Da oltre vent'anni, il Montepulciano d'Abruzzo rappresenta l'anima più autentica di Di Sipio che affida al mercato l'interpretazione figlia dell'annata 2023. Un vino elegante e contemporaneo, simbolo di tradizione, territorio e memoria familiare. I pilastri su cui poggia l'attività dell'azienda vitivinicola situata a metà strada tra il massiccio della Maiella e il mare Adriatico.
L'annata 2023 è stata un’annata sfidante per l'azienda e i suoi vigneti. Caratterizzata da una primavera particolarmente piovosa e da un andamento climatico fresco ha richiesto una gestione agronomica attenta e tempestiva, al fine di preservare la qualità delle uve. Questo ha garantito lo sviluppo di un profilo aromatico di grande eleganza, purezza e complessità. La vendemmia, effettuata nella seconda metà di settembre, ha visto la selezione manuale dei grappoli negli appezzamenti collinari più vocati, dove le marcate escursioni termiche e la natura del suolo ne esaltano l'impronta floreale e fruttata. In cantina, alla diraspatura e pigiatura soffice è seguita la fermentazione in acciaio con lieviti selezionati e la fermentazione malolattica; la macerazione sulle bucce e il successivo affinamento in acciaio termocondizionato e bottiglia hanno permesso l'estrazione di un tannino morbido e di profumi che spiccano in finezza e freschezza, in grado di coniugare grande struttura e bevibilità. Alla vista, il vino mostra un’ottima intensità cromatica rubino con riflessi corallo. Il profumo è raffinato e armonico, con note di ciliegia, fiori di pesco, rosa e glicine, seguite da sfumature di vaniglia, anice, menta, cacao, cioccolato bianco e pimento. Al palato regala una bocca fresca, sapida ed elegante, sostenuta da una buona struttura e da una piacevole persistenza nel finale. In tavola trova il suo abbinamento ideale con primi piatti strutturati e saporiti, agnello arrosto, carni rosse alla griglia, selvaggina da piuma e formaggi a media o lunga stagionatura. Perfetto anche il legame con la tradizione gastronomica abruzzese, accostandosi al meglio a piatti storici come le pallotte cacio e ove e gli arrosticini.
Sapori, sentori e aromi che rappresentano una traccia della storia vitivinicola di Di Sipio. La cantina nasce infatti da un ritorno alle origini: un omaggio alle radici di Nicola Di Sipio, imprenditore e Cavaliere del Lavoro, che nel 2001 acquista a Ripa Teatina la tenuta dove il padre Peppino lavorava come bracciante, trasformandola in un progetto vitivinicolo guidato dal figlio Paolo. Oggi Di Sipio si configura come un ecosistema agricolo di 70 ettari complessivi con 40 ettari vitati in un unico appezzamento tra i 100 e i 280 metri di altitudine. Qui filari di 20-25 anni convivono in equilibrio con boschi, campi coltivati, un lago naturale e uliveti alternati alle viti, facendo della biodiversità e della sostenibilità concreta una scelta strutturale. L'incontro tra le escursioni termiche del microclima e le maturazioni lente consente al Montepulciano di esprimere il suo carattere più autentico. Oltre alla valorizzazione degli autoctoni, tra cui anche il Pecorino, la produzione comprende varietà internazionali e resistenti, con un focus d’eccellenza sul Metodo Classico, di cui l'azienda è stata pioniera in Abruzzo.