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Nel 2025, Cigierre con i suoi 6 brand food retail punta a raggiungere i 550 milioni di euro di fatturato
Nel 2025, Cigierre con i suoi 6 brand food retail punta a raggiungere i 550 milioni di euro di fatturato
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Cigierre compie 30 anni e rilancia: 60 milioni di euro per lo sviluppo

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- Cigierre brand ristorazione - Cigierre Old Wild West - Cigierre franchising Smashie

In occasione del suo 30° anniversario, Cigierre rilancia il suo impegno nel food retail con un piano di sviluppo triennale da 60 milioni di euro. A questo si aggiunge anche la presentazione della nuova Carta dei Valori dell'azienda di cui fanno parte i brand Old Wild West, Smashie, Wiener Haus, Pizzikotto, Shi's e America Graffiti. Un progetto che ha chiamato a raccolta tutti i collaboratori dei punti vendita, a partire dagli under 30, con l'obiettivo di riscrivere l'identità futura del gruppo. 

 

Marco Di Giusto (Cigierre): "Collaborazione fondamentali per la nuova cultura aziendale".

"Trent’anni rappresentano un traguardo importante - ha commentato Marco Di Giusto, ceo e founder di Cigierre - ma soprattutto un punto di partenza verso il futuro. Con la nuova Carta dei Valori abbiamo voluto dare voce ai collaboratori più giovani, perché crediamo siano fondamentali per costruire una cultura aziendale sempre più condivisa e autentica. Allo stesso tempo, con il piano di sviluppo che abbiamo definito, vogliamo continuare a investire nella crescita del gruppo, rafforzando la nostra presenza sul territorio e migliorando l’esperienza che offriamo ogni giorno. È un percorso che unisce visione, persone e qualità. E, guardando ai prossimi anni, partiamo da quanto abbiamo costruito finora: esperienze, competenze e relazioni su cui continuare a crescere".

Dal 1995 a oggi, la crescita di Cigierre: nel 2025 a quota 550 milioni di fatturato. 

La storia di Cigierre inizia a Udine nel 1995, da un’intuizione imprenditoriale di Marco Di Giusto: creare, sperimentare e gestire nuovi format di ristorazione capaci di coniugare qualità, atmosfera e accessibilità. A trent’anni di distanza, quell’idea si è trasformata in un gruppo leader nel casual dining, con sei brand distintivi e una presenza capillare in Italia e all’estero. Nel 2024 l’azienda ha raggiunto un giro d’affari complessivo di 545 milioni di euro, con oltre 360 ristoranti tra gestione diretta e franchising, 5.000 collaboratori e oltre 30 milioni di clienti serviti. Un percorso di crescita costante, che prosegue con obiettivi ancora più ambiziosi: per il 2025, infatti, Cigierre prevede di raggiungere un fatturato superiore ai 550 milioni di euro, consolidando ulteriormente la propria leadership nel settore. 

Il piano di sviluppo (e restyling) da 60 milioni di euro. 

A partire da questi risultati, Cigierre punta a compiere un altro balzo in avanti in termini di sviluppo. Nei prossimi tre anni, il gruppo investirà oltre 60 milioni di euro per l’apertura di nuovi ristoranti e per il restyling di alcuni di quelli esistenti, consolidando la propria presenza nel casual e fast casual dining. A supportare questa espansione, c'è l'attenzione posta al tema della formazione consolidando le attività della Cigierre Academy e puntando sull’innovazione digitale e sulla customer experience. Centrale resterà l’attenzione al prodotto, grazie al lavoro del team ricerca & sviluppo, alla continua e attenta selezione di fornitori e materie prime, al lavoro svolto dal laboratorio Kuore, con l’impegno costante nella standardizzazione e nel miglioramento continuo della qualità. Anche dal punto di vista del benessere interno della community di lavoratori e lavoratrici. Il loro coinvolgimento nella stesura della Carta dei Valori conferma l'impegno del gruppo che nel 2024 ha ottenuto la certificazione per la parità di genere grazie alla promozione di percorsi di sensibilizzazione su inclusione, prevenzione della violenza e valorizzazione delle diversità. 

