La finale dei Mondiali di calcio 2026 si avvicina (il 19 luglio) e la ristorazione si prepara a fare bottino pieno tra consumi fuoricasa e ordini in delivery. A confermarlo sono i dati diffusi da Circana: nonostante l'assenza della nazionale italiana di calcio, il 67% dei nostri connazionali ha dichiarato di aver seguito il torneo, con un coinvolgimento particolarmente elevato tra i giovani che associano a questi eventi una più ampia dose di socialità il cui sfogo si trova al pub o al bar.
Argentina o Spagna? A vincere sono i consumi fuoricasa.
Insomma, in attesa di capire chi conquisterà la Coppa del Mondo tra Argentina e Spagna, secondo la società di analisi e consulenza un vincitore c'è già: il cibo. “I dati mostrano che i Mondiali di calcio attraggono il target giovane verso i consumi fuoricasa. Un’ottima opportunità per interloquire con chi in genere si mostra poco interessato all’offerta ristorativa”, ha affermato Matteo Figura, executive director foodservice in Circana. Per la ristorazione, in particolare per il canale delivery e takeaway, non solo la finale ma anche tutte le partite precedenti hanno rappresentato un’opportunità concreta per sviluppare offerte mirate (come menu dedicati alle partite, promozioni combo food&beverage e partnership con piattaforme digitali) in grado di intercettare una domanda fortemente concentrata nei momenti di visione. In un contesto in cui il consumo domestico si consolida accanto alle occasioni fuoricasa, il calcio si conferma così un driver importante per l’innovazione e la crescita del settore.

Cena e partita, un binomio che ha conquistato i giovani.
D'altronde, come affermato in apertura, l'interesse per la competizione, la cui sede è stata condivisa da Canada, Usa e Messico, ha coinciso con i momenti della cena e del dopocena consolidando la visione televisiva con il consumo alimentare. Un interesse che trova conferma anche nei dati televisivi più recenti: le partite dei Mondiali trasmesse su Rai 1 hanno registrato share superiori al 30% e ascolti tra 3,5 e oltre 5,5 milioni di spettatori, confermando la capacità del calcio di dominare la prima serata e attrarre pubblico trasversale anche senza l’Italia in campo. Circa la metà degli italiani ha dichiarato di seguire i match da casa, ma tra i giovani la quota scende al 33%, evidenziando una maggiore propensione a vivere l’evento in modo sociale. Il 13% degli italiani ha guardato le partite in pub o bar, percentuale che sale al 16% tra i 18-34 anni e al 15% tra i 35-54, mentre si ferma all’8% tra gli over 55.
Il menu della finale? Per Circana è la combo pizza e birra.
A fronte di queste abitudini, secondo i dati Circana, è stato il food retail ad avvantaggiarsene con il 16% di chi ha guardato da casa una partita e ha previsto di ordinare cibo e il 13% bevande. Percentuali che variano a seconda dell'età: il 29% e il 33% dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni ha ordinato a casa rispettivamente cibo e bevande contro il 7% e 3% degli over 55. Tra le preferenze di consumo, la pizza ha dominato con il 51%. Per le bevande, ha primeggiato la birra (56%), davanti alle bibite gassate (15%). Questi dati mettono in evidenza opportunità concrete per ristoranti e operatori del delivery, soprattutto nella creazione di offerte dedicate alle partite e promozioni mirate ai target più giovani che si preparano all'atto finale dell'ennesima Coppa del Mondo senza l'Italia in campo ma con tanta fame a tavola.