Domenica 12 aprile inizia Vinitaly, giunto alla sua 58° edizione con circa 4mila aziende espositrici tra vini rossi, bianchi, bollicine, no-low alcol e spirits. Metà vetrina sulle novità delle cantine, metà punto di incontro per gli stakeholder, la kermesse veronese si prepara a ridisegnare le direttrici della produzione e del consumo all'interno di un mercato alla ricerca di equilibrio. Quali sono le etichette protagoniste di questo percorso?
Di seguito, la selezione di Ristorazione Moderna con le novità, anteprime e restyling delle cantine in fiera (dopo le anticipazioni pubblcate sull'ultimo trimestrale e disponibili qui)
Mauro Veglio (P7 | SB5) - Dopo oltre trent’anni di storia legata ai grandi Barolo, a Vinitaly la cantina apre un nuovo capitolo con il suo primo vino bianco: il Colli Tortonesi Bianco 2024, realizzato con uve Timorasso in purezza. Il progetto nasce nel 2021 da un appezzamento unico e accorpato, diviso tra i comuni di Sarezzano e Monleale (che a regime dovrebbe estendersi su 3,5 ettari). L’obiettivo dichiarato è quello di rivendicare in futuro la Doc Derthona. La vinificazione prevede una breve macerazione sulle bucce di circa 12 ore, seguita da fermentazione alcolica e affinamento in acciaio con bâtonnage sulle fecce fini. Dopo l’imbottigliamento, il vino riposa almeno 10–12 mesi in bottiglia. La produzione iniziale sarà volutamente limitata: circa 3.300 bottiglie per la prima annata, con l’obiettivo di arrivare progressivamente a 10-12.000 bottiglie. Il vino si presenta con buona struttura e persistenza, accompagnate da mineralità, sapidità e acidità ben definite. Una freschezza centrale, oggi elemento chiave anche nello stile dei rossi aziendali, che rende il vino già piacevole ma promette una grande capacità di evoluzione.
Gianni Doglia (P10 | SN2) - A Vinitaly, focus sulla valorizzazione del Nizza Docg grazie all'etichetta Pontiselli. Si tratta di un vino proveniente da uve 100% Barbera, disponibile in tiratura limitata di circa 600 bottiglie (annata 2022), dal carattere minerale e grafitoso, con profumi di prugna che virano verso il balsamico. Al palato si rivela persistente ed elegante, con un'acidità che gli conferisce freschezza senza rinunciare a morbidezza e rotondità. La selezione da singola vigna nasce dalla volontà di portare in bottiglia l'identità di un luogo preciso all'interno della denominazione (ossia una zona nel comune di Agliano Terme). Un passo ulteriore per una cantina che, con il Nizza Docg Viti Vecchie aveva già messo in luce la capacità evolutiva della Barbera nel comprensorio del Nizza.
Cogno (P10 | SP2) - La cantina di Novello interpreta i vini delle Langhe con un approccio senza compromessi, votato alla massima espressione del territorio. Il merito va alla lungimiranza di Elvio Cogno che, in tempi non sospetti, scelse di puntare tutto sul cru Ravera, elevandolo a punto di riferimento tra le attuali MeGA del Barolo. Un’eredità raccolta dalla figlia Nadia e dal marito Valter Fissore, che dai vigneti di proprietà danno vita a quattro diverse espressioni di Barolo da biotipi Lampia, Michet e Nebbiolo Rosé. Dai vigneti più giovani, con esposizione sud a 380 m slm, nasce il Barolo Docg “Cascina Nuova”, a Vinitaly con l’annata 2022. Freschezza e piacevolezza lo rendono un bere contemporaneo, perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo del Barolo.
Ferraris (P10 | SO3) - Una storia moderna che ha celebrato da poco i 60 anni grazie all'etichetta Vigna del Parroco Ruchè di Castagnole Monferrato Docg 2024: un vino proveniente da un vitigno autoctono e ancora poco conosciuto. La sua espressione massima è il Clàsic Ruchè di Castagnole Monferrato Docg 2025 (che festeggia le 25 vendemmie). Infine, spazio anche a Opera Prima: fiore all’occhiello dell’azienda, presente allo stand con l’annata 2022, millesimo di qualità straordinaria, che ha donato a questo vino potenza ed eleganza allo stesso tempo.
