Caiarossa (P9 | SD16) - Tra le novità in degustazione, le nuove annate 2022 di Caiarossa, Aria di Caiarossa e Pergolaia, vini che interpretano in modo complementare la ricchezza dei diversi terroir aziendali. Esprimono equilibrio, complessità e una chiara identità territoriale, frutto di un lavoro meticoloso in vigna e in cantina. Caiarossa è una cantina di proprietà della famiglia Albada Jelgersma, che dal 1998 porta avanti una visione produttiva fondata sull’armonia con l’ambiente e sui principi dell’agricoltura biodinamica e biologica,
Caccia al Piano (P9 - C13) - Condotta oggi dai fratelli Ziliani, Caccia al Piano nasce dalla visione di Franco Ziliani, pioniere del Metodo Classico in Franciacorta. Acquisita nel 2003, la tenuta si trova a Castagneto Carducci, a Bolgheri, in un antico feudo venatorio ottocentesco restaurato e trasformato in cantina. La proprietà si estende su 30 ettari, di cui 23 vitati, suddivisi nei cru Cantina, Le Bozze, Le Grottine e San Biagio, fulcro di un progetto che valorizza il terroir bolgherese con viticoltura sostenibile e attenzione alla qualità. In vigna si coltivano Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Cabernet Franc, Vermentino e Sauvignon Blanc. La produzione è di circa 140.000 bottiglie l’anno, distribuite nel canale Horeca. Accanto ai vini Doc Bolgheri, spicca Cap Rosé, primo Metodo Classico prodotto nel territorio bolgherese.
Cantina Settecani (P1 | SB5) - Espressione della produzione di oltre 130 piccoli viticoltori riuniti in un virtuoso modello di cooperazione, l'azienda si distingue per un progetto produttivo solido, in grado di rispondere alle esigenze provenienti dal mercato con vini della tradizione reinterpretati in chiave moderna. Nei 300 ettari di vigneti, situati nella zona collinare di Castelvetro, vengono coltivati principalmente il Grasparossa, la pregiata varietà locale del Lambrusco, a cui è stato dedicato un meticoloso lavoro di selezione e zonazione, e il Pignoletto che danno vita a circa un milione di bottiglie commercializzate sia nel canale della Gdo che in quello Horeca.
Masciarelli (P7 | SD9) - L'azienda celebra a Vinitaly il 35° anniversario della linea Marina Cvetic. Per l’occasione verranno presentate etichette commemorative: Marina Cvetic Trebbiano d’Abruzzo Doc Riserva (dai vigneti di Bucchianico, affinato in barrique di rovere francese); Marina Cvetic Chardonnay Colline Teatine Igt (primo vitigno internazionale dell’azienda in Abruzzo, dal profilo aromatico ricco e avvolgente); Marina Cvetic Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva (best seller della linea, distribuito in 55 Paesi e pluripremiato). Per la prima volta sarà inoltre presente allo stand il brand Masciarelli Vini Valori, con una gamma di sei etichette bio e una nuova immagine coordinata con il claim “Chiamami quando piove”.
Ômina Romana (HA | SS4) - L'azienda vitivinicola con sede a Velletri, fondata nel 2007 dalla famiglia tedesca Börner, porta in degustazione a Vinitaly le nuove annate dei vini più immediati che nascono nei vigneti dei Colli Albani. Queste etichette esprimono al meglio la freschezza e la vivacità del territorio con profili aromatici eleganti e una grande bevibilità, come quella espressa dall’Hermes Diactoros 2025, cuvèe di Viognier, Petit Manseng, Bellone, Incrocio Manzoni che riflette la ricchezza della mineralità dei suoli vulcanici. Debutta a Verona anche la nuova annata di Merlot Rosato 2025, un’etichetta in linea con l’evoluzione dei mercati e le scelte dei consumatori, che prediligono sempre di più questa tipologia di vino, caratterizzato da una piacevole acidità che lo rende particolarmente versatile. Per la linea Ars Magna, che esprime al massimo la qualità del terroir, grazie all’evoluzione nel tempo delle etichette, a Vinitaly, la famiglia Börner presenta il Merlot Ars Magna 2020, frutto di un’accurata selezione delle migliori uve dell’annata, esaltate in cantina da uno stile enologico ricercato e innovativo.
