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Il mercato dei consumi alimentari fuoricasa ha superato quota 100 miliardi di euro
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Grossisti F&B, oltre la logistica serve anticipare i trend fuoricasa

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Alleati della ristorazione, i grossisti food&beverage rispondono con diversificazione dell'assortimento e verticalità di proposta alle esigenze del fuoricasa. Una su tutte: difendersi dal calo delle visite e preservare i margini di guadagno in un settore che cresce a valore oltre i 100 miliardi di euro di fatturato; anche se gran parte degli aumenti sono causati dall'inflazione. 

 

Il contesto dei consumi fuoricasa nel 2026. 

Di questa prospettiva ha parlato anche Italgrob durante l'ultimo meeting tenuto a Beer&Food Attraction dal titolo emblematico "Mercato dei consumi fuoricasa fra carovita e inflazione. Tendenze e best practice per andare oltre la crisi". In questa occasione è emersa l'attuale contraddizione che caratterizza i consumi nei circa 382mila punti di consumo alimentari tra bar, ristoranti, caffetterie, gelaterie, ecc. "Oggi il mercato attraversa una fase di stallo strutturale: la frequentazione dei locali è in calo, mentre il giro d’affari complessivo risulta in crescita. Il denominatore comune è noto: crisi, inflazione, aumento del costo della vita. Come settore siamo pronti a confrontarci su politiche fiscali e regolatorie che sostengano le piccole e medie imprese, incentivino investimenti in sostenibilità e digitalizzazione, riducano il carico burocratico. Al contempo, non è più rinviabile la creazione, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un albo speciale per i distributori Horeca, con il riconoscimento formale del ruolo svolto all’interno della filiera", ha affermato Antonio Portaccio, presidente di Italgrob. In questo contesto, quali sono le strategie dei grossisti food&beverage? Lo abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti. 

Caterline punta sulla bakery e sui bistrot. 

Per il 2026 la strategia di Caterline è chiara: migliorare la copertura del territorio presidiato (con un focus particolare sul Nord Ovest, Toscana compresa) affinando la proposta a catalogo. Il target? Ristorazione collettiva e commerciale, dagli artigiani della panificazione alle gelaterie, pasticcerie e caffetterie passando per pub, bar, hotel, pizzerie e bistrot (per un totale di 475.000 ordini gestiti che hanno generato un fatturato di 160 milioni di euro). "Quest’ultimo è stato il format che nel corso dell’ultimo anno ha dimostrato una maggiore dinamicità - afferma il direttore commerciale Andrea Savoia - Grazie a una proposta flessibile capace di coprire diverse occasioni di consumo, i bistrot dimostrano di saper intercettare più velocemente le attuali abitudini del cliente finale. In questo senso, la colazione rappresenta un momento in forte evoluzione, non solo perché si allarga l’orario di consumo ma anche perché c’è più spazio e disponibilità per sperimentare con prodotti alternativi, plant based, dal cappuccino vegano al croissanteria senza glutine. Anche l’aperitivo, caratterizzato da una tendenza alla snackification, è interessato da un forte cambiamento con la parte salata che diventa sempre più una scelta funzionale".

Si inseriscono qui alcune recenti operazioni che hanno visto l’acquisizione o la partecipazione in aziende specializzate nel mondo bakery e l’offerta di brand come Scrocchiarella e le linee prodotto Demetra, Surgital e AB Mauri presenti nel listino Caterline (che in totale conta 10mila referenze). Minimo comun denominatore è il livello di servizio offerto sempre più richiesto dai professionisti del fuoricasa: "Riceviamo richieste per formati più ridotti e alleggeriti e confezionamenti più variegati come gelo, fresco o ambiente al fine di rispondere meglio alle necessità operative sul punto vendita a loro volta dettate da alcune caratteristiche del mercato fuoricasa, come la riduzione del personale qualificato. Per motivi simili, abbiamo investito anche sulla logistica e la flotta al fine di garantire l’approvvigionamento di colli diversi in un’unica spedizione", spiega Savoia.

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