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Secondo i dati Netcomm il food delivery ha raggiunto un valore di 2,4 miliardi di euro in Italia
Secondo i dati Netcomm il food delivery ha raggiunto un valore di 2,4 miliardi di euro in Italia
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Il food delivery traina l'eCommerce alimentare a 5,1 miliardi di valore

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- Food delivery valore Italia - Netcomm Food&Grocery Italia - Food delivery trend Italia

L'eCommerce food&grocery, food delivery compreso, consolida la propria crescita in Italia raggiungendo un valore di 5,1 miliardi di euro. A dirlo sono i dati presentati durante Netcomm Focus Food & Grocery. A trainare le performance è la consegna a domicilio dei piatti del ristorante, che ormai cuba il 47% del valore complessivo del mercato. 

Il food delivery in Italia vale circa 2,4 miliardi di euro. 

Ad oggi, secondo la ricerca presentata dal consorzio digitale, il segmento del cibo e della spesa online conta 15,1 milioni di acquirenti, pari al 35,6% della popolazione digitale italiana; un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2025. A crescere, del +5%, invece, è il valore complessivo della spesa che, per quanto riguarda il food delivery, si attesta a circa 2,4 miliardi di euro. In tema di utenti, la spesa alimentare classica è quella che raccoglie più acquirenti (9,9 milioni di persone), davanti alla consegna di cibo pronto a domicilio (6,8 milioni) e all'enogastronomia (che si ferma a 4,2 milioni). A conti fatti, in Italia, "il food&grocery risulta un comparto ancora poco maturo rispetto alle altre categorie merceologiche. La penetrazione dell’eCommerce in questo settore si attesta ancora al 3%. Ciononostante, i dati sulla digitalizzazione del retail dimostrano che le imprese non sono ferme: la Gdo e il food & fast food sono i settori che hanno innovato di più negli ultimi cinque anni a livello globale, guidando la transizione verso lo smart store e l'ibridazione dei canali - ha commentato Roberto Liscia, presidente di Netcomm - I supermercati e le catene del food hanno investito molto per integrare i punti vendita fisici con le piattaforme digitali. Questa è la strada che porta verso la crescita: la partita del food&grocery non si gioca più sulla contrapposizione tra online e offline, ma sulla capacità di offrire un’esperienza d’acquisto omnicanale e data-driven, dove il digitale diventa il tessuto connettivo che semplifica la vita del consumatore sia davanti a uno schermo che tra le corsie di un negozio". 

Il paradosso del prezzo: il food&grocery online costa il 4,5% in più.

Certo, rimangono da superare alcuni ostacoli. Un esempio? Rispetto al panorama dell'eCommerce nel suo complesso, il settore food&grocery si conferma un'eccezione dal momento che è l'unico segmento in cui i prezzi online sono mediamente più alti del +4,5% rispetto ai canali fisici (un divario strutturale dettato principalmente dall’incidenza dei costi logistici di pick & pack e di consegna) e che ha inoltre registrato un significativo divario di 4 punti percentuali nella crescita dei prezzi sul web rispetto a quelli in store negli ultimi quattro anni. Questa dinamica riflette un trend globale che vede l’alimentare come il comparto con la minor propensione all’acquisto online: a livello mondiale, il 69% dei consumatori predilige il negozio fisico, il 23% adotta un approccio omnicanale (un mix tra fisico e online) e l’8% si affida unicamente all’eCommerce. Quindi, quali sono i motivi che guidano l'acquisto online? La qualità del servizio è la priorità. Questa si traduce in logistica di consegna, efficienza del processo d’acquisto e risparmio di tempo. La leva del prezzo e le politiche di reso passano in secondo piano rispetto ad altre categorie merceologiche. Anche la consuetudine verso un sito specifico è meno rilevante (-9 punti percentuali), segno di un consumatore più flessibile e propenso a sperimentare nuove piattaforme. Evidenze che dimostrano come la convenienza, nel food online, si misura sempre più in comodità ed efficienza piuttosto che nel puro risparmio economico.

L’identikit del consumatore dell'eCommerce food&grocery. 

Dall’analisi dei profili dei consumatori emerge una segmentazione anagrafica chiara: se il food delivery cattura principalmente la fascia d’età tra i 25 e i 44 anni, la spesa alimentare trova il suo target tra i 35 e i 44 anni. Guardando al genere e alla geografia, sono soprattutto gli uomini e i residenti nei grandi centri urbani a trainare gli acquisti sia nelle consegne a domicilio sia nel segmento dell’enogastronomia. Nel comparto food si assiste a una crescita dell’abitudinario, di 11 punti percentuali rispetto alla media delle altre categorie merceologiche, passando dal 37% al 48% (pari a 7,7 milioni di individui). Calano invece sia i convenience seeker sia i consapevoli (questi ultimi scesi dal 15% al 9%, pari a 1,4 milioni di individui), segno di un mercato che si sta polarizzando verso una spesa online sempre più pianificata e ricorrente. A confermare questa spiccata fidelizzazione è la natura stessa delle transazioni nel settore food: in oltre 7 casi su 10 si tratta infatti di riacquisti, un dato superiore a quello di qualsiasi altra categoria merceologica. Nello specifico, il 67,4% degli acquisti avviene su siti e app che il consumatore conosceva già e su cui aveva già effettuato transazioni in passato.

Il 67,3% delle transazioni alimentari online avviene tramite smartphone. 

Guardando ai canali di acquisto,il mobile è il vero motore del comparto con lo smartphone, utilizzato nel 67,3% delle transazioni, che racconta molto delle abitudini degli utenti. Questo comportamento, ovviamente, raggiunge il suo apice nel food delivery, dove quasi 9 acquisti su 10 (l’89%) avvengono tramite dispositivo mobile. La quota di acquisti da mobile si riduce nel caso della spesa alimentare e si contrae ulteriormente nel segmento dell’enogastronomia, dove i consumatori mostrano una netta preferenza per il pc (59,3%). Sul fronte delle transazioni, i sistemi di pagamento adottati dagli utenti del food si muovono in linea con il trend nazionale: PayPal e le carte di credito si confermano i metodi preferiti e più diffusi. Si registra invece un distacco rispetto alla media complessiva del mercato eCommerce per quanto riguarda il pagamento in contanti alla consegna o al ritiro, che nel food&grocery ha una quota del 3,1%. Per quanto riguarda il completamento dell’ordine, la consegna a domicilio si consolida come la modalità preferita in assoluto, scelta dall’85% degli acquirenti online. Al contrario, il ritiro di persona (in negozio o presso punti di ritiro) rimane una scelta marginale nel settore alimentare, registrando un distacco negativo di ben 11 punti percentuali rispetto alla media complessiva dell’eCommerce italiano.

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