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Vinitaly 2026 si tiene dal 12 al 15 aprile a Verona
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Il vino italiano alla ricerca di nuovi orizzonti a Vinitaly

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Masi non abbandona i rossi, li premiumizza. 

Forza del brand, grazie al posizionamento premium e a una distribuzione consolidata in oltre 140 Paesi. Ricchezza del portafoglio prodotti (60 referenze in tutto). Strategia omnicanale, anche grazie allo shop online Enoteca Masi e alla Masi Wine Experience, che supportano l’educazione al brand e la distribuzione al dettaglio, come dimostrano la recente apertura del Masi Wine Bar all’Aeroporto di Verona e il nuovo centro polifunzionale Monteleone21 in Valpolicella. Queste le tre frecce nell’arco che hanno permesso a Masi di chiudere un 2025 a 64,4 milioni di euro. Un risultato in leggera diminuzione rispetto al 2024 (-1,9% a cambi costanti) ma che va letto insieme a un miglioramento della marginalità grazie a un Ebitda pari a 7,1 milioni di euro (rispetto ai 6,7 milioni dell’anno precedente). Il tutto in un contesto complesso, caratterizzato da "incrementi inflattivi, minore capacità di spesa dei consumatori, demonizzazione del consumo di vino di una parte della comunità scientifica che incide sulle politiche europee e la competizione degli spirits e dei ready-to-drink", spiega l’ad Federico Girotto. Il no alcol potrebbe essere un’alternativa per mantenere il legame con i consumatori? "Resta ancora da chiarire se i consumatori del vino tradizionale e quelli del no alcol siano effettivamente sovrapponibili e su quali mercati questi prodotti performino meglio - risponde Girotto - In generale, parliamo di volumi limitati. Per il momento studiamo l’evoluzione del fenomeno, ma non ci cimentiamo in prima persona". Anche perché una risposta al trend della ricerca di vini a più basso contenuto alcolico in casa c’è già: Fresco Masi, un bianco a 9 gradi e un rosso a 9,5 gradi, ideali per un consumo agile ma capace di parlare al pubblico fidelizzato del marchio.

A questa linea nel contesto di Vinitaly, si affiancherà Pinot Noir il primo rosso fermo da uve Pinot Nero firmato Masi, prodotto nella Tenuta Casa Re in Oltrepò Pavese, acquisita nel 2023: "Nell’ambito dei vini rossi - afferma l’ad - pensiamo che questo vitigno possa essere più user friendly grazie alla sua facilità di bevuta; anche fredda". Nella stessa occasione non mancheranno i grandi classici di Masi, come l’Amarone Vajo dei Masi 1999. L’idea, infatti, è quella di continuare il rinnovamento del portfolio anche sui rossi, che contraddistinguono il Dna aziendale, mantenendo un posizionamento premium e rafforzando ulteriormente la presenza nell’Horeca. D’altronde, la richiesta che arriva dai ristoratori è chiara: "Fare squadra, lavorare in partnership, e rafforzare il brand come scelta sicura per il consumatore finale, in un momento in cui le carte vini si riducono anche per esigenze logistiche e di stoccaggio e i format ristorativi cambiano, si strutturano e fanno economia di scala grazie all’aggregazione o alla creazione di network sempre più capillari", conclude Girotto.

       
    Il sito EdizioniDMh50

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