Avviata nel 2018, la mini-catena Frankie's Italia è stata protagonista, tra fine agosto e inizio settembre, di un'accelerazione nello sviluppo dei juice bar. Attraverso due aperture a poche settimane di distanza, una a Milano e l'altra in provincia di Brescia, il brand che ha mosso i primi passi a partire dal 2012 in franchising in Polonia (per poi diffondersi anche a Dubai) punta a scalare il proprio business sotto la guida del ceo Giuseppe De Lorenzo, affiancato da un socio e con il supporto dell'ex tennista Fabio Fognini.
I due recenti opening dell'insegna (uno a gestione diretta, l'altro in affiliazione) rappresentano la conferma del concept scelto per lo sviluppo: location tra i 60 e 100 mq, che si avvicinano più a un negozio di quartiere (che non richiede canna fumaria) che a un corner da cento commerciale; dehors dove possibile; layout urbano con arredi realizzati in materiali naturali come legno, pietra, metallo; atmosfera informale; e un menu che ruota attorno al cibo sano e naturale che spazia dagli smoothies alle centrifughe fresche, dalle insalate ai wraps e panini caldi fino a una piccola caffetteria. Questa d'altronde è l'offerta presente nel punto vendita meneghino di via Giovanni Pierluigi da Palestrina, nei pressi di corso Buenos Aires, aperto il 19 agosto e del successivo locale di Flero (BS), all'interno del Centro commerciale Le Sorgive, attivo da inizio settembre. Location che si aggiungono a quelle di corso di Porta Ticinese, via Sile e via della Moscova nel capoluogo lombardo.

A caratterizzare il successo di Frankie's, oltre al livello di replicabilità raggiunta, è un approccio all'healthy food non privativo, con una proposta che offre un'ampia gamma di prodotti dove ogni cliente può creare un pasto equilibrato senza rinunciare al gusto. Lo dimostrano alcuni best seller come il Green Detox, smoothies preparato con sedano, spinaci, zenzero, limone, cetriolo e mela; e le Açai Bowl, una preparazione dolce, a metà fra una macedonia e un sorbetto, originaria del Brasile, realizzata a partire dai frutti dell'açaí, dalla consistenza cremosa, accompagnata da topping freschi, ideale come colazione o merenda. Più recente, invece, l'introduzione del matcha. Tutte ricette realizzate a partire da ingredienti di prima qualità (per un food costo che rimane al di sotto del 20% del fatturato), frutto di una selezione costante che rispetta la stagionalità (con una variazione tra menu estivo e invernale), e capaci di intercettare un pubblico trasversale: dal turista al colletto bianco, dai residenti agli studenti fino alle famiglie che cercano uno snack salutare per se stessi e i propri figli. Il tutto per uno scontrino medio che si aggira intorno ai 12-13 euro.

Nel percorso di crescita ponderata dell'azienda, oltre all'apertura al modello franchising (peraltro già sperimentato negli altri Peasi in cui il Frankie's è presente), è stata prestata molta attenzione alla strutturazione dei processi che ha portato anche alla creazione di un academy interna che aiuta, anche chi non ha esperienza nella ristorazione, a imparare le basi per gestire un punto vendita. A supporto degli affiliati ci sono anche l’accesso ai sistemi operativi del gruppo, il contatto diretto con i fornitori e alcune settimane di assistenza dopo l’apertura per l’organizzazione del personale e la gestione del punto vendita con l'obiettivo di generare un Ebitda pari al 10-15% già all'avvio dell'attività (per un ritorno dell'investimento, a partire da 40-60.000 euro, nel giro di due-tre anni).