Leonardo Bussoletti (P7 | SB4) - Protagonista a Vinitaly l'anteprima nazionale di Speco, la nuova etichetta dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Si tratta di un vino 100% Ciliegiolo che nasce nei vigneti vicini al Sacro Speco di Narni, luogo del miracolo francescano dell’acqua trasformata in vino.
Palazzo di Varignana (P1 | SC9) - La presenza a Verona rappresenta la tappa di un progetto enologico che sta giungendo a maturità e che punta a realizzare vini diretti, leggibili e coerenti con la loro origine, evitando lavorazioni eccessivamente sofisticate. Il migliore esempio è il Sangiovese Superiore Romagna Doc che valorizza uno dei vitigni autoctoni dell'area emiliano-romagnola. Al suo fianco, spazio alle etichette provenienti da vitigni locali e internazionali come gli spumanti Villa Amagioia Blanc de Noirs Metodo Classico Brut e Villa Amagioia Blanc de Blancs Metodo Classico Brut; lo Chardonnay Colli di Imola Doc, il Pinot Nero Igt "Rubicone", l’Albana Romagna Docg e Vigneto del Ventaglio Particella 63. Tra i bianchi, proprio l’Albana rappresenta una delle espressioni più autentiche del territorio romagnolo, mentre lo Chardonnay sta mostrando risultati sempre più interessanti in termini di equilibrio e finezza.
Cantina Ventiventi (P8 | SD7) - La cantina della famiglia Razzaboni presenta un’evoluzione significativa del proprio percorso nel Metodo Classico, già avviata nei mesi scorsi. Al centro di questa evoluzione vi è infatti l’estensione dei tempi di affinamento sui lieviti per i cinque vini simbolo della gamma Metodo Classico. Il risultato è una gamma che esprime con maggiore precisione l’identità territoriale e varietale, senza rinunciare a immediatezza e riconoscibilità. Protagonisti di questo percorso sono: Blanc de Blancs e Rouge de Noirs, affinati 40 mesi sui lieviti; e Ventiventi Rosé, Brut e Pas Dosé, che raggiungono i 50 mesi.
Castello di Meleto (P9 | SB1) - A Vinitaly vengono presentate le nuove annate della linea Chianti Classico Gran Selezione: Vigna Trebbio, Vigna Poggioraso e Vigna Casi, che prendono il nome dal vigneto in cui nascono e rappresentano tre anime del territorio d'origine. Simbolo della produzione da uve Sangiovese, rappresentano anche l'heritage di un'azienda recentemente riconosciuta come Marchio Storico.
Fèlsina (P9 | A4) - Un'occasione per approfondire lo stile e l’identità produttiva dell’azienda di Castelnuovo Berardenga, tra i principali interpreti del Sangiovese in purezza. Ad aprire il percorso è il Berardenga Chianti Classico Docg, proposto nell’annata 2023 insieme all’anteprima della 2024, che restituisce una lettura diretta e fedele del territorio. Si prosegue poi con i vini che eseguono un percorso in cantina e di maturazione più lungo, per i quali l’annata di riferimento è la 2022, mentre in alcuni casi sarà possibile degustare in anteprima anche la nuova annata 2023. In fiera sarà presente il Berardenga Chianti Classico Riserva Docg, complesso ed equilibrato. Tra le etichette di maggiore identità: il Rancia Chianti Classico Gran Selezione Docguno e il Colonia Chianti Classico Gran Selezione Docg, Le degustazioni di Sangiovese in purezza si chiudono con Fontalloro, vino che interpreta il vitigno al di fuori della denominazione Chianti Classico. Spazio anche ai bianchi con lo Chardonnay de I Sistri 2024, affiancato da I Sistri Collezione Privata 2022.
