Stretta sulle recensioni false in Europa (grazie all'Italia): l'Ue impegna le piattaforme ad adottare le misure necessarie per contrastare questo fenomeno. Un plauso arriva da Fipe che ha in più occasioni evidenziato come le recensioni ingannevoli rappresentano un elemento di crescente criticità, non solo per le imprese ma anche per i consumatori stessi.
L'intervento del Commissario europeo alla Giustizia.
A mettere il tema sul tavolo è stata un’interrogazione dell’eurodeputato Paolo Borchia (Lega) che ha portato il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders a mettere un punto alla questione. "I fornitori di piattaforme online e motori di ricerca di grandi dimensioni sono tenuti, nella loro valutazione annuale del rischio, ad affrontare il rischio che il loro servizio diffonda contenuti illegali e, nel caso, ad adottare misure di mitigazione", ha affermato Reynders. Secondo il commissario, gli Stati membri non sono tenuti a stabilire, nella loro legislazione di recepimento della direttiva, le misure specifiche che i diversi commercianti devono adottare. Tali misure infatti devono essere adottate dalle piattaforme stesse, perché dipendono sia dal modello di business del trader sia dal livello di rischio.
Le recensioni false sono un "contenuto illegale".
Un altro elemento importante, nella risposta del commissario, riguarda la responsabilità legale delle piattaforme nell'eliminazione di contenuti fraudolenti. Nella risposta infatti si legge che "le recensioni che violano il diritto dei consumatori dell'Ue costituiscono un contenuto illegale ai sensi del Digital Services Act (Dsa). Gli intermediari online, a seconda del loro status, sono soggetti a diversi obblighi ai sensi del Dsa e se uno di questi soggetti è a conoscenza di contenuti illegali sulla propria piattaforma e non li rimuove, non può più beneficiare dell'esenzione di responsabilità prevista dal Dsa per quei contenuti".
Fipe: la falsa reputazione online costa un -30% di fatturato.
Per la Federazione dei pubblici esercizi le recensioni ingannevoli hanno conseguenze dirette sulle imprese in termini reputazionali ed economici, quantificabili in un -30% di fatturato. Secondo una rilevazione effettuata da Fipe, il 65% dei consumatori legge le recensioni prima di scegliere un locale: di questi, il 66% le ritiene decisive per la scelta del locale dove recarsi. Se poi si considera che l’82,8% dei ristoratori ritiene le recensioni molto-abbastanza importanti, si comprende facilmente perché questi sono esposti ai ricatti di chi vuole vendere recensioni false. "Alla luce della risposta della Commissione - ha commentato Roberto Calugi, direttore generale di Fipe - è fondamentale che le piattaforme indichino se e in che modo garantiscono che le recensioni provengono da consumatori che abbiano effettivamente usufruito del servizio, e che le imprese possano accedere agilmente alla gestione dei reclami". Non solo, ma risulta decisivo che le modalità per presentare la segnalazione vengano indicate con chiarezza e siano facilmente accessibili alle imprese.