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Secondo Italgrob, il settore delle bevande alcoliche nel fuoricasa si sposta su prodotti (alcolici) più economici
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Stati Generali del F&B, Italgrob: tenuta critica dei volumi nel 2024

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Tenuta critica del food&beverage fuoricasa e consumatori che prediligono prodotti più economici sono i fattori dell'attuale mercato Horeca secondo Italgrob. Le evidenze, emerse durante gli Stati Generali del mercato food&beverage organizzati dalla Federazione italiana distributori Horeca in collaborazione con Italia Exhibition Group, hanno permesso di mettere nella giusta luce le sfide, le opportunità e i principali trend del settore in un contesto economico in continua evoluzione. 

Nel 2024, tenuta critica dei volumi fuoricasa: +2,4% distributori, -6,9% cash&carry. 

Dopo gli anni difficili segnati dalla pandemia, la ripresa del settore distributivo è stata sostenuta, fino alla fine del 2023, dal clima positivo di fiducia e da un aumento della domanda interna nonostante il freno inflattivo. Anche le dinamiche climatiche e la crescita del turismo, sia internazionale che nazionale, hanno contribuito. Tanto che la sfida degli operatori è stata quella di gestire le emergenze di disponibilità di prodotto in stagione e l’innalzamento continuo dei prezzi all’acquisto. Le difficoltà, però, erano già dietro l'angolo, come hanno dimostrato i dati diffusi da Circana. Il 2024, infatti, ha registrato un progressivo peggioramento: per quanto i principali indicatori macroeconomici siano rimasti in territorio positivo, l’indice di fiducia dei consumatori rimane ai minimi degli ultimi 7 anni avvicinandosi alla soglia di preoccupazione. Tale indice si mostra in diretta correlazione con la propensione dei consumi fuoricasa misurati tramite le visite nei punti di consumo finali, che rimangono sostanzialmente stabili, e della spesa media, la cui crescita si presenta in contrazione nel corso dell’anno. In questo contesto, gli effetti sui volumi nei primi nove mesi del 2024 mostrano una tenuta critica per il settore di alimentare e bevande nel fuoricasa (+2,4% nei distributori, -6,9% nei cash&carry), a fronte di una compressione nel consumo domestico (-0,8% in distribuzione moderna); parallelamente, il fatturato risente del rientro del fattore inflattivo e di una componente di riduzione di valore del mix.

Il peso dell'inflazione e le conseguenze sul mix di prodotto (soprattutto beverage).

Per quanto riguarda l’inflazione, il canale lungo mostra maggiore inerzia anche nella progressiva riduzione, assestandosi intorno a un 4%, superiore all’1,7% della Gdo (gennaio-settembre 2024), ma negli ultimi mesi in deciso calo rispetto al dato Istat di Indice prezzi al consumo Servizi Ricettivi e Ristorazione compreso tra i 5,5 e 5 punti percentuali. Il distributore, quindi, opera ancora una volta come calmieratore degli incrementi prezzo particolarmente di impatto nell'alta stagione, quest'anno caratterizzata da condizioni meteorologiche altamente variabili. In particolare, il 2024 ha rappresentato un momento di svolta per i distributori bevande che hanno dovuto operare bilanciando la costruzione di una proposta distintiva di valore su assortimento, posizionamento di prezzo, livello di servizio e caratterizzazione del portfolio, con le esigenze di mercato al fine di sostenere una crescita non più scontata. In questo senso, non sorprende che il fattore mix (ossia la diversificazione del portafoglio) sia stato determinate: la crescita di volumi è stata realizzata su prodotti a prezzo litro più basso della media di categoria, in quanto il consumatore si è spostato verso la scelta di prodotti più economici con un distributore forzatamente guidato dai suoi clienti ad adeguarsi. Ciò è stato particolarmente rilevante per le bevande alcoliche, spirits, vino e bollicine che avevano trainato la crescita negli scorsi anni e che nel 2024 hanno mostrato i primi segnali di sofferenza. Ancor più importante, infine, diventa il ruolo dell’innovazione che continua a crescere in termini di contributo alle vendite con un rapporto fatturato-volume più proporzionale che pesa ancora relativamente poco nel complesso dell’offerta (solo il 12% del fatturato del 2024 è legato a prodotti lanciati negli ultimi sei anni).

Albo dei distributori Horeca, Italgrob: "Iniziativa fondamentale".