Le Manzane (P5 | SF5) - Tre nuovi vini e un’unica visione: raccontare il territorio con passione, coerenza e autenticità senza dimenticare le proprie origini. La cantina Le Manzane presenta ufficialmente a Vinitaly la Bianchetta
in purezza e il Merlot declinato in due versioni diverse, entrambe capaci di emozionare. Le bollicine restano il cuore pulsante dell’azienda trevigiana, ma il lavoro della famiglia Balbinot, proprietaria della tenuta, non si è mai fermato a un’unica interpretazione del territorio.
Tenuta di Fessina (P2 | SEB9) - Protagonista il nuovo Etna Rosso Contrada Rampante proveniente dal cru omonimo, una parcella di terreno a quasi 800 metri sul livello del mare nel versante settentrinale del vulcano che comprende alcune antiche vecchie viti di Nerello Mascalese e Cappuccio.
Cusumano (P2 |S50E) - In occasione di Vinitaly, debutta l’annata 2023 di Alta Mora Arrigo Etna Bianco, il nuovo cru di Carricante della Contrada Arrigo. Grazie alla sua posizione a 610 metri sul livello del mare e all’esposizione Nord-Est, Contrada Arrigo riceve una brezza continua. Il suo terreno millenario ricco di sostanze organiche e composto da sabbie vulcaniche risalenti al 1.180, unite alle elevate escursioni termiche generano una maturazione lenta che permette all’Alta Mora Arrigo 2023 di conservare tutta la sua freschezza e sapidità. Accanto a questa etichetta, la vendemmia 2022 del Brut 700slm. Un Metodo Classico di montagna che nasce da vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare. Vinificazione e fermentazione avvengono a temperatura controllata del solo mosto fiore per preservare l’acidità preziosa per la sua longevità. Dopo cinque mesi, ha inizio la rifermentazione in bottiglia, seguita da 36 mesi di riposo sui lieviti. Spazio poi ai nuovi bianchi: Angimbè Tenuta Ficuzza 2025 e Jalè Vigneto del Ventaglio 2024.
Fonzone (HB | S257-258-259) - In anteprima Irpinia Coda di Volpe Doc "Colpo di Coda" 2024. Al centro di questo debutto c’è la Coda di Volpe, un antico vitigno campano. Per lungo tempo rimasto in secondo piano, questo vitigno è oggi riscoperto per la sua capacità di raccontare con chiarezza i territori interni dell’Irpinia. Fonzone ne propone una lettura precisa. Nel calice si presenta luminoso, con riflessi paglierini brillanti. Il profilo aromatico è ampio e attraversato da una freschezza mentolata che si intreccia a note di frutta bianca e fiori delicati, con una firma minerale appena sulfurea e un ricordo affumicato sul finale. Al sorso è dinamico e vibrante, con una struttura sottile ma persistente che accompagna il palato con naturalezza, chiudendo su una sensazione fresca, armoniosa e vellutata.
Cantine Paololeo (P11 | SB5) - Radici orgogliosamente salentine per un'azienda attiva da 5 generazioni da sempre impegnate nella valorizzazione delle varietà tipiche: Negroamaro e Primitivo, in primis. Accanto ai due “grandi” del territorio, tuttavia, la famiglia Leo guarda con attenzione altre varietà locali meno note come la Malvasia Nera, il cui carattere inconfondibile spinge l’enologo Nicola Leo a dedicarle ben due vini: MoraMora Malvasia Nera Salento Igp e RosaMora Malvasia Nera Rosato Salento Igp, entrambi 100% Malvasia Nera, sono la declinazione contemporanea dei grandi classici della tradizione pugliese. Paololeo raccoglie anche l’eredità della tradizione bianchista della Valle d’Itria con i vini del progetto Alture, da uve Minutolo, Bianco d’Alessandro e Verdeca. È proprio la Verdeca, vinificiata in blend con il Maresco a dare vita a Mormora, il primo Metodo Classico pugliese affinato in mare al largo di Porto Cesareo.
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