Il Veganuary è nel vivo e Deliveroo porta la dieta plant based nel food delivery, canale dove gli ordini vegani sono cresciuti dell'80% in un anno. Una crescita record trainata in particolare da alcune aree insospettabili contrassegnate da una tradizione culinaria fortemente basata sul consumo di carne e pesce. Performance che indicano come l'alimentazione vegetale sia ormai un bisogno trasversale per tutta la popolazione e sia capace di adattarsi e affiancare, senza per questo sostituire, le abitudini alimentari quotidiane.
Le città plant based top performer su Deliveroo.
Ma quali sono le città che trainano il consumo vegano sulla piattaforma nel 2025?
- Genova, +570% di ordini vegani;
- Bologna, +200%;
- Sassari, +290%;
- Cagliari, +110%;
- Napoli, +50%.
Food delivery alleato della dieta vegana.
Da questo emerge che, oggi, il food delivery può essere un alleato per seguire la dieta vegana. Esempi di menu facili da ordinare potrebbero essere i piatti unici come i pokè bowl vegani a base di cereali integrali o pseudocereali (più ricchi in proteine) come la quinoa, legumi, avocado e verdure oppure piadine, burritos, tortilla con hummus di ceci o tofu, guacamole e verdure, panini con falafel di ceci o polpette alla zucca e piselli e verdure. Anche sui dolci le idee per il delivery disponibili su Deliveroo sono ricchissime: dal golden milk al porridge di avena al cacao,frutta fresca e burro di arachidi, oppure il babka alla crema di nocciole e il più classico apple pie con gelato alla vaniglia. Ricette e ingredienti che durante il Veganuary vivono di un rinnovato interesse grazie ai benefici nutrizionali e l'effetto detox dopo gli eccessi del Natale. Basta infatti un mese di dieta vegana per ottenere importanti miglioramenti a livello di microbiota intestinale, sistema cardiovascolare e controllo migliore del peso.
Lo scorso anno, il 2% degli italiani ha partecipato al Veganuary.
Secondo un sondaggio YouGov, a gennaio 2025 il 30% della popolazione italiana (pari a circa 17 milioni di persone) ha sentito parlare del progetto e il 2% ha partecipato attivamente. Un dato che conferma la crescente attenzione verso le tematiche ambientali, etiche e salutistiche legate all’alimentazione. Dal punto di vista ambientale le responsabilità del sistema alimentare attuale sono innegabili, secondo l’ultimo rapporto della Commissione EAT-Lancet si tratterebbe del 30% delle emissioni globali di gas serra e 15 milioni di morti evitabili ogni anno. Secondo un altro recente studio scientifico, adottare una dieta vegetale può ridurre di circa il 46% le emissioni di Co2, tagliare il consumo d’acqua del 7% e l’uso del suolo del 33% rispetto a un’alimentazione che comprende anche proteine animali. I vantaggi sono anche per la salute: uno studio europeo su oltre 266 mila persone ha dimostrato che un consumo elevato di cibi ultra-processati aumenta del 9% il rischio di multimorbilità (compresenza di almeno due malattie croniche tra tumore, diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari). Tuttavia, lo studio evidenzia che le alternative vegetali ultra-processate non mostrano alcuna associazione a questo rischio, a differenza dei prodotti animali ultra-processati.