Su 315mila contratti di assunzione programmati ad agosto, 68mila provengono dal settore dell'ospitalità, sia turistica sia gastronomica secondo Unioncamere. L'analisi della domanda di lavoro evidenziano un andamento positivo rispetto allo stesso mese delle scorso anno con +22mila ingressi e un tasso di crescita del +7,5%. Tuttavia, sale anche la difficoltà di reperimento dei profili: 48.9% degli annunci va deserta a casa della mancanza di candidati.
Andrea Prete (Unioncamere): "Riallineare percorsi formativi e necessità produttive".
Il bollettino del Sistema informativo Excelsior dell'ente sottolinea che le imprese "continuano a trovare con grande difficoltà i lavoratori che stanno cercando e questo problema, che ha anche a che fare con il tema della denatalità, ci sta costando molto anche in termini di Pil - ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - Questa situazione è causata da un disallineamento tra percorsi formativi e bisogni del sistema produttivo. Per risolverla bisogna agire sulla formazione e l’informazione dei giovani perché sappiano dove è più facile che verranno soddisfatte le loro giuste aspirazioni. Ma nel breve periodo uno sforzo importante di programmazione dei flussi migratori potrà certamente aiutare".
I servizi pronti a inserire 227mila operatori.
Ad agosto, nello specifico, sono 227mila i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi e oltre 919mila nel trimestre agosto-ottobre. È il turismo a offrire le maggiori opportunità di impiego con oltre 68mila lavoratori ricercati nel mese e 227mila nel trimestre, seguito dal commercio (circa 46mila nel mese e 183mila nel trimestre), dal comparto dei servizi alle persone (40mila nel mese e oltre 201mila nel trimestre) e dai servizi operativi di supporto a imprese e persone (quasi 26mila nel mese e oltre 103mila nel trimestre). Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con 187mila unità totali nel mese di agosto 2023, pari al 59,4%, seguiti dai contratti a tempo indeterminato (52mila, 16,5%) e da quelli di somministrazione (34mila, 10,8%).
Difficoltà di reperimento del personale al 55,5% nella ristorazione.
Ad agosto, le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per circa 154mila assunzioni (il 48,9% del totale), confermando come causa prevalente la “mancanza di candidati” con una quota del 32,4%, mentre la “preparazione inadeguata” si attesta al 12,3%. L’analisi del "borsino delle professioni" del Sistema Informativo Excelsior segnala, tra quelle di più difficile reperimento di esercenti e addetti nelle attività di ristorazione pari al 55,5%.