Costaripa (P7 | SF3) - Dalle radici dell'azienda, passando per la storia di Mattia Vezzola, figura centrale e capostipite del percorso enologico della cantina, arrivano a Vinitaly le nuove annate di alcune etichette simbolo. Vini capaci di interpretare con eleganza le peculiarità della Valtènesi. Un lavoro meticoloso, che coniuga tradizione e sensibilità contemporanea. Tra queste: RosaMara 2025 (interpreta il rosé della Valtènesi con delicatezza e precisione, tra fragranza aromatica e slancio sapido), Pievecroce 2025 (vino di profondità e verticalità, che esprime con nitidezza la vocazione del territorio attraverso una trama elegante e persistente), Palmargentina 2025 (identitario e vibrante, racconta il legame con il lago e le sue brezze, in un equilibrio dinamico tra freschezza e struttura), Molmenti 2021 (sintesi della visione aziendale, un rosé di lungo affinamento che unisce complessità, struttura e straordinaria capacità evolutiva).
Mionetto (P4 | SB3) - Seguendo la crescita rilevante del segmento NoLo, Mionetto porta a Vinitay le recenti novità di prodotto come lo spumante dealcolato Mionetto 0.0% Alcohol Free, Mionetto Aperitivo Alcohol Free e Vivo Generation 5.5, lo spumante a bassa gradazione pensato per un bere più leggero e consapevole. L’edizione di quest’anno vede protagonista anche Cuvée Sergio 1887, espressione autentica dello stile Mionetto e omaggio alle origini, presentata in una nuova e iconica veste. La cuvée, prodotta con Metodo Charmat, nasce dall’unione di vini provenienti da vitigni, vigneti o annate differenti, selezionati per dare vita a uno spumante più armonico, equilibrato e ricco di sfumature, pensato per offrire un’esperienza di gusto completa ma immediata.
Allegrini (P6 | SE5) - Protagonista a Vinitaly sarà il rebranding di Corte Giara a cui si affianca il progetto dei wine cocktail sviluppato insieme al bartender Claudio Perinelli, pensato per un consumo del vino più contemporaneo. Tra le novità anche il potenziamento di Allegrini Wine Distribution, con nuove collaborazioni tra cui Eleusi (progetto promosso da Mattia Binotto) e Willunga (cantina australiana fondata da David Gleave).
Ilatium Morini (P4 | SE7) - Con 60 anni di storia nel cuore della Valpolicella, l'azienda si presenta in fiera con una offerta che fa da spartiacque fra tradizione e innovazione. La prima è rappresentata dai grandi rossi: l'Amarone della Valpolicella Docg "Leòn" 2019 (con un profilo olfattivo che spazia dalle note di viola e amarena fino al cioccolato fondente e al tabacco); il Valpolicella Ripasso Doc “Ciliegi” 2020 (rifermentato sulle vinacce dell'Amarone, per 24 mesi in botte, rosso rubino con riflessi granati, frutto rosso maturo e tannino vivace); il Valpolicella Superiore Doc “Prognài” 2019 (24 mesi in rovere francese, granato intenso, spezie, liquirizia e un sorso pieno di grande equilibrio); e infine il Valpolicella Doc Biologico 2024 (espressione della concreta vocazione bio della cantina, certificato e prodotto nel rispetto integrale dell'ecosistema collinare). Guardando al futuro dei consumi, spazio ai bianchi: Soave Doc "Le Calle" 2024 (Garganega in purezza, biologico, fermenta in acciaio a temperatura controllata e si presenta un colore giallo paglierino luminoso, profumi di pesca gialla, mela cotogna e bergamotto con un gusto morbido e avvolgente e acidità calibrata nel finale); Soave Doc Biologico 2025 (Garganega 100%, dall'aspetto cristallino, paglierino tenue, naso fresco di fiori bianchi, frutta a polpa bianca e note mentolate con progressione pulita al palato e finale di mandorla amara); Veneto Bianco Igt “Amitor” 2024 (Garganega e uve complementari, biologico, grande intensità aromatica al naso tra tiglio, pompelmo giallo, ananas, mango e ginestra con sorso avvolgente, chiusura sapida e finale persistente); Recioto di Soave Docg “Sette Dame” 2018 (Garganega in purezza, formato 0,50 litri, frutto di un appassimento di 90-120 giorni a cui seguono 36 mesi in botti di rovere francese da 500 litri, risulta giallo dorato brillante, datteri, frutta esotica matura e miele all'olfatto, dolce e morbido al palato con persistenza lunghissima e finale di caramello). Presenti anche due bollicine: Garganega Spumante Metodo Charmat Brut Biologico 2024 e Spumante Metodo Classico Extra Brut “Sette su Sette” (fiore all'occhiello dell'azienda con tiratura limitata di circa 3.700 bottiglie).
