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La nuova referenza di Biova Project con Pasta Berruto
La nuova referenza di Biova Project con Pasta Berruto
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Biova Project, dopo il pane tocca alla birra fatta con Pasta Berruto

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- Bipova Project birra - Biova Project economia circolare

Dopo la birra fatta con il pane (che sostituisce parte del malto d'orzo utilizzato normalmente nell'attività brassicola), Biova Project ci riprova e, insieme a Pasta Berruto, immette sul mercato una nuova referenza che, grazie all'efficienza dell'economia circolare, riutilizza il surplus della lavorazione della pasta per realizzare una bionda dal gusto inconfondibile; e sostenibile. 

Contro lo spreco alimentare arriva la birra Biova Pasta.

Il progetto nasce dall'esigenza di ridurre gli sprechi alimentari (sullo stesso filone di quanto già fatto con il pane). Secondo la Fao, ogni anno si perde o si spreca 1/3 di tutto il cibo prodotto nel Pianeta, per un totale di 900 miliardi di euro. Lo spreco di cibo è certamente uno dei più grandi problemi della nostra epoca, per questo ognuno di noi deve fare la sua parte. Da questa consapevolezza nasce Biova Pasta, la prima birra fatta dal surplus di pasta. La referenza è il frutto di alcuni mesi di test, prove e verifiche con cui si è potuto dimostrare che con 200 kg di sfridi si ottengono 2.500 litri di ottima birra artiginala,  dal sapore morbido e dal profumo leggermente fruttato, corpo medio, con rimandi di grano e un colore dorato come la pasta da cui è fatta.

Dagli sfridi di Pasta Berruto nasce un progetto di economia circolare.

D'altronde, ogni volta che si produce un lotto di pasta, la testa e la coda della produzione tendono a rompersi. È una questione fisica e ineliminabile. Proprio per questo gli sfridi di pasta vengono chiamati anche “rotture”. Un pezzo di pasta rotta è assolutamente uguale a uno sano dal punto di vista nutrizionale, ma non è più vendibile commercialmente, per questo viene scartato. Tradizionalmente gli sfridi di pasta vengono diretti alla zootecnica. “Durante i cambi di formato possono generarsi degli sfridi che possono prendere due strade. Normalmente vanno alla rimacina e quindi rientrano nel nostro ciclo produttivo. In questo caso abbiamo deciso di conferire questi sfridi secchi a Biova Project per farli diventare qualcosa di altrettanto buono", ha commentato Matteo Berruto, cto di Pasta Berruto.

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