Dalla Scozia all'Italia, lo scotch whisky è protagonista con Arran e Douglas Laing & Co.: due storiche etichette ora distribuite da Rinaldi 1957. A unire le proposte, oltre all'attenzione per la qualità e il territorio, c'è una tradizione che risale al 1494 quando il monaco John Cohn inventò, a partire da diverse balle di malto ricevute dal re, la cosiddetta "acquavite" o uisge beatha in gaelico, da cui deriva il termine whisky.
Per quanto riguarda Arran, toponimo con cui si indica l'omonima isola a Sud-Ovest di Glasgow (definita una "Scozia in miniatura" per la sua bellezza naturale e la varietà paesaggistica), parliamo di un distillato che negli ultimi 30 anni ha conquistato una posizione di rilievo grazie all'intraprendenza e alla visione di Harold Currie. A lui si deve, nel 1955, la fondazione delle distilleria a Lochranza in un periodo di forte crisi del settore. Qui, tra acqua purissima e un clima mite, temperato dalla Corrente del Golfo, nasce un whisky gentile, elegante e profondamente legato al territorio. Niente filtrazione a freddo e nessun colorante; a rendere unico Arran Single Malt è la materia prima di altissima qualità: l’orzo Laureate, irrorato dall’acqua del lago Loch na Davie, ricca di preziosi minerali. Sono diverse le espressioni di Arran, tra edizioni limitate, single malt e le nuove uscite Arran Signature Series - Edition 3 “Duero Discovery”, Arran Rare Batch - French Oak, Arran Single Malt Barley 10 Years Old.
Come per Arran, anche Douglas Laing & Co. si fa spazio in un panorama dominato da colossi internazionali e da produzioni standardizzate. Custode di una tradizione familiare e indipendente dal 1948, tanto da essere membro attivo della Scotch Whisky Association (SWA), la distilleria di Glasgow è oggi guidata dalla terza generazione. Alla base dell'attività, la filosofia del whisky as natural as it gets: senza aggiunte, senza compromessi, per esaltare la diversità e l’autenticità dei single malt scozzesi. Il portafoglio Douglas Laing è estremamente vasto e diversificato, spaziando dai blend regionali iconici come Big Peat, Scallywag, The Epicurean, Rock Island e The Gauldrons, fino a selezioni single cask e collezioni di pregio. Tra le novità del 2025 figurano Big Peat Fèis Ìle 2025, un’edizione speciale dedicata all’isola di Islay e realizzata da botti Refill Hogshead del 2010, e Big Peat Winter Edition 2025, affinata in botti di vino Madeira e imbottigliata a grado pieno (53,6% vol). A completare la gamma, le raffinate Old Particular, la prestigiosa Xtra Old Particular (XOP) per i collezionisti, la linea Provenance che racconta il legame tra stagioni e territori, i decanter rétro di Premier Barrel e le combinazioni creative di Double Barrel.

Come detto all'inizio, entrambre le etichette rappresentano la continuità della tradizione. Nel XV secolo, i monaci furono i primi a perfezionare le tecniche di distillazione, che si diffusero rapidamente anche tra i piccoli produttori, soprattutto nelle Highlands. Nel 1823, una legge attenuò le restrizioni sulle distillerie legali, favorendo così lo sviluppo del mercato ufficiale. Nel corso del XIX secolo furono introdotte significative innovazioni tecniche, come l’alambicco a colonna (Coffey Still), che permise una distillazione continua più efficiente e diede origine ai primi blended whisky. Con il passare del tempo, lo scotch whisky è diventato un simbolo profondamente radicato nella cultura nazionale, caratterizzato da proprietà organolettiche e uno stile distintivo per ogni regione produttiva, strettamente legato alle caratteristiche ambientali, come il clima e l’acqua pura. Elementi sempre più apprezzati anche dai professionisti e consumatori italiani serviti dal catalogo di Rinaldi 1957.