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Ilario Colarossi, general manager Deliverect Italia
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Ilario Colarossi (Deliverect): "Andiamo oltre il channel management"

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La gestione centralizzata e automatizzata degli ordini dalle piattaforme delivery è stato il primo step di Deliverect, che ora evolve il suo servizio. “Prossimamente lanceremo un nuovo prodotto dedicato ai ristoranti che vogliono attivare il proprio online ordering attraverso le pagine social. Grazie all’integrazione con Meta, infatti, diamo la possibilità al ristoratore di trasformare i follower in clienti, sia digitali che fisici senza avere per forza una flotta proprietaria che si occupi delle consegne a domicilio. Insomma, dal channel management siamo passati al revenue generator”, spiega Ilario Colarossi, general manager Deliverect Italia.

Intervista a Ilario Colarossi (Deliverect)

Quali sono i vantaggi offerti dal vostro software?

Grazie all’adozione di Deliverect consentiamo ai ristoratori di utilizzare un’unica interfaccia, integrata con il gestionale di cassa, con cui gestire gli ordini digitali risparmiando sui costi di gestione e abbreviando le tempistiche. Prima dell’adozione del nostro sistema, succedeva che fossero in uso più tablet, ognuno per gestire gli ordini di una piattaforma che poi dovevano essere inseriti nel sistema di cassa, trasferiti in cucina sotto forma di comanda e consegnati al rider. Un insieme di operazioni che frammentano e complicano il lavoro delle insegne con più punti vendita aumentandone le criticità. Ora tutto è processato in automatico, liberando l’operatore per altri compiti e garantendo un monitoraggio da remoto e in tempo reale delle performance di vendita. Comprese quelle registrate dai kiosk.

Come si è chiuso il 2023?

L’ultimo anno è stato caratterizzato dall’inizio della collaborazione con Roadhouse per un roll out completo su oltre 300 punti vendita. Un progetto che testimonia la necessità digitale di questo tipo di aziende. Nei primi sei mesi del 2024, invece, ci siamo focalizzati su lancio di nuovi prodotti che ci permetteranno di entrare nel settore grocery con soluzioni pensate per l’instant delivery o il delivery on demand, nato dalla esperienza dei ristoranti. Abbiamo fatto un lavoro molto lungo in questi anni integrandoci con 20 gestionali di cassa come iPratico e Zucchetti per esempio, oppure PassePartout, giusto per citare alcune delle aziende partner con cui lavoriamo in strategia win-win. Insieme generiamo valore aggiunto. 

La digitalizzazione è un fenomeno di lungo corso che ha accelerato negli ultimi anni. A che grado di penetrazione è arrivata nel food retail?

La necessità dei clienti rimane quella di digitalizzare e automatizzare, tout court. Tanto più in un momento come questo dove il ritorno in store è stato più sostenuto e ha richiesto un supplemento di operazioni nel punto vendita. Se non vengono automatizzate il rischio è deludere l’aspettativa di customer experience del cliente. D’altronde, i dati parlano chiaro: il 70% dei giovani della GenZ si considera un foody e il 21% di loro ha come priorità quella di mangiare nel fuoricasa, attività per cui allocano il 20% della propria spesa. Un’esperienza digitale senza frizioni è fondamentale per intercettarli e fidelizzarli. Il rapporto qualità, anche del servizio, e prezzo rimane centrale nelle scelte di ritorno su un punto vendita.

I professionisti del fuoricasa sono pronti per questo approccio?

C’è strada della strada da fare. A volte facciamo ancora alfabetizzazione digitale ma il percorso intrapreso è quello giusto. Posso dire che la ristorazione su questo fronte parte in posizione avvantaggiata rispetto ad altri settori come il grocery, per esempio, che deve ancora tenere conto nelle proprie strategie marketing del volantinaggio cartaceo.

Il boom del delivery durante e post-Covid ha sicuramente aiutato. Ora come sta il mercato delle consegne a domicilio?

Il food delivery si è stabilizzato. In generale, rimane un’attività che vive sul rapporto di amore&odio fra ristorante e piattaforme sul tema delle commissioni. Per questo rimane comunque un servizio più che un pilastro della crescita. Velocizzarlo, ottimizzarlo, ridurne gli errori e le latenze è un modo che utilizziamo per offrire al ristoratore la possibilità di recuperare un migliore margine. Ma in generale, consigliamo sempre di adottare un approccio multi-canale ai nostri clienti: più sbocchi si hanno, più si acquisiscono nuovi clienti potenziali. Un’alternativa all’attuale policy delle esclusive.

Deliverect può avere anche un impatto sul tema del personale? Magari creando figure nuove al ristorante?

Sicuramente sì. Certo, non a livello di sala. Anzi, all'interno del punto vendita il nostro obiettivo è quello di risultare invisibili al cameriere. Piuttosto, agiamo dietro le quinte dove potrebbe svilupparsi una nuova figura che unisce marketing e analisi dati; una sorta di area manager evoluto che nel frattempo tiene anche sott'occhio l'andamento delle vendite, riceve alert sulle scorte oppure sulle rotture di stock sulle piattaforme, ecc. 

di Nicola Grolla

       
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