Da Sana Food a Bologna, arrivano i numeri dei consumi bio nel fuoricasa italiano: 1,35 miliardi di euro di fatturato e 7 clienti su 10 conquistati al ristorante. I locali, infatti, scelgono sempre di più il prodotto biologico per differenziare il proprio menu. "Un segnale forte che, tuttavia, deve essere sostenuto da maggiori investimenti in formazione e comunicazione", ha affermato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio alla manifestazione bolognese, dove è stato svelato l’Osservatorio Sana in collaborazione con Nomisma.
Secondo l'Osservatorio, nel 2025 le vendite di biologico nel mercato italiano hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro (+6,2%). A farla da padrona sono i consumi domestici: 5,5 miliardi. Il resto arrivano dal fuoricasa. La distribuzione moderna si conferma il primo canale di acquisto di biologico. Nel 2025 le vendite di biologico nel canale si attestano a 3,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,1% rispetto al 2024. Il 20% dei consumi interni passa, invece, dai negozi specializzati nel bio, che nell’ultimo anno hanno visto un incremento del valore delle vendite del +7,5%. In tema di export, il bio italiano ha raggiunto 3,9 miliardi di euro nel 2024 (+7%), contribuendo al record storico di 72,4 miliardi dell’agroalimentare italiano nel 2025. Nonostante la crescita, il 75% degli operatori dichiara di non avere conoscenze sufficienti su certificazione, metodo produttivo e impatti del bio su ambiente, salute e benessere animale. Un limite che, secondo FederBio, richiede investimenti mirati. "Per cogliere questo potenziale - ha aggiunto Mammuccini - è necessario costruire nuove relazioni tra produttori agricoli e ristorazione, valorizzando filiere capaci di generare qualità, identità territoriale e reti economiche e sociali fondamentali per la rigenerazione delle aree rurali".

In particolare, per quanto riguarda il fuoricasa, ormai il biologico si è assicurato un 35% di frequent user. SIa lato clienti sia lato ristoranti: 8 ristoranti su 10 e 7 bar su 10 utilizzano o propongono prodotti biologici. I prodotti più diffusi sono ortofrutta, olio extravergine, passate, latte, miele e vini bio (presenti nell’85% dei locali). Le motivazioni principali della scelta riguardano:
- posizionamento premium e qualità del prodotto (51%);
- scelta etica e sostenibile (46%);
- coerenza con esigenze di benessere e salute (40%);
- collaborazione con produttori locali (38%).
Molto diffusa anche la presenza di vini bio: l’85% dei ristoratori e dei bar propongono vini biologici. Guardando ai prossimi anni, il 26% dei ristoratori prevede un aumento degli acquisti di materie prime bio. Il 28% si aspetta una riduzione delle occasioni di consumo fuoricasa, con uscite più selettive e orientate alla qualità.
La presentazione dell'Osservatorio Sana è stata anche l'occasione per lanciare un appello al Governo: più risorse e meno burocrazia. A proporlo è stato Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani. Sui record del biologico italiano pesa infatti la minaccia dell’eccesso di burocrazia, con un surplus di adempimenti superiori fino al 30% rispetto all’agricoltura tradizionale. È la denuncia di Coldiretti Bio in occasione del convegno inaugurale, con la presenza del vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri, e della presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni. Secondo un’indagine del Crea, l’eccessiva burocrazia è la causa dell’abbandono della produzione biologica in ben 8 casi su 10. L’aggravio di oneri amministrativi e le complicazioni ad essi legata, spesso prive di senso, pesa soprattutto sulle aziende di piccole e medie dimensioni - spiega Coldiretti Bio - inducendole a rinunciare alla certificazione. Da qui la richiesta di procedere a una semplificazione del quadro normativo per il settore. "Il biologico italiano vanta la leadership Ue grazie alle 84mila aziende agricole attive sul territorio nazionale, più del doppio della Germania e un terzo in più della Francia. Quasi un campo su cinque in Italia (19%) è coltivato con metodo bio, ma in diverse regioni la percentuale sale addirittura oltre il 25%, tanto da aver raggiunto con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati dalla Ue nell’ambito della strategia Farm to Fork. L’Italia è anche il primo paese europeo produttore di cereali, ortaggi, frutta e olivo biologici", ha ricordato Coldiretti Bio.

Infine, sempre da Sana Food a Bologna, è stato lanciato il nuovo marchio del biologico italiano, recentemente approvato in conferenza Stato Regioni. Uno strumento importante per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, anche rispetto a un trend che nel 2024 ha visto un aumento delle importazioni di prodotti biologici dall’estero, cresciute del 7,1% rispetto all’anno precedente, ricorda Coldiretti. "Consolidare le filiere agricole di prodotto biologico italiano, attraverso i contratti di filiera, e la sempre maggiore presenza di prodotti biologici nei mercati di Campagna amica sono gli strumenti che stiamo mettendo in campo per favorire la conoscenza e la valorizzazione del bio italiano - ha sottolineato la presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni - con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il consumo interno di questa eccellenza del nostro agroalimentare".