Lanciato nel 2023 dalla famiglia Frescobaldi, il brand di pasta Tirrena amplia la sua collezione introducendo i Riccioli, formato storico del 1955. Questa referenza si aggiunge alle 10 già presente a catalogo con l'intento di rinnovare la tradizione della coltivazione del grano italiano, da sempre presente nelle tenute toscane della famiglia, e oggi tornata al centro di un progetto che unisce agricoltura, ricerca e cultura gastronomica.
Il grano utilizzato per realizzare la pasta Tirrena viene coltivato nelle tenute Frescobaldi tra la Val di Pesa e Collesalvetti, molito e trasformato interamente in Toscana, dando vita a una filiera corta 100% regionale. Nel 2025 sono stati coltivati circa 100 ettari di grano duro, da cui sono stati ottenuti 1.000 quintali di grano, trasformati in 700 quintali di semolato e circa 600 quintali di pasta Tirrena. Alla base del progetto ci sono tre varietà di grani duri antichi selezionate dopo anni di ricerca agronomica insieme al professor Stefano Benedettelli dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di individuare il blend più adatto ai terreni e al clima delle tenute Frescobaldi:
Un elemento distintivo di Tirrena è la scelta del semolato di grano duro, uno sfarinato semintegrale che mantiene la parte più ricca del chicco (quella che contiene fibre, vitamine e polifenoli del germe di grano) garantendo allo stesso tempo la dolcezza e l’equilibrio tipici della semola. Una lavorazione resa possibile dalla filiera integrata del progetto, che permette di controllare ogni fase, dalla coltivazione alla pastificazione. La pasta viene quindi trafilata in bronzo ed essiccata lentamente a bassa temperatura, per un periodo che può arrivare fino a 144 ore, preservando aromi e struttura.
È in questo contesto che nasce il nuovo formato Riccioli, che amplia la collezione Tirrena. La sua storia risale al 1955, quando una trafila in bronzo realizzata a Pistoia diede vita a un formato ispirato ai cosiddetti “dischi volanti”, dopo un avvistamento ufo sopra lo stadio "Artemio Franchi" di Firenze. Oggi Tirrena lo reinterpreta con il nome Riccioli, valorizzandone la forma avvolgente e la capacità di trattenere i condimenti, rendendolo ideale per sughi cremosi e ricchi. La crescita della collezione accompagna anche lo sviluppo commerciale del progetto. Il 70% delle vendite avviene nel canale retail e il 30% nella ristorazione, dove Tirrena sta progressivamente trovando spazio nelle cucine di chef e trattorie contemporanee. Tra i formati più richiesti si confermano gli Spaghetti n.5, seguiti da Linguine, Penne, Paccheri e Caserecce. Con l’arrivo dei Riccioli, Tirrena continua così a svilupparsi restando fedele alla propria visione: una pasta agricola contemporanea che nasce dalla terra valorizza la biodiversità dei grani antichi e racconta un nuovo modo di interpretare la tradizione della pasta italiana