I progetti franchising: intervista a Chiara Parisi (Cigierre).

Di particolare interesse, all'interno dell'universo Cigierre, è il mondo del franchising. Su questo, durante l'ultimo Salone Franchising di Milano, RM ha intervistato Chiara Parisi, real estate, franchising & communication manager per fare il punto delle strategie in corso. 

Che programmi per lo sviluppo franchising nell'ultima parte del 2025?

Per il 2025 ancora qualche novità con Smashie, che dovrebbe raggiungere le 6-7 location entro fine anno; e Old Wild West, che continua ad aprire con il suo stabile ritmo di sviluppo. Per Pizzikotto abbiamo delle operazioni previste per il 2026. Smashie è partito dai centri commerciali e si è ampliato anche alla città, a partire dall'opening del locale pilota a Tavagnacco, vicino alla sede dell'azienda. Per il momento sono tutti locali diretti ma stiamo ragionando su dei progetti in franchising in collaborazione con imprenditori già affiliati e quindi strutturati. D'altronde parliamo di un tipo di investimento che ruota attorno ai 600mila euro. Ideale soprattutto per chi vuole differenziare un'attività già avviata. Rapportarsi con questi profili, soprattutto quando si parla di insegne nuove, rappresenta per noi uno stimolo ulteriore a migliorarci dal momento che spesso portano punti di vista innovativi, magari provenienti da settori diversi da quelli della ristorazione in sé. 

Come si struttura il contratto franchising proposto da Cigierre agli affiliati?

Il contratto in franchising nel tempo si è adeguato all'evoluzione del mercato cercando di accogliere le istanze dei partner e allo stesso tempo salvaguardare il know how dell'azienda. Un approccio che ci ha premiato, vista la durata dei rapporti che ci legano ad alcuni imprenditori anche da 30 anni. Tempistiche che, da un lato, consentono di garantire un certo ritorno sull'investimento e, dall'altro, consente di instaurare un feeling umano e imprenditoriale essenziale affinché si instauri un clima di fiducia fra le due parti. Un processo di fine tuning che permette di crescere insieme. A livello pratico, il contratto franchising prevede una fee di ingresso che varia dai 30 ai 50mila euro e copre tutti i costi di assistenza, studio di fattibilità del progetto e formazione del personale pre-apertura. A seguire, c'è una royalty sul fatturato pari al 5% per tutti brand. Per Old Wild West c'è anche un cosorzio marketing che cura tutte le attività di promozione nazionale ai quali i locali diretti e franchising versano il 3% del fatturato. 

Finanza, approvvigionamenti e progettazione dei punti vendita: che supporto date agli affiliati?

Lato finanziario, non arrivano molte richieste di supporto. C'è comunque capitato che qualcuno abbia chiesto un aiuto. In questo caso ci siamo mossi per facilitare un contatto con gli istituti di credito con i quali noi lavoriamo. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda il supporto in fase di realizzazione del punto vendita e le procedure di fornitura dei prodotti food&beverage. In quest'ultimo caso, il 95% delle referenze sono selezionate dal supply team interno e imposte da casa madre, dal pane alla carne passando per le patatine, di cui l'affiliato può rifornirsi attraverso la piattaforma logistica interna. Lato arredo, equipment e simili, invece, ci sono alcuni elementi predeterminati mentre la parte edile, impiantistica e le attrezzature di cucina sono lasciate al franchisee. Questo anche per far fronte alle questioni logistiche delle varie aperture. In ogni caso abbiamo degli standard progettuali condivisi. 

Quali saranno i canali di sviluppo maggiormente presidiati? 

In generale il centro commerciale rimane il canale primario, anche se oggi la rete dei ristoranti è al 50% fra shopping center e su strada. Per il 2026 manterremo le stesse logiche. Sul travel invece ci stiamo lavorando. Non abbiamo ancora sviluppato molto. Stiamo però ragionando su format con servizio veloce e metrature contenute. 

di Nicola Grolla

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