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Gli spirits premium volano (solo) nel canale travel retail

Nonostante il calo del valore consumi alcolici del (-4%), secondo IWSR il travel retail si è dimostrato un'isola felice: +7% a valore e +5% a volume. Un incremento che ha sostenuto, in particolare, il segmento dei premium spirits confermadone, da un lato, il posizionamento all'interno dei contesti di viaggio dove i consumatori sono più propensi a spendere per prodotti di fascia alta; dall'altro, la tenuta del canale rispetto alle logiche inflattive che hanno penalizzato il comparto delle bevande alcoliche. 

Per IWSR, lo scotch ha visto una crescita a volume del +10% nel 2025 nel canale travel retail a livello globale
Per IWSR, lo scotch ha visto una crescita a volume del +10% nel 2025 nel canale travel retail a livello globale

Glovo a Milano e Torino sotto la lente della giustizia: addio Italia?

La lente e il controllo della giustizia italiana continua ad attenzionare la piattaforma food delivery Glovo sul tema del lavoro dei rider. A Milano e Torino i fronti più caldi che, non dovessero raffreddarsi, porterebbero il player delle consegne a domicilio a lasciare il mercato tricolore. 

In Italia sono circa 40.000 i rider che lavorano per Glovo
In Italia sono circa 40.000 i rider che lavorano per Glovo

Dietro il fuoricasa, l'industria alimentare tiene (nonostante i dazi)

Dietro ai consumi alimentari fuoricasa, la filiera agroalimentare non si ferma e l'industria si conferma il comparto più dinamico nel report Bper Banca. Nel 2025, infatti, il valore aggiunto generato è pari a 42,3 miliardi di euro con una crescita solida di 36 miliardi di euro anche al netto dell'effetto prezzi. Dati positivi che non risentono più di tanto dei dazi americani e premiano, nell'export, le produzioni di eccellenza. 

Nonostante il calo di 7,4 miliardi di export negli Usa, l'industria alimentare italiana ha generato 60 miliardi di valore oltre confine
Nonostante il calo di 7,4 miliardi di export negli Usa, l'industria alimentare italiana ha generato 60 miliardi di valore oltre confine

Ristorazione e private equity, accelera la transizione al food retail

Il private equity ridisegna il futuro della ristorazione accelerando la transizione al food retail è lo scenario che emerge da un recente report Fipe-Aifi. Sebbene l'interesse dei fondi di investimento sia relativamente nuovo (con il 59% delle 61 operazioni registrate dal 2010 al 2026 che si sono concluse dopo il 2020), l'effetto sul fuoricasa è chiaro: crescono fatturato, ebitda, punti vendita e personale. Risultati che, in un contesto frammentato come quello italiano dove l'apporto creditizio bancario negli ultimi 10 anni si è ridotto di 42 miliardi di euro, confermano come il private equity sia un'opportunità strategica per l'evoluzione (e la managerializzazione) del settore ristorativo. 

Tra il 2010 e il 2026, il report Fipe-Aifi ha censito 61 operazioni private equity nella ristorazione
Tra il 2010 e il 2026, il report Fipe-Aifi ha censito 61 operazioni private equity nella ristorazione
       
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