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A Venditalia 2022 Confida presenta i numeri del veding
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Vending, per Confida il 2021 è stato l'anno della svolta: 1,4 miliardi di fatturato

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- Confida - Venditalia

Dopo un 2020 difficile, il 2021 è stato l'anno della svolta per il settore della distribuzione automatica che, a Venditalia, ha presentato i numeri di comparto puntando al consolidamento durante l'anno in corso. La base di partenza, come certificato da Confida, non manca: 1,435 miliardi di euro di fatturato, +12,1% sul 2020 (che a causa della pandemia e la chiusura di uffici e scuole aveva determinato un calo del -30%). In aumento anche le consumazioni, che raggiungono nei 12 mesi passati quota 3,7 miliardi (+10,5%), e il parco macchine. 

Italia polo d'eccellenza delle vending machine e campione dell'export

I dati di Confida, l'associazione italiana della distribuzione automatica, fotografano un contesto che, sebbene non abbia ancora raggiunto i numeri pre-pandemia del 2019, fornisce un trend del settore in crescita. Ad animarlo, circa tremila aziende che occupano 30mila addetti e possono contare su un parco macchine installate di 820 apparecchi. Numeri che fanno dell'Italia la più importante catena distributiva automatica alimentare d'Europa. E un campione dell'export tecnologico: il 70% delle vending machine prodotte nel nostro Paese, infatti, è destinato all'estero. "La ripresa avvenuta nel 2021 è sicuramente un segnale molto positivo che riconferma l’impegno del settore nell’affrontare la crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19. Nonostante i volumi di consumazioni e fatturato siano ancora lontani dai numeri pre-pandemia, complice anche l’utilizzo intenso dello smart working durante tutto il corso dello scorso anno, nel medio termine ci aspettiamo prestazioni positive e una crescita del mercato nei prossimi cinque anni", ha affermato Massimo Trapletti, presidente di Confida.

Bevande fredde e snack, la ripresa del vending passa da qui

Ma quali sono le merceologie che trainano la ripresa? Bevande fredde, snack e gelati sono cresciuti del 13,5% ma la regina rimane sempre l'acqua che pesa per il 77% dei consumi totali. Più nel dettaglio, va sottolineata la crescita degli energy drink (+31,3%) e degli sport drink (+19,6%) determinata dalla graduale riapertura dei centri sportivi e delle palestre. Bene anche le bevande alla frutta (+16%), il tè freddo (+17%) e le bvande gassate (+12%). Per quanto riguarda gli snack quelli al cioccolato (+17%) e quelli salati (+16,5%) il recupero rispetto alla perdita determinata dal Covid è stato solo parziale (si partiva da un -40%). Interessante, però, il dato degli snack freschi i cui consumi sono cresciuti del 10,6%: in particolare, tramezzini e panini/pizzette hanno visto rispettivamente un aumento del 15% e dell’11% fotografando una realtà molto comune a tanti, la necessità degli italiani di trovare soluzioni alternative ai pranzi in bar e ristoranti ancora non attivi al 100%.

Caffè alla macchinetta, business da 2,2 miliardi di consumi

Infine, capitolo a parte per il caffè che si conferma la categoria merceologica numero uno fra le bevande calde distribuite attravero le macchinette automatiche. Nel 2021 ne sono stati consumati 2,2 miliardi per una crescita dell’8,9%. Nel complesso il comparto del caldo, che pesa a volumi il 68% del mercato dell’automatico, ha mostrato un recupero del +9,1% rispetto all’anno precedente: il caffè, rispetto alle altre categorie di prodotti, nel 2020 aveva risentito meno della crisi.

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