Da Firenze a Milano, la proposta di Rivoire conquista Brera grazie al menu firmato dallo chef Olivier Bonino per una brasserie francese reinterpretata. Per l'insegna, guidata da Carmine Rotondaro, imprenditore e advisor strategico moda e lusso, che conta oggi tre location, compresa quella di Venezia, si conferma un concept che unisce moda, ospitalità e patrimonio culturale.
Alla guida della cucina della brasserie c'è Olivier Bonino, chef e maître pâtissier di origini franco-italiane. Nato e formatosi professionalmente a Dijon, Bonino unisce la precisione della grande scuola francese al calore, all’istinto e alla generosità delle sue radici italiane. La sua ambizione è semplice: creare una vera brasserie francese a Milano. Un luogo dove ritrovare i grandi classici della cucina francese accanto a creazioni originali, in un equilibrio tra eleganza, autenticità e convivialità. La carta segue la stagionalità e una rigorosa selezione delle materie prime, scelte per qualità, freschezza e, quando possibile, prossimità. Tutto viene preparato fresco dall’inizio alla fine, senza ingredienti congelati. Anche il pane arriva fresco ogni giorno direttamente dalla Francia, a testimonianza della ricerca e della cura dedicate a ogni dettaglio dell’offerta. Alcune preparazioni vengono completate direttamente al tavolo, riportando in sala uno dei rituali più conviviali della tradizione francese.
GALLERIA:
Per Rivoire arriva quindi la conferma della scalabilità del format sorto a Firenze, in piazza della Signoria, nel 1872 da Enrico Rivoire, italiano di origini francesi. “Rivoire Brera è un punto d’incontro tra due culture che condividono una profonda attenzione per la bellezza, l’artigianalità e il piacere del vivere bene. Volevamo portare a Milano l’autenticità della brasserie francese con uno spirito contemporaneo, facendo di Rivoire Brera non solo un ristorante, ma un vero purveyor di specialità francesi ricercate e di eccellenza, senza trasformare nessuna delle due culture in uno stereotipo", ha affermato Rotondaro. Con questa operazione, il gruppo chiude simbolicamente un cerchio: dopo il cocktail bar e ristorante di Firenze e l'esperimento pizza di Venezia, arriva un nuovo twist legato alle origini transalpine.