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Secondo l'analisi TheFork, il driver della ristorazione 2026 è la maggiore connessione tra food e digitale
Secondo l'analisi TheFork, il driver della ristorazione 2026 è la maggiore connessione tra food e digitale
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TheFork, i trend 2026: social discovery, AI e nuovi ingredienti

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Il 2026 è appena cominciato, ma secondo la fotografia scattata da TheFork, alcuni trend sembrano già caratterizzare la ristorazione italiana. Dal social discovery al ricorso all'intelligenza artificiale, dall'emergere di nuovi format all'ingresso di ingredienti innovativi nei menu, il fuoricasa tricolore è sempre più terreno fertile per l'evoluzione del rapporto tra consumatori e ristoratori. 

TheFork cavalca il trend del social discovery. 

Nell'analisi realizzata in collaborazione con NellyRodi, la piattaforma di prenotazione (leader anche nel settore dei gestionali professionali con TheFork Manager) ha messo in fila le tendenze food del nuovo anno. Un ruolo di primo piano ce l'ha l'integrazione tra digitale e food. A partire dal passaparola, che spinto dalla viralità dei contenuti social dedicati a cibi, ricette e nuovi locali da provare, spinge gli utenti ad alimentare il tam tam virtuale e concretizzare il fenomeno denominato "social discovery". Un'abitudine a cui TheFork ha risposto lanciando Feed, il servizio che permette di condividere con gli amici liste di ristoranti, foto, recensioni (e chi lo fa prenota, in media, il 25% in più degli altri clienti). La socialità digitale diventa così un elemento chiave nel guidare le prenotazioni e le esperienze fuoricasa, consolidando il ruolo dei social e delle community nella scoperta gastronomica.

L'impatto dell'intelligenza artificiale per clienti e ristoratori. 

A spingere verso l'integrazione food-digitale, lato clienti, è il ricorso all'intelligenza artificiale che semplica profondamente le operazioni di selezione e prenotazione. L’avvento della ricerca in linguaggio naturale su TheFork - che permette domande personalizzate - conferma la forza di questo trend tanto che le ricerche basate sull’IA su TheFork sono cresciute dal 3% al 30% in pochi mesi, con una previsione di diffusione fino al 60-70% nel prossimo futuro. Lato ristoratori, invece, gli sviluppi dell’intelligenza artificiale nel 2026 porteranno alla creazione di menu e nuove ricette, all’ottimizzazione del magazzino e delle scorte, al supporto strategico nel pricing e nelle offerte stagionali. Detto diversamente, l’AI integrata nei sistemi di lavoro permette ai ristoranti di semplificare la gestione operativa (compresa la lotta al no-show), alleggerire i carichi manuali e liberare tempo per la creatività e l’accoglienza. 

Dal gelato gastronomico alle erbe spontanee, i trend nel piatto secondo TheFork. 

Parlando espressamente di gusto, invece, l'analisi di TheFork ha messo in luce alcuni fenomini di "contaminazione"

  • Il gelato gastronomico - Protagonista non più solo come dessert ma anche nei menu degustazione, in versioni salate e fermentate, il gelato è ormai parte dell'esperienza culinaria. Su TheFork, ad esempio, Luna Blu (La Spezia) ha in menu un secondo di entrecote di manzo alla griglia con composta di mele e gelato ai funghi, mentre Siamo al Verde (Rimini) crea varie tipologie di gelati artigianali. 
  • Specialty coffee - Infusi, cold brew, pairing con piatti dolci e salati, nuovi sentori da Africa e Asia sono sempre più ricercati e apprezzati dalla clientela italiana. Da Morettino Lab Food & Mixology (Palermo), caffetteria specialty e ristorante del brand Morettino, il caffè viene proposto come esperienza sensoriale unica: dalla selezione di monorigini e miscele tostate artigianalmente in microtorrefazione, alla coffee mixology con drink innovativi realizzati con caffè specialty, distillati, erbe e agrumi siciliani, fino a percorsi di abbinamento tra caffè, vino, olio e altre eccellenze locali.
  • Comfort food internazionale - Non solo pizza e pasta, gli italiani ampliano la gamma dei propri comfort food che spaziano dalla cucina tedesca a quella americana, spesso reinterpretate in chiave pop e gourmet come succede da Wursteland Bistrot (Lecco) oppure negli All American Diner a Milano e a Sesto San Giovanni.
  • Street food premium e fusion - Che siano ramen, bao, taco, hot dog creativi o finger food abbinati a ingredienti locali, i piatti del "cibo di strada" diventano main dish gourmet in diversi locali. Come succede da Habibi World Street Food (Caserta) o da Ramen Shifu Navigli (Milano).
  • Texture e saturazioni - Mousse, panna cotta, burri aromatizzati, salse dense e innovazione sensoriale sono il twist che può cambiare un piatto e rendere memorabile una cena al ristorante. Su questi elementi Lunatico Osteria Contemporanea (Pozzuoli) ha deciso di costruire la sua carta dolci che prevede diverse tipologie di mousse dai sapori inusuali. 
  • Benessere e longevità - Fermentati, alghe, legumi antichi, proteine vegetali e dessert equilibrati rispondono alla crescente attenzione alla salute anche fuoricasa. Rappresentativi di questo trend sono The Longevity Kitchen Bistrot (per il concept del ristorante) e Linfa - Milano Eat Different, entrambi a Milano.
  • Snacking evolutivo - Le mini-porzioni, i piatti condivisi oppure i brunch e le tapas diventano protagoniste dei format che uniscono praticità e convivialità. Ne è un esempio Mini Tapas Restaurant & Drink a Torino che propone piatti in versione mini realizzati con prodotti locali di alta qualità. L’atmosfera è giovane e informale, ideale per aperitivi e cene leggere.
  • Microseasoning - L'utilizzo di erbe, germogli, fiori ed essenze stagionali diventano motivo di scelta di un ristorante. La Svolta Cucina di Ragione (Bologna) ne ha fatto un pilastro della propria proposta, caratterizzata da una forte attenzione alle erbe spontanee, ai germogli e agli ingredienti vegetali selezionati.
  • Ristorazione etica - Continua a crescere il numero di ristoranti impegnati su temi sociali, di sostenibilità e inclusione. Hummustown Bistrot è un’organizzazione no-profit nata con l’obiettivo di garantire un reddito dignitoso ai rifugiati siriani in cerca di asilo in Italia. Il progetto è nato nel 2018 grazie all'ambiziosa visione di Shaza Saker, nata a Damasco da genitori siriani e residente a Roma da oltre 40 anni.

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