Auspichiamo che questo rinnovo non sia il punto di arrivo di un processo iniziato 5 anni fa, bensì un nuovo punto di partenza per creare un settore del delivery sostenibile", ha commentato Contini. 

Anche il packaging diventa più sostenibile. 

Sempre sul tema della sostenibilità, stavolta più ambientale che occupazionale, Just Eat ha annunciato anche il lancio di una nuova gamma del packaging di marca, completamente priva di plastica. Al centro dell’iniziativa c’è l’innovativo Morro Coating, una soluzione a base di proteine vegetali. Dopo il successo riscosso in Germania e Austria, il progetto ha debuttato ufficialmente nel mercato italiano lo scorso 12 marzo, inserendosi in una strategia di espansione europea che coinvolge complessivamente dieci mercati. Sviluppato dalla britannica Xampla e prodotto da Huhtamaki, il rivestimento trasforma le proteine vegetali naturali in un’alternativa ai materiali tradizionali con le stesse performance funzionali, senza richiedere alcuna modifica chimica. I contenitori sono realizzati in carta ondulata proveniente da fonti sostenibili e sono progettati per garantire rigidità e isolamento termico. Questa soluzione permette di gestire con efficacia anche alimenti unti o umidi che, storicamente, sono sempre risultati difficili da confezionare senza l’impiego di plastiche o pellicole sintetiche. La composizione naturale del packaging ne permette lo smaltimento diretto senza la necessità di separare la plastica, semplificando le abitudini dei consumatori. 

just eat packaging

Intervista ad Andrea Frascaroli (Just Eat Italia). 

Ma a livello di business, come se la cava Just Eat? Per rispondere abbiamo interpellato Andrea Frascaroli, country sales lead di Just Eat Italia.

Ad oggi qual è la quota di penetrazione del servizio in Italia?

Oggi Just Eat raggiunge più dell’80% della popolazione italiana. Nelle principali città italiane è attivo il nostro servizio di ritiro e consegna tramite rider, mentre nei comuni di più piccole dimensioni siamo presenti come marketplace digitale. Complessivamente, abbiamo più di 28.000 partner tra ristoranti e punti vendita in tutta Italia.

Quali sono le dinamiche merceologiche che incidono maggiormente sull'evoluzione del food delivery?

Come azienda del food delivery siamo protagonisti di una fase di forte evoluzione e cambiamento, specchio di un mercato che nell’ultimo anno ha segnato un solido +7% rispetto al 2024, come riportano i dati dell’Osservatorio B2C del Politecnico di Milano. Tra i fattori di questa crescita, va sottolineato il diffondersi della spesa online, che sta guadagnando il proprio spazio tra le nuove abitudini degli italiani. Dal canto nostro, stiamo accelerando l'espansione verso nuove verticalità, consolidando una fitta rete di punti vendita grocery e retail su tutto il territorio. Nel 2024 abbiamo siglato una partnership con Carrefour Italia, che ad oggi coinvolge più di 200 store in 34 città. Successivamente, nel 2025, è stata la volta di Crai, Maiora per Despar Centro Sud e VèGè. 

Come cambiano le abitudini di ordinazione degli italiani? 

I dati dell’osservatorio che abbiamo comunicato a novembre 2025 mostrano come stia cambiando la percezione del delivery in Italia: se un tempo era sinonimo di pigrizia, oggi è percepito come un gesto di cura personale. Cresce nel cliente l’attenzione a scelte alimentari consapevoli e sostenibili, che riflettono valori e identità. Con 1,5 ordini a settimana in media, ordinare a casa è ormai un’abitudine consolidata, quasi un rituale. I consumatori, oltre ai grandi classici del delivery come pizza, hamburger, giapponese, cinese e poke, cercano varietà, cucine internazionali e piatti creativi: nell’ultimo anno la cucina coreana ha registrato un boom con kimchi +76%, bibimbap +21% e fried chicken +31%, segnando curiosità verso trend globali e nuove esperienze gastronomiche.

Che spazio ha oggi l'IA nell'universo Just Eat?

Vogliamo essere all'avanguardia nel guidare l'innovazione, lavorando per un futuro in cui l'intelligenza artificiale sia integrata in ciò che facciamo in modo rispettoso e controllato. Per questo, utilizziamo l’intelligenza artificiale, non solo per migliorare l’esperienza dei clienti, ma anche per ottimizzare l’attività di vendita dei nostri partner e il lavoro dei nostri courier. L’IA ci consente di personalizzare le proposte, ottimizzare la rete e supportare i rider. Tra le principali novità a livello di gruppo, cito a titolo esemplificativo il menu IA che permette di ridurre di circa il 50% il tempo necessario per caricare i listini e i menu, accelerando così l’onboarding dei partner.

di Nicola Grolla