Albino Armani (P5 | SA6) - La realtà attiva dal 1607 che fa della viticoltura alpina e prealpina la sua caratteristica principale, presenta a Vinitaly la nuova annata di Trento Doc Clé Dosaggio Zero 2021, accompagnata dal nuovo millesimo della sua riserva 2019. Realizzato a partire da uve Chardonnay e Pinot Nero assemblate in egual misura, dopo la preparazione della cuvée il tiraggio avviene in primavera; le bottiglie riposano poi sui lieviti per almeno 36 mesi prima del dégorgement. Nel calice, il vino si distingue per eleganza e precisione, con una trama aromatica fine e nitida che richiama note agrumate, floreali e di miele, accompagnate da struttura equilibrata, tensione e marcata verticalità.
Montezovo (P7 | SE9) - L'azienda è l’espressione della visione della famiglia Cottini, attiva nel mondo del vino dal 1925 nel cuore della Valpolicella. Oggi l’azienda unisce tradizione e innovazione, valorizzando tre territori d’elezione - Valpolicella Orientale, Garda Orientale e Lugana - attraverso una produzione che mette al centro sostenibilità, ricerca e rispetto della biodiversità. In degustazione, alcune delle etichette più rappresentative della cantina: Amarone della Valpolicella Docg, Calinverno Rosso Veronese Igt, Oltremonte Sauvignon Igt e Lugana Terralbe Doc.
Serena Wines 1881 (P6 | SC4) - Sotto i riflettori un progetto che segna un passaggio strategico nell'evoluzione dell'azienda: il primo Metodo Classico Audace. L'obiettivo è affiancare al consolidato successo nella produzione di Prosecco Doc e Docg una nuova visione premium che diversifica l'offerta. Si tratta di un Blanc de Noirs Extra Brut da Pinot Nero a partire da uve coltivate sui monti Lessini, tra Soave e Montebello, affinato per 18 mesi tra sosta sui lieviti e riposo post sboccatura. L'etichetta punta a presidiare il segmento alto del mercato e aprire nuove opportunità nel canale Horeca, con una produzione iniziale di circa 10.000 bottiglie e prospettive di crescita nei prossimi anni. Accanto a questa novità assoluta c'è la proposta 0.0 Alcohol Free Serena 1881 - Quality Times, pensata per intercettare la crescente domanda di alternative analcoliche, assieme alle nuove referenze dedicate alla mixology (come Più Spritz The Deer e il nuovo Lemon Spritz) e a formati più versatili come il Prosecco Doc Extra Dry da 0,375 litri. Tra i prodotti chiave anche il Rabosello, rosato frizzante Igt Veneto da uve Raboso, proposto sia in fusto sia in bottiglia, che interpreta il ritorno ai vitigni autoctoni e a uno stile di consumo più informale e contemporaneo Infine, spazio anche a Soé Brut in packaging rinnovato: il blend di Ribolla Gialla e Chardonnay entra nella linea Serena 1881 come edizione speciale, con un profilo ulteriormente valorizzato da una fermentazione leggermente più lunga.