Gli Stati Generali del food&beverage, quindi, hanno messo in risalto alcuni aspetti del mercato e dei suoi protagonisti a livello distributivo, a partire dalla federazione dei distributori: "In primo luogo, la vitalità e la ricerca costante, a livello istituzionale, di aprire tavoli di dialogo per conseguire il riconoscimento politico della categoria per troppi anni dormiente al limite dell’invisibilità. In secondo luogo, la preoccupazione della contrazione dei consumi in relazione alla forte diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. Infine, il monito a tutti gli attori della filiera sulle scelte di politica commerciale relative all’aumento prezzi, da attuare il prossimo anno per non contribuire ulteriormente ad una riduzione dei consumi con tutte le conseguenze drammatiche, in termini occupazionali in primis, che scaturirebbero da questo scenario", ha sintetizzato Antonio Protaccio, presidente di Italgrob. In questo contesto diventa ancor più importante il lavoro svolto per la creazione dell'albo nazionale della distribuzione Horeca: "Il Ddl che istituisce lo speciale elenco rappresenta un’iniziativa fondamentale non solo per i distributori ma anche per il mercato. Questo speciale elenco darà una precisa identità ai distributori Horeca italiani che si iscriveranno, una riconoscibilità che permetterà di usufruire di iniziative politiche amministrative e fiscali con l’obiettivo di migliorare i servizi offerti alle imprese operanti nel settore della distribuzione del canale Horeca e ai loro utenti finali - ha affermato Dino Di Marino, direttore generale Italgrob - Il ruolo dell’operatore della distribuzione appare sempre più centrale nell’ambito di una filiera di valore, come quella del mercato dei consumi fuoricasa, che rappresenta un asset fondamentale per l’economia del Paese, oltre che un settore di straordinaria valenza culturale e sociale". 

stati generali italgrob

I dati TradeLab: consumi alimentari fuoricasa a 101 miliardi nel 2024.

Di particolare interesse, durante gli Stati Generali, è stato l'intervento di Luca Pellegrini, presidente TradeLab, incentrato su un’analisi dei canali di sbocco dei consumi food&beverage e sull’incidenza di alcuni fattori come l’inflazione, seppur in calo, sulle dinamiche di consumo. Dal valore pre-pandemia di 85 miliardi di euro (2019) e dopo la caduta a 53 miliardi nel 2020, si è assistito a una progressiva ripresa: 68 miliardi nel 2021 fino ai 99 miliardi di euro di valore nel 2023, mentre per il 2024 c’è una previsione a 101 miliardi. Dall’analisi continuativa di TradeLab sulle visite, emerge che nel periodo da marzo a giugno si è registrato un calo, con un temporaneo recupero in luglio e un nuovo ribasso tra agosto e settembre. Cresce la colazione, stabili pranzi e cene. Sul fronte dei canali, migliori performance per il take away e per pizzerie e ristorazione oltre i 35 euro di scontrino medio, mentre i bar risultano il canale più in difficoltà. Questo è dovuto anche a una saturazione del mercato dei bar: dal 2017 si sono ridotti infatti di 23.000 unità. Il settore della ristorazione, che ha avuto una importante espansione avendo raddoppiato i punti vendita da 70.000 nel 2010 a quasi 150.000 nel 2024, ora si sta stabilizzando. Anche le catene, pur in crescita negli ultimi anni, mostrano segnali di saturazione nelle piazze principali e guardano sempre più verso aree emergenti. Previsioni positive per il 2025 su visite +0,9% con un valore del +2,8%.

Per Formind l'aperitivo si restringe. 

Scenari confermati anche da Antonio Faralla, ceo di Formind, che ha presentato una relazione sulle diverse occasioni di consumo fuoricasa: "Riscontriamo una tenuta della colazione con un orientamento verso i prodotti salutistici, una rimodulazione del pranzo con una crescita dei formati di servizio, una criticità nell’aperitivo diurno a causa del suo posizionamento che si riflette sui consumi degli aperitivi monodose. Complessa è la situazione nell’aperitivo serale dove i tradizionali aperitivi alcolici si confrontano con un calo della domanda, dovuto sia al posizionamento dell’offerta food e beverage che alla qualità e all’innovazione del servizio. Nel serale la frequentazione tiene, ma lo stile e la spesa si rimodulano, ad esempio, per la birra alla spina crescono le bevute nei bicchieri da 0,20, calano invece quelle nei bicchieri da 0,40; ciò è indice di come il consumatore residente contiene la spesa ma riflette anche un atteggiamento deciso delle nuove generazioni che tendono a bere meno alcolico, trend confermato anche nel segmento spirits, dove tranne che per poche categorie, assistiamo a decisi segni di decremento. Il canale al netto dell’apporto dei consumatori non residenti riflette un segno negativo dell’ordine del -4%". 

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