Con un +10% di fatturato nel 2025 rispetto all'anno precedente e un netto miglioramento di tutti i principali indicatori di performance, Felicetti continua a investire nel foodservice. "I best seller si confermano i formati di pasta lunga, tra cui spicca lo spaghettone, che sta registrando ottimi risultati. Le caratteristiche organolettiche sono quelle tipiche della linea Monograno Felicetti, prodotta utilizzando solo semole biologiche monorigine coltivate su terreni circoscritti: la pulizia del gusto, che conserva intatti i sapori, i profumi e le consistenze del grano di origine, e la capacità di valorizzare il condimento senza perdere identità, anche grazie alla cura che mettiamo ogni giorno nella progettazione dei formati. Qualità che, nel tempo, hanno reso questa linea molto amata dalla ristorazione", racconta Cristina Dalla Piccola, direttore marketing e comunicazione. Alla base, un lavoro di filiera che mette al centro obiettivi comuni come qualità, continuità, responsabilità e capacità di generare valore lungo tutto il percorso produttivo.

Un’unità di intenti che deve tenere conto delle mutate abitudini di consumo: "La pasta è sempre rimasta al centro dei consumi fuoricasa. È indubbio che l'esperienza della ristorazione spinga il consumatore a sperimentare proposte che difficilmente replica tra le mura domestiche, come la cucina etnica, esotica o internazionale, ed è naturale che questo accada. Detto questo, però, la pasta rimane un punto di riferimento insostituibile per noi italiani: un prodotto identitario, trasversale e ancora fortemente riconoscibile, anche nelle sue evoluzioni più contemporanee e d’autore", aggiunge Dalla Piccola. Infine, un riferimento alla sostenibilità del packaging: "Per la linea retail abbiamo sviluppato un pack 100% carta con peso ridotto del 30% per metro quadro di materiale utilizzato. Nel foodservice, purtroppo, non abbiamo ancora individuato un’alternativa al polietilene che risulti adeguata sia dal punto di vista delle performance meccaniche sia sotto il profilo ambientale. Ma ci stiamo lavorando», confida la manager.
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