Il progetto di Fipe e Aigrim prevede 200 ore di formazione ai nuovi lavoratori stranieri
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Fipe e Aigrim: via al "Progetto Tunisia" per l'incoming occupazionale

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Dopo gli annunci, prende il via il "Progetto Tunisia" di Fipe e Aigrim per l'incoming occupazionale e la formazione professionale nella ristorazione. L'obittivo è quello di inserire 60 lavoratori stranieri provenienti dal Paese Nordafricano nel mercato italiano per rispondere alle esigenze del settore. L'accordo è stato sottoscritto dalle due associazioni di categoria il 20 aprile a Tunisi in un incontro istituzionale a cui hanno partecipato anche il ministero del Lavoro tunisino e la società Elis, partner del progetto. 

 

Le linee guida del "Progetto Tunisia": 200 ore di formazione previste. 

Il progetto pilota prevede un percorso formativo di 200 ore. La formazione sarà avviata entro fine maggio con la parte linguistica, per poi proseguire con quella specialistica a inizio giugno. L'arrivo dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia è previsto alla fine di questo mese. L'iniziativa, frutto di un importante investimento da parte dei due enti associativi e delle imprese direttamente coinvolte, si pone come un modello di cooperazione virtuoso e replicabile, capace di allargare i canali di attrattività del settore a paesi extra-Ue. "Questo progetto dimostra che è possibile affrontare in modo serio e sistemico il tema della carenza di personale nella ristorazione, costruendo percorsi regolati, trasparenti e di qualità. La collaborazione con le istituzioni tunisine e con partner qualificati consente di investire sulle competenze prima ancora dell’ingresso in Italia, garantendo benefici sia alle imprese sia ai lavoratori. Se sapremo consolidare e replicare questo modello, potremo dotarci di uno strumento stabile di cooperazione internazionale capace di sostenere la competitività del nostro settore", ha commentato Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe. 

Il focus di Aigrim sul lavoro nella ristorazione. 

Della stessa opinione anche Riccardo Orlandi, presidente Aigrim: "Non si tratta solo di sopperire a una carenza di personale, ma di costruire percorsi professionali sostenibili e di alta qualità, investendo sulla formazione prima ancora che i lavoratori arrivino in Italia. È un modello che fa incontrare domanda e offerta in modo trasparente e virtuoso, garantendo tutele per i lavoratori e competenze specifiche per le imprese". Lo stesso Orlandi aveva anticipato il progetto durante gli stati generali della ristorazione dello scorso 16 ottobre e in un'intervista pubblicata su RM. In quest'ultima occasione, Orlandi aveva sottolineato come "il tema delle risorse umane è stato l'argomento principale delle attività 2025 e rimarrà il focus anche per il 2026. Ci troviamo ad affrontare questioni che nascono da lontano. Pre-Covid, nel nostro mondo c'era una domanda di lavoro importante a sostegno di un trend di mercato che andava di pari passo. Dopo la pandemia, questo equilibrio è venuto a mancare. A peggiorare il quadro, inoltre, c'è un trend demografico che, di fatto, riduce la percentuale di popolazione reclutabile anno su anno. In questo contesto, come Aigrim-Fipe ci siamo posti l'obiettivo di diventare un fattore abilitante dell'incontro fra domanda e offerta di lavoro nella ristorazione".