Cantina La-Vis (P3 | SC4-D4) - La storica cooperativa vitivinicola trentina, è presente a Vinitaly con le nuove annate della linea Ritratti. Sei referenze (Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Pinot Nero) espressione del territorio e dell'heritage della cantina, racchiuso nei vigneti più vocati delle Colline Avisiane. Ogni vino valorizza la biodiversità naturale e sociale della regione, preservando l’identità dei singoli appezzamenti e delle persone che, da generazioni, ne custodiscono la bellezza.
Cembra Cantina di Montagna (P3 | SC4-D4) - Viene svelata la nuova referenza Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc, simbolo della viticoltura eroica della Val di Cembra. Un Metodo Classico da uve Pinot Nero, espressione intensa e profonda del porfido (il cosiddeto "oro rosso” dei valligiani). L’azienda porta inoltre i visitatori alla scoperta della sua intera gamma: dalla complessità delle bollicine TrentoDoc Oro Rosso (anche nella versione Dosaggio Zero Riserva da uve Chardonnay) e dei vini più longevi, capaci di evolvere nel tempo e tradurre l’attesa in eleganza, alla piacevolezza dei vini d’annata, manifestazione giovane e vivace della montagna.
Masottina (P4 | SA4) - La cantina di Conegliano, guidata dalla famiglia Dal Bianco, celebra l’80° anniversario presentando Heritage Collection. Il primo capitolo è R.D.O. Multivintage Brut: uno spumante nato dall’assemblaggio di cinque annate (2020, 2021, 2022, 2023 e 2024). Un lavoro di precisione che unisce le diverse vendemmie in un equilibrio armonico, dando vita a un vino di tensione, profondità e complessità. Accanto a questa novità, l'azienda presenta anche le annate 2025 di R.D.O. Ponente Brut e R.D.O. Levante Extra Dry, espressioni delle Rive di Ogliano. Il primo, più teso e verticale, esalta freschezza e precisione, mentre il secondo, più avvolgente e armonico, valorizza finezza aromatica e cremosità, raccontando due interpretazioni complementari dello stile Masottina.
Montelvini (P4 | SE6) - A Vinitaly, uno stand, tre anime diverse ma comunicanti: Montelvini, ambasciatore dell’Asolo e Montello Docg; S. Osvaldo, cantina di Loncon di Annone Veneto, produttrice di vini fermi; e Monvin, brand rinomato nel segmento del vino in fusto di fascia premium. Protagonista delle giornate di fiera il Montelvini 0% Alcohol Free Sparkling, la bollicina analcolica che interpreta in chiave contemporanea i trend del bere consapevole. Una proposta versatile, senza zuccheri aggiunti, a basso contenuto calorico, vegan e gluten free, perfetta per tutte le occasioni, dall’aperitivo ai momenti di convivialità più speciali. Tra le etichette più rappresentative di Montelvini spicca l’FM333 Asolo Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato, il primo cru della denominazione, simbolo di una viticoltura attenta e identitaria.
Monte del Frà (P5 | SA2-A3) - Il tempo come alleato, misura e promessa: è questo il filo conduttore della presenza a Vinitaly. Protagonista è il Bonomo Sexaginta Custoza Riserva 2022, nuova espressione di un’etichetta già centrale nella gamma aziendale, oggi reinterpretata attraverso un prolungamento dei tempi di affinamento che ne ridefinisce profondità e prospettiva. Le uve provengono da vigneti situati su colline moreniche tra i 100 e i 150 metri sul livello del mare, caratterizzate da suoli calcarei, argillosi e ghiaiosi. E Il prolungamento dell’affinamento consente di esprimere una maggiore complessità aromatica e una struttura più definita, mantenendo intatta la cifra stilistica che da sempre contraddistingue l'azienda.
