Il quotidiano online del food retail
Aggiornato a

Sono 10 su 25 i Cavalieri del Lavoro che provengono dall'agroalimentare
Sono 10 su 25 i Cavalieri del Lavoro che provengono dall'agroalimentare
Information
Protagonisti

Ristorazione, agroalimentare e GDO: i nuovi Cavalieri del Lavoro

Information
- Nell'ultima cerimonia di nomina dei Cavalieri del Lavoro - i settori agroalimentare e ristorazione si sono guadagnati 10 riconoscimenti su 25.

Nell'ultima cerimonia di nomina dei Cavalieri del Lavoro, i settori agroalimentare e ristorazione si sono guadagnati 10 riconoscimenti su 25. Un dato che riflette, oltre alle storie dei protagonisti, il valore della filiera per l'occupazione e il valore economico del Paese. L'onoreficenza concessa dal Presidente della Repubblica era toccata solo a due profili legati al food&beverage, Piero Mastroberardino e Vittorio Moretti. Ora il gruppo si allarga. 

 

I Cavalieri del Lavoro fra produzione, cantina e cucina. 

Dalle conserve all'ortofrutta, dai distillati alla distribuzione, la nomina è stata estesa a: 

  • Marina Cvetic (Masciarelli Tenute Agricole) - Entrata nella storia Masciarelli accanto a Gianni, ne ha accompagnato la crescita manageriale e commerciale, legando il proprio nome anche a una linea di vini che ha contribuito a dare al Montepulciano d’Abruzzo una voce più ambiziosa
  • Micaela Pallini (Pallini) - Quinta generazione familiare, formazione scientifica e guida associativa in Federvini, Pallini ha portato avanti un marchio nato nel 1875 e legato soprattutto al limoncello, trasformandolo in prodotto da mercato globale.
  • Gioconda Gritti/Bruna Cerea (Da Vittorio) - Una delle grandi donne della ristorazione italiana, con il marito Vittorio Cerea fondò la casa madre, Da Vittorio, a Brusaporto nel 1966, contribuendo così a fondare una delle grandi famiglie dell’alta cucina italiana.
  • Vincenzo Andronaco (Andronaco Grande Mercato) - Fondatore della a più grande catena di supermercati specializzati nella vendita di prodotti alimentari e vini italiani in Germania. Nata nel 1983 ad Amburgo, l'azienda offre oltre 9.000 referenze ed è aperta sia ai clienti privati che ai professionisti della ristorazione. 
  • Sabato D’Amico (D&D Italia) - Alla guida dell'azienda di famiglia fondata nel 1968 e specializzata nella produzione di conserve a partire dal lavoro sulle alici della Costiera Amalfitana. Successivamente la crescita fino a diventare un attore importante in altre merceologie dagli ortaggi ai funghi, dalle olive ai sottoli.
  • Bruno Piraccini (Orogel) - Il presidente è a capo di un’azienda la cui storia attraversa le cooperative agricole, il Consorzio Fruttadoro di Romagna e lo sviluppo della surgelazione come tecnologia capace di dare valore a un territorio produttivo. 
  • Ambrogio Invernizzi (Inalpi) - Rappresentante del settore lattiero-caseario piemontese, l’azienda di Moretta, nel cuneese, ha costruito la propria crescita su una filiera corta del latte piemontese e su un modello che tiene insieme allevatori, industria, innovazione e ricerca.
  • Giacomo Ponti (Ponti) - L'ad dell’azienda di famiglia, che affonda le sue radici nel XVIII secolo e oggi tiene insieme aceti, conserve, sostenibilità e rappresentanza di filiera. Un prodotto apparentemente ordinario, presente nelle cucine di tutti, diventa così industria, marchio storico e presidio del made in Italy quotidiano.
  • Giangiacomo Ibba (Crai) - Presidente del gruppo F.lli Ibba, realtà nata nel 1950 come azienda familiare specializzata nella distribuzione all’ingrosso di prodotti alimentari e diventata nel tempo uno dei principali protagonisti della grande distribuzione organizzata in Sardegna e nel Centro Italia.
  • Giuseppa Vitale (Prezzemolo&Vitale) - Con Prezzemolo&Vitale ha dato vita a un modello imprenditoriale distintivo e vincente nato nel 1986 con l’apertura, insieme al marito, di una piccola bottega a Palermo e diventato un solido player della distribuzione di nicchia: migliaia di referenze in assortimento, dieci punti vendita a Palermo, sei a Londra e 230 collaboratori. 
Il valore dell'agroalimentare: 204 miliardi di euro. 

Il riconoscimento conferito da Sergio Mattarella certifica il valore del comparto. Secondo gli ultimi numeri presentati da Federalimentare a TuttoFood, nel 2025 il settore ha raggiunto un fatturato di 204 miliardi di euro, in crescita del +3,6% sull'anno precedente, sostenuto da un buon trend della produzione industriale (+1,6%) e da un export dinamico (+4,2%). Ma le tensioni provenienti da Hormuz, "con le sue ricadute su energia, imballaggi, packaging e approvvigionamento di alcune materie prime strategiche, come i fertilizzanti, stanno però incidendo negativamente su tutta la catena del valore agroalimentare - ha affermato il presidente Paolo Mascarino - Viviamo una crisi che non è solo italiana ma europea ed è in Europa che si devono trovare soluzioni straordinarie ad eventi straordinari. Le proposte avanzate dal Governo Meloni, come la revisione degli Ets o quella di estendere anche al caro-energia le deroghe al Patto di stabilità, attivando le clausole di salvaguardia, sono due soluzioni che darebbero fiato alle industrie. Soprattutto a quella alimentare che, lo ricordo, è tra le prime manifatture italiane e la prima in Europa".

       
    Il sito EdizioniDMh50

Logo Ristorazione Moderna


ristorazionemoderna.it - Copyright © 2026 - Editore: Edra Edizioni Srl - Via G. Piazzi, 2/4 - 20159 Milano (MI) | P. IVA 14392510963
Testata del network Edizioni DM Srl -Tutti i diritti riservati