La Giornata del caffè dell'1 ottobre offre l'occasione a HostMilano (22-26 ottobre 2027) di approfondire come sta cambiando la filiera: dal chicco alla tazza. Un percorso globale che sfocia in un mercato da oltre due miliardi di consumazioni al giorno in tutto il mondo, con l'Europa che ne assorbe circa il 30,1%, per un valore di circa 186 miliardi di euro nel 2026. Se l'espresso la fa da padrona, non mancano nuove varianti, siano essere nazionali (come cà phê trứng vietnamita, il café touba del senegnalese o il kaffeost svedese) oppure dettate da metodo di estrazioni innovativi. E in Italia?
La Giornata del caffè e il riconoscimento Onu.
Da sempre patria del caffè al bar, il nostro Paese primeggia anche per consumi: ogni italiano beve in media 792 tazzine di espresso l’anno, delle quali 28 su 100 vengono servite fuoricasa. Non sorprende, dunque, che proprio a Milano, nel 2015, sia stata lanciata per la prima volta la Giornata del caffè da parte della International Coffee Organization che quest'anno ha ottenuto anche il riconoscimento dell'Onu. Un traguardo che "conferma quanto il caffè sia oggi un patrimonio culturale ed economico condiviso, che lega milioni di produttori a un consumatore sempre più consapevole, attento all’origine, alla qualità in tazza e al racconto di ciò che beve - ha dichiarato Francesca Cavallo, head of hospitality exhibitions di Fiera Milano - È una consapevolezza che investe l’intera filiera e fa della sostenibilità una leva sempre più rilevante, dall’efficienza energetica delle macchine alla tracciabilità della materia prima. Sono alcuni dei temi che metterà al centro Host 2027, riunendo tecnologie, torrefazioni e format in una piattaforma dove l’innovazione diventa opportunità di business”.
L'evoluzione del consumo di caffè e le prospettive per l'Italia.
Tra i fattori trainanti del mercato del caffè spiccano l’evoluzione dei consumi verso modelli premium e l’attenzione verso tracciabilità e approvvigionamento sostenibile. In questa dinamica gioca un ruolo di primo piano l’Italia, primo produttore europeo di caffè torrefatto davanti alla Germania: secondo dati Eurostat elaborati per la European Coffee Federation, la produzione italiana supera le 520.000 tonnellate l’anno, pari a circa il 27,5% del totale Ue. Altrettanto solida la posizione del Made in Italy nelle tecnologie. Come rileva ExportPlanning in esclusiva per l’Osservatorio HostMilano, nel 2025 il commercio mondiale di macchine da caffè e vending ha raggiunto i 7,7 miliardi di euro. Come primo esportatore mondiale, l’Italia vi ha contribuito con 1,56 miliardi (+1,2% sul 2024), circa un quinto del totale. Scambi attesi in accelerazione sia nel 2027, a +3,5%, sia nel biennio 2028-2029 con il +4,7% medio annuo. A guidare l’evoluzione sul bancone è una duplice esigenza: da un lato aiutare ogni barista, dal più esperto al neofita, a garantire una qualità costante anche nei momenti di punta e, dall’altro, ridurre l’impatto ambientale. La macchina espresso tradizionale si fa così sempre più intelligente: controllo digitale dei parametri, stabilità termica e automatismi dialogano con il macinadosatore, regolano l’estrazione in tempo reale e lasciano al barista il gesto, il racconto del prodotto e un’interazione di maggior valore con il cliente.

Cresce la domanda per macchine da caffè innovative, affidabili e di desing.
Evoluzioni confermate dalle testimonianze dei protagonisti del settore, raccolte dall’Osservatorio HostMilano nel percorso di approfondimento verso l'edizione del 2027. "Stiamo assistendo a un passaggio decisivo del caffè da semplice bevanda funzionale, da commodity, a vera e propria esperienza di consumo. Il consumatore odierno, sempre più consapevole, ricerca storytelling e massima trasparenza per tracciare il viaggio del chicco, dalla piantagione fino al bar - ha spiegato Jacopo Bambìni, group marketing director di Cimbali Group - In questo cambiamento, trainato anche dall’ascesa dello specialty coffee, la macchina per espresso diventa l’architrave dell’esperienza offerta al cliente. Tutto questo processo di innovazione passa necessariamente attraverso la lente della sostenibilità, che per noi si traduce in scelte di ecodesign e in protocolli rigorosi”. Una trasformazione che si riflette anche sulla domanda internazionale di macchine di alta gamma con un occhio alle performance. "La richiesta ora è per macchine tradizionali evolute, capaci di unire tecnologia avanzata, consistenza e una forte identità di design - ha affermato Marco Feliziani, ceo di Simonelli Group - Una macchina che lavora in modo più preciso, stabile e replicabile è una macchina che crea meno scarti, riduce i costi operativi e genera valore nel lungo periodo".
Nuove origini e decaffeinizzazione: il valore dei torrefattori.
La qualità della materia prima alla base del processo. Dal bancone, quindi, si risale alla torrefazione. “L’espresso tradizionale resta centrale nei bar italiani, ma cresce la curiosità verso caffè di origini diverse e nuovi modi di degustarli. Una tazzina preparata e raccontata con competenza permette al consumatore di comprenderne meglio il valore - ha rivelato Cesare Trucillo, head of growth di Caffè Trucillo - La trasparenza parte dalla conoscenza dell’origine dei caffè che acquistiamo. In vista dei nuovi obblighi europei sulla deforestazione, stiamo rafforzando la raccolta e la verifica delle informazioni con i nostri fornitori, comprese quelle relative alle aree di produzione”. Approccio che vale a maggior ragione quando si parla di decaffeinizzazione: un comparto altamente specializzato e di sempre maggior rilievo sul mercato, che lavora il caffè verde prima della tostatura. "Il consumo di decaffeinato sta crescendo in maniera abbastanza regolare e questa crescita consentirà sempre di più anche al mondo specialty di proporre caffè decaffeinati di particolare qualità, comprese proposte speciali e monorigine - ha osservato Massimiliano Fabian, presidente e ad di Demus, azienda specializzata nella decaffeinizzazione e nel trattamento del caffè verde - Più che di una singola innovazione, parlerei di evoluzione continua della tecnologia e della tecnica: nell’efficienza dei processi e nella capacità di preservare sempre meglio le caratteristiche qualitative e aromatiche del caffè. Ed è proprio questa evoluzione progressiva che ci permette di offrire ai nostri clienti, e in ultima analisi al consumatore, un prodotto sempre migliore”.