Cantina Girlan (P6 | SD2) - Fondata nel 1923, la cooperativa simbolo della viticoltura altoatesina che riunisce circa 200 famiglie per una coltivazione di 230 ettari tra Oltradige e Bassa Atesina, presenta il Piz Rosé Pinot Noir, la nuova interpretazione in rosato del Pinot Noir nata dal lavoro di studio e zonazione del territorio. Al suo fianco, le quattro linee della casa: Solisti, Flora, Vigneti, Classici.
Erste+Neue (P6 | SC2) - L'azienda nata dalla fusione nel 1986 di Erste Kellerei con Neue Kellerei, rappresenta una delle realtà più importanti del territorio altoatesino con vigneti che si estendono dai pendii terrazzati del Lago di Caldaro ad altre zone in altitudine nella provincia Altoatesina. I vini prodotti sono riconosciuti per carattere, coerenza stilistica e un timbro alpino di grande freschezza. Due le linee di produzione: una linea classica, e una linea di eccellenza. A Vinitaly, sotto i riflettori ci sono le nuove annate della gamma Puntay.
Cavit (P3 | SB3) - Il mercato del vino evolve verso nuovi trend di consumo, che privilegiano freschezza, identità territoriale e gradazioni moderate e per questo Cavit pone al centro della propria proposta a Vinitaly due etichette che parlano direttamente a questa tendenza: il Pinot Bianco Bottega Vinai, frutto di un articolato progetto di ricerca agronomica su terroir selezionati del Trentino; e la Schiava Cum Vineis Sclavis, vitigno autoctono che torna alla sua forma più autentica attraverso la vinificazione in rosso della tradizione. Due vini diversi per carattere, uniti da una stessa idea: la riscoperta come evoluzione.
Marco Felluga (P5 | SD3) - Debutta la nuova identità visiva del Friuli Bianco Doc Just Molamatta. L'obiettivo del restyling è raccontare il vino attraverso un linguaggio contemporaneo: forme essenziali, colori decisi e la denominazione al centro, espressione di una visione chiara su come un’azienda storica possa evolvere restando fedele a sé stessa. L'operazione rappresenta anche l’espressione di una nuova fase evolutiva dell'azienda, guidata da Ilaria Felluga, sesta generazione di una famiglia la cui storia nel mondo del vino affonda le radici in Istria oltre 150 anni fa.
La Farra (P4 | SC2) - Nata nel 1997 dalla passione dei fratelli Adamaria e Innocente Nardi, oggi conta 25 ettari di vigneti coltivati direttamente, tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto. L'azienda incarna una viticoltura "eroica" e produce oltre 700.000 bottiglie l'anno, esportate in Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia. In fiera, due nuove interpretazioni del Conegliano Valdobbiadene. Il primo è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry "Altius" 2025, uno spumante 100% Glera. Il secondo è il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di Soligo Brut Millesimato 2025, un'interpretazione più austera e territoriale, blend di 95% Glera e 5% Chardonnay.
Gaierhof (P3 |SC2) - Nel 2026, l'azienda celebra un traguardo importante: 50 anni di storia, un percorso costruito attorno alla visione del fondatore Luigi Togn e consolidato negli ultimi decenni dalle figlie Romina, Valentina e Martina. In occasione di Vinitaly, l’azienda porta a Verona l’iconico Moscato Giallo, il Trentodoc Siris e la nuovissima linea LOAL insieme al racconto di un cammino imprenditoriale che ha fortemente caratterizzato negli anni il panorama enologico della provincia di Trento.
Masi Agricola (P7 | SC3) - La novità principale arriva dal cuore delle colline dell’Oltrepò Pavese: il Pinot Noir del Re, il vino che Masi dedica al vitigno simbolo di questo territorio su cui sorge Tenuta Casa Re, acquisita nel 2023. Dopo i classici spumanti Moxxè del Re Brut e Rosé, ora nasce il nuovo pinot nero fermo della storica cantina conosciuta nel mondo. Accanto a questa etichetta, spazio al progetto low alcol di Fresco di Masi che offre un’esperienza di consumo ancora più light, fresca, autentica e disinvolta in versione Bianco (9 gradi) Rosso (9,5 gradi) nella "bottiglia Masi" disegnata da Piero Lissoni, trasparente e “leggera” - soli 370 grammi. Attesa anche per il Vajo dei Masi 1999, un Amarone della Valpolicella Classico Doc che affonda le sue radici in un terreno storico, dove ha avuto luogo la prima vendemmia della famiglia Boscaini nel 1772. Infine, spazio anche a Canavel Spumanti, realtà acquisita nel 2023, porta alcune etichette iconiche come Canevel Valdobbiadene Setàge e i recenti Cartizze Brut e San Biagio.
