Dopo la prima apertura avvenuta a Roma nel 2018,Hiromi Cake punta a crescere grazie al successo del cibo etnico di origine giapponese e al supporto del digitale. A spingere il brand ideato dalla titolare Machiko Okazaki insieme ad altri due soci, è stato il passaparola virtuale generato dalle ottime recensioni Google. Tanto che ora, sulla scia di questi feedback positivi, l'insegna punta ad ampliarsi con nuove aperture dirette e in franchising.
La storia di Hiromi Cake.
“Dopo aver lavorato nel mondo della ristorazione per diversi anni e aver aperto già due ristoranti in Italia sentivo il desiderio di far conoscere il mondo della pasticceria giapponese. Tutto è nato quasi come un gioco. Abbiamo preso un piccolo negozietto e iniziato a produrre molti dolci tipici che ricordavo dalla mia infanzia. Il nome stesso, Hiromi, deriva da un chioschetto da cui acquistavo la merenda sulla strada per raggiungere la mia scuola da piccola", racconta Okazaki. A quattro anni di distanza dal debutto, ora i locali sono tre (due nella Capitale e uno a Milano). I prodotti più venduti? Gli wagashi (dolcetti tradizionali giapponesi come i doroyaki e i mochi) e gli yougashi (dolci di ispirazione occidentale ma realizzarti con ingredienti nipponici, come la lemon tart rifatta con lo yuzu).
Indicizzazione, eCommerce e profilo attività: gli strumenti digitali per la crescita.
L'attività di Hiromi Cake non si rivolge solo al cliente finale, ma anche al settore Horeca con più di 100 ristoranti serviti. Un network che fin da subito ha utilizzato il digitale come leva per farsi conoscere e facilitare, tramite eCommerce, l'acquisto dei prodotti. “Il nostro giro d’affari è triplicato già alla fine del primo anno di attività. Questo anche grazie al lavoro che abbiamo svolto nell’indicizzazione Google e tramite gli strumenti di promozione e analisi come Google Ads. Ma è stato soprattutto il profilo dell’attività a fare la nostra fortuna, e lo fa tuttora: per una novità come la nostra le recensioni di Google sono state vitali. Chi è incuriosito da qualcosa di nuovo, perché magari lo ha trovato sui social, va subito a vedere il profilo di un’azienda. Che se è curato e fornito di buone referenze convince il potenziale nuovo cliente a provare. Oltre, ovviamente, a incanalare il traffico verso lo shop online: abbiamo stimato che grazie al profilo le visite sull’eCommerce sono cresciute del 20-25%", rivela Okazaki.
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