L'accordo, alla fine (il 27 luglio) è arrivato: commissioni più basse per le transazioni con pagamenti elettronici per favorire il ricorso al Pos. La fumata bianca è arrivata dal tavolo di confronto fra Abi, l'Associazione dei prestatori di servizi di pagamento e Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe presso il ministero dell'Economia e delle Finanze. In sintesi: una serie di misure e indicazioni rivolte proprio ai gestori dei pagamenti per favorire il contenimento dei costi della moneta elettronica.
L'intesa arriva nonostante il superamento dei termini indicati nella data del 31 marzo, ma rappresenta comunque "un faro su una questione che andava affrontata con decisione", ha affermato Aldo Mario Cursano, vice-presidente vicario di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi). Per la Confesercenti, si tratta addirittura di un accordo "storico" dal momento che potrebbe portare a un risparmio fino a 500 milioni di euro l'anno per il comparto delle piccole attività commerciali. Nel dettaglio, infatti, banche e operatori dei pagamenti si impegnano a promuovere iniziative commerciali atte a ridurre l’impatto dei costi delle transazioni sotto i 30 euro con offerte che siano particolarmente competitive per le transazioni sotto i 10 euro, in paricolar modo per quelle attività al di sotto dei 400mila euro di ricavi all'anno. Inoltre, l'accordo consentirà agli esercenti di consultare offerte differenti ma facilmente comparabili, così da individuare quella più adatta al tipo di transazioni che regolarmente si effettuano nella propria attività.
Sebbene il protocollo siglato non abbia alcun carattere di obbligatorietà, rappresenta comunque un enorme passo avanti dopo la lunga querelle legata all'obbligo di accettare i pagamenti elettronici imposto dal Governo (e recentemente esteso anche a tabacchi e valori bollati). “L’Italia è il Paese con il più alto numero di Pos installati,ma resta dietro per numero di transazioni, in particolare quando si tratta di micro pagamenti. Una circostanza che testimonia l’iniquità della distribuzione dei costi, da sempre denunciata dalla nostra Federazione, e che dimostra che siamo dinanzi ad una criticità reale e non ad un alibi di noi esercenti. Un sistema nel quale le commissioni arrivano anche ad azzerare i margini nella vendita di un caffè non è più tollerabile. Per questo motivo, l'accordo di oggi segna un momento importante per garantire alle imprese una maggiore trasparenza e la possibilità di scegliere le soluzioni più convenienti, al fine di assicurare il servizio al cliente e contenere i costi”, ha concluso Cursano.
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