La Tordera (P8 | SI4) - A Vidor, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, da più di un secolo la famiglia Vettoretti trasforma le uve dei 70 ettari vitati a conduzione diretta. Tra questi, lo storico vigneto centenario di proprietà, situato nel cuore del Cartizze, il cru della denominazione, dal quale deriva il nome. Qui nasce il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg Brut, a Vinitaly con l’edizione Speciale “85 Vendemmie di Pietro”, edicato al patron Pietro Vettoretti.
Merotto (P6 | SB5) - Dopo un percorso fatto di successi, difficoltà e cambiamenti, sempre guidato da un obiettivo chiaro, quello di produrre vini di altissima qualità, l'azienda partita con un Metodo Classico da Pinot Nero in purezza oggi ha deciso di riallacciare un filo tra memoria e futuro. Nasce così il Metodo Classico Rosèlla Pas Dosé da Pinot Nero in purezza, un omaggio alle radici, alle sfide e alla famiglia nonché un testimone di valore per le imprese coraggiose del territorio. Allo stand sarà inoltre presentato in anteprima il Castè Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, che da quest’anno si arricchisce della dicitura “Rive di Col San Martino”, a sottolineare ancora di più il legame profondo con la specificità e l’eccellenza della zona di Col San Martino.
Loredan Gasparini (P4 | SB5) - La novità a Vinitaly sarà il Malbec, ottenuto dall’omonima uva che da oltre 70 anni viene coltivata e utilizzata come parte del Venegazzù. Oggi ne deriva una versione fresca e leggera, ricca di sentori di frutta rossa e con una delicata nota speziata. Non mancherà allo stand la nuova annata dell’iconico Capo di Stato, il rosso bordolese che ingannò De Gaulle. L’azienda friulana Ronco Blanchis, di proprietà della famiglia Palla, presenta anche il Collio - vino da uve 100% autoctone, un progetto pensato per esaltare la vocazione di questo splendido territorio alla produzione di grandi bianchi.
Andreola (P6 | SD4) - Si apre un nuovo capitolo della storia aziendale con la Collezione Rive Extra Brut, un progetto esclusivo che porta il Valdobbiadene Docg verso una delle sue espressioni più pure e rigorose. Il cuore della collezione è un cofanetto che raccoglie tre Rive in versione Extra Brut: Aldaina al Mas, Marna del Bacio e 26° I. Tre interpretazioni distinte, accomunate da una scelta stilistica precisa e consapevole, l'assenza di residuo zuccherino. Senza lo schermo dello zucchero, il territorio si esprime in modo diretto e trasparente, restituendo con immediatezza le sfumature del suolo, le diverse esposizioni e i microclimi che rendono le Rive di Valdobbiadene uniche al mondo.
Cavazza (P4 | SD1) - Inizia una nuova fase progettuale della linea Cicogna, dedicata ai vini rossi dei Colli Berici, che coinvolge sia l’identità visiva sia il profilo stilistico della gamma. La gamma comprende principalmente interpretazioni di Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah, vitigni che in questo territorio trovano condizioni ideali per esprimere equilibrio tra concentrazione, componente aromatica e tenuta nel tempo. Le nuove annate sono frutto di un affinamento in legno calibrato in funzione della loro struttura. Il restyling delle etichette, invece, nasce da una revisione dell’archivio storico aziendale e recupera elementi grafici originari, rielaborati secondo criteri di maggiore leggibilità e coerenza.
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