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Voltì, il tapas bar alla siciliana fra involtini, spiedini e ciotolini
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Da un'idea nata durante una "serata siciliana", quando il gusto incontra l'opportunità, Voltì si propone di sdoganare la braciola messinese al grande pubblico. Alfiere di questa missione è Ivan Convertini che, a Milano, in viale Bligny (circa 120 mq di superficie e una trentina di posti a sedere), a pochi passi dall'Università Bocconi, ha aperto il primo punto vendita di quello che, a tutti gli effetti, vuole essere "un format di tapas all'italiana", afferma il fondatore.
Come nasce l'idea di Voltì.
Aperto ufficialmente a settembre 2024, l'insegna in cui lavorano 6 persone più lo store manager è ancora in piena fase di rodaggio, ma basta entrare per capire come ricordi d'infanzia, passione per il cibo e prospettive imprenditoriali siano i capisaldi del progetto. "Io sono un imprenditore nel settore dei servii ecologici - racconta Convertini - L'idea è frutto delle mie frequentazioni siciliane. Fin da bambino ho sempre frequentato l'isola, soprattutto d'estate, viste le origini di mia mamma. E fra i ricordi più vividi ci sono questi rotolini di carne infilzati da uno spiedo e grigliati. Una pietanza veloce da preparare, gustosa e da consumare in momenti di condivisione e relax". Insomma, un prodotto che va oltre se stesso e si apre a un'esperienza diversa dal solito. Nel menu, infatti, non ci sono il classico trittico primo-secondo-contorno ma un elenco di prodotti "spiedinati" o a mo' di panino che si prestano all'assaggio multiplo.
GALLERIA:
Il menu di Voltì: dagli spiedini ai ciotolì.
Spazio allora agli involtini tipici messinesi realizzati con carne di manzo oppure quelli dal gusto più deciso alla pancetta o quelli vegetariani realizzati con la bieta. Tutti gli involtini sono realizzati a mano a partire da materie prime di qualità (che provengono da grossisti specializzati o artigiani della carne), cotti sul momento (grazie a dei forni speciali che "mimano" l'effetto griglia ma non emettono fumi ed evitano il ricorso alla canna fumaria) e contengono una farcia di pane, formaggio ed erbette. Una forma che viene declinata anche nella versione dolce. Ad accompagnare le proposte salate, invece, ci sono i ciotolì: dei side dishes "che diventano delle cose sfiziose da mangiare e possono accompagnare e integrare la consumazione dell'involtino", spiega Convertini. Tre le proposte nel menu ci sono: patate arrosto, caponata, verza teriyaki, polpette di carne con salsa spicy, ecc. Infine, spazio anche alle insalate fresche. Scontrino medio in store: dai 30 ai 40 euro, bevande escluse. E anche in food delivery il prodotto sta riscuotendo successo visto la sua alta funzionalità; tanto che "anche un po' freddo è molto buono", afferma Convertini.
La crescita di Voltì passa dalla diffusione dello snacking.
Abbastanza per puntare a raddoppiare la presenza food retail del format? "Cerco di ponderare le mie scelte - risponde Convertini - La location di partenza è stata una grande scommessa. Mi allettava l'idea di essere vicino alla Bocconi, mi aspettavo un buon flusso di studenti e giovani residenti. A ripensarci, però, cambierei zona. Il prodotto e il metodo di consumazione, infatti, hanno bisogno di essere capiti prima di sprigionare tutto il loro potenziale. Una buona lezione in vista delle prossime aperture (la seconda location è in dirittura d'arrivo, ndr) per cui mi aspetto un rump-up lento ma costante. D'altronde, già in viale Bligny cominciamo ad avere il nostro zoccolo duro che ci raggiunge in qualsiasi orario della giornata, anche giusto per togliersi uno sfizio, sedersi, fare due chiacchiere. Quello che oggi viene definito snacking. Il target giusto è quello dei professionisti dai 30 anni in su". Un bacino di utenza cresciuto nel mito dell'aperitivo (a cui ammicca la proposta beverage di Voltì con birra e vino biologico che ricorda quello fatto in casa, un po' imperfetto ma sincero) e che, forse, ora ha voglia di provare qualcosa di diverso. "Il prodotto è la base del nostro format. Su come lo si consuma c'è da farci l'abitudine".