In piena estate, l'insegna Amami Ancora resta aperta e prepara il piano di sviluppo come mini-catena a due anni dal debutto come spin-off di Amami. Il brand guidato dalla coppia Cristiana Serafini e Mauro Rossetto, infatti, ha superato le valutazioni di scalabilità del progetto e ora punta ad aprire nuove location. Al centro, rimane l'offerta a base di pizza senza lievito, vero signature dish del marchio, a cui si aggiunge un'esperienza informale che unisce food e mixology.
Obiettivo 2027 per una nuova apertura di Amami Ancora.
Entro il 2027, quindi, il brand AmamiAncora potrebbe raddoppiare a Milano o aprire nell'hinterland. "In città già oggi accogliamo una clientela che viene da diversi quartieri e cerca una certa esperienza. Oltretutto, chiudendo solo due giorni all'anno e offrendo un servizio all day long il rischio è che la proposta sia un po' inflazionata e l'eventuale terzo ristorante cannibalizzi in parte il giro d'affare degli altri due - rivela Serafini - Per questo abbiamo allargato lo sguardo a Monza e Bergamo, due destinazioni che per target audience e logistica sono in linea con i nostri obiettivi e la nostra attuale organizzazione. Infine, non nego che abbiamo esteso ulteriormente le nostre ricerche ad altre piazze del Nord Italia e a Firenze. Mentre per l'estero, al momento, è ancora presto. Vogliamo costruire innanzitutto un network nazionale e scalare con i giusti ritmi e adeguate strutture". Insomma, politica dei piccoli passi a partire da una base di fatturato che, nel 2025, si è chiuso intorno ai 780.000 euro per il punto vendita di via Lazzaro Papi, zona Porta Romana, e dovrebbe superare il milione a fine anno in corso. "Numeri che danno conto del lavoro fatto in questi anni in una zona più residenziale rispetto a quella di AmaMi (lanciato nel 2015 in via Amerigo Vespucci, ndr), con una frequenza più bassa in pausa pranzo, dove il passaparola è la chiave per allargare l'utenza", sottolinea Serafini.
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Il layout di Amami Ancora: urbano, informale, con dehors.
A fare da polo di attrazione, anche per le altre, future location è un format che, a livello di layout, si richiama volutamente alle estetiche cittadine (grazie alla firma dell'architetto Andrea Langhi). "Chi entra da Amami Ancora si trova in un ambiente che ricorda un salotto meneghino con materiali come gress, boiserie, stoffe e un grande bancone conviviale che risuona alcune vibes degli anni 80-90 e della Milano da bere. Parliamo di una location da circa 150 mq, cucina compresa, per un totale di 40 posti all'interno e altri 20 all'esterno. Una formula che cercheremo di replicare anche nelle prossime destinazioni dove l'affaccia su due vetrine e il dehors sono essenziali", racconta la co-founder. Ad accogliere il cliente c'è poi uno staff dall'approccio cordiale, educato e che non travalica i ruoli; e pronto ad accogliere i clienti in ogni momento della giornata. Anche questo un elemento differenziante in un settore sempre più competitivo: "Il mondo della pizzeria si sta sempre più managerializzando e i risultati si vedono - commenta Serafini - Se prima la pizza era un'occasione di sfizio ora è un momento di sperimentazione gastronomica. Questo passaggio ha fatto bene al comparto. Non a caso oggi fioriscono pizzerie ad ogni portone. Una numerosità che non ci spaventa, anzi: la concorrenza fa bene, aumenta la percezione e l'aspettativa del cliente sia in termini di qualità del prodotto sia di servizio, permettendo di rendere sostenibile un'esperienza a tutto tondo".

Pizza e cocktail pairing, l'offerta di Amami Ancora.
L'evoluzione della pizzeria si accompagna a quella della pizza. Da Amami Ancora la tonda diventa "ovale", senza lievito e si accompagna a una materia prima di eccellente qualità. Il risultato è un prodotto sottile, croccante, altamente digeribile: non una concessione al benessere, ma una scelta tecnica precisa sviluppata e affinata in undici anni di attività. Le farine cambiano ogni giorno (Senatore Cappelli, Farro, Integrale, Canapa, Grano Saraceno, Grano Arso) e con loro gli ingredienti, selezionati dai founder direttamente dai produttori, piccole realtà a conduzione familiare sparse dal Nord al Sud dell'Italia. A questa referenza si unisce poi una proposta di "piattelli" e piccola cucina. E poi il beverage che ha nella mixology il suo pairing perfetto. "Come per le farine e i topping, anche nel mondo beverage ricerchiamo piccoli produttori di qualità che ci diano garanzia di referenze uniche. Un esempio? I nostri mocktail che, fin dall'apertura, sono realizzati a partire da distillati non alcolici, oppure la nostra selezione di vini bio, dai fermi alle bollicine passando per i rosé", afferma Serafini. Da sottolineare, la proposta dell'aperitivo che ruota intorno agli Amaki: piccoli roll di pizza senza lievito farciti in cottura di fiordilatte e salsa dello chef, guarniti a crudo con ingredienti scelti direttamente dai produttori. Non è una pizza, non è un finger food convenzionale ma è pensato per essere condiviso al tavolo. Il tutto per uno scontrino medio di 25/26 euro a persona.