Grazie a un approccio innovativo in cui il vending si trasforma in retail tech, Fas International chiude il 2024 con un fatturato pari a 57,4 milioni di euro. Si tratta di un risultato in crescita del +8% sul 2023. Migliora anche l'Ebitda che si attesta a 12,9 milioni di euro (22,5% sul fatturato). Performance frutto di un cambio di strategia in cui il distributore automatico (circa 14mila quelli venduti da Fas nello scorso anno) diventa un vero e proprio punto vendita automatizzato attraverso il quale si può vendere qualsiasi cosa e che integra soluzioni tecnologiche interconnesse, digitali e non, offrendo una nuova esperienza di acquisto grazie a un’interfaccia utente pratica e immediata, soluzioni di pagamento cashless e la possibilità di gestire configurazione e prestazioni della macchina, nonché monitorarne la performance, da remoto.
Più in generale, i positivi risultati dell'azienda vicentina derivano dalla crescita di quota di mercato nel segmento snack&food, guidato sia dalla fidelizzazione dei clienti attivi che dalle nuove opportunità di business in Europa. Se l’Italia resta il primo mercato di riferimento e Spagna e Francia rimangono saldamente le destinazioni estere dove Fas International esprime un presidio più forte grazie al supporto dei propri partner (si pensi che oltre il 50% di tutti i distributori automatici snack&food in Spagna è targato Fas), il 2024 ha registrato ottime performance anche in altri mercati quali Polonia, Turchia, Slovenia e Romania, tutti mercati interessati da forti opportunità di crescita. Mentre Paesi come Germania e Gran Bretagna, dove Fas ha una quota di mercato più contenuta, rappresentano opportunità di crescita molto elevate L’estero, quindi, diventa sempre più strategico per Fas: "I nostri prodotti sono in tutto il mondo ma l’80% delle nostre vendite viene fatto in appena 8 Paesi; c’è molto spazio per la crescita" ha affermato Francesco Cantini, managing director di Fas International.
Diverso è il ragionamento sull’Italia, che "pur rimanendo il nostro mercato di riferimento resta molto competitivo e purtroppo stagnante: nel vending le erogazioni totali sono in flessione rendendo molto selettivi gli investimenti in nuove macchine, mentre aumenta il fenomeno del refurbishing, ovvero il ricondizionamento dei distributori usati, che però molto spesso non hanno la stessa efficacia e appeal di una macchina nuova in termini di design, interfaccia utente e funzionalità, elementi essenziali per una user experience fluida e gratificante, e sono decisamente meno performanti sotto il profilo della connettività e dei consumi energetici", ha sottolineato il manager. L’aver virato con convinzione verso il retail tech ha permesso all'azienda di superare questi scogli e portare una nuova visione al mercato, dove il miglioramento dell’esperienza del consumatore finale è al centro del paradigma.
Anche perché l'anno in corso si preannuncia già molto complesso, a causa di alcune sfide che vanno dai possibili dazi al rallentamento di alcune aree (come la Germania e il Medio Oriente). Per questo Fas intende intensificare i propri investimenti con l'obiettivo di portare il proprio approccio votato al retail tech in ambiti diversi, come l'hotellerie, la ristorazione collettiva e il commercio al dettaglio. Mosse che dovrebbero garantire di raggiungere entro fine 2025 un fatturato di 60 milioni di euro. "Sono in cantiere nuovi prodotti, progetti e soluzioni - ha aggiunti Cantini - Il nostro approccio è strutturato e punta alla valorizzazione delle soluzioni per aumentare il delta di superiorità tecnologica e di performance nel posizionamento attuale di Fas, sia nel segmento hot&cold che nello snack&food".