I ristoranti virtuali sono sempre più una realtà nell'ecosistema Deliveroo, che registra una crescita del +150% in cinque anni di questa tipologia di brand. Frutto dell'incontro fra l'evoluzione del settore ristorativo e dei servizi digitali garantiti dal food delivery, rappresentano uno strumento di presidio del mercato e di innovazione gastronomica senza la necessità di aprire una nuova insegna dedicata ma mettendo a frutto l'expertise delle cucine esistenti.
La classifica delle top 5 città con il maggior numero di ristoranti virtuali, in percentuale rispetto al numero totale dei ristoranti attivi sulla piattaforma, vede al primo posto Monza, con un podio tutto lombardo che è completato da Varese al secondo posto e Milano al terzo. Seguono Torino e Bologna in quarta e quinta posizione. Anche a Roma e Firenze si registra una diffusione elevata. Nel complesso, sono oltre 300 i comuni in Italia dove è presente almeno un ristorante virtuale, da Nord a Sud. Attraverso i virtual brand, quindi, i partner Deliveroo affiancano alla loro offerta tradizionale nuove proposte, spesso tagliate su misura per rispondere a una determinata domanda presente in una specifica area geografica. "I virtual brand sono uno strumento sempre più strategico per aiutare i nostri partner a innovare la propria offerta e raggiungere nuovi clienti, valorizzando al meglio le potenzialità delle loro cucine. Attraverso il supporto consulenziale della piattaforma il ristoratore può definire un posizionamento commerciale puntuale capace di intercettare una nuova domanda e target diversi e, dunque, aumentare il giro d’affari. La crescita registrata negli ultimi cinque anni e le tante storie di successo in tutta Italia dimostrano come questo modello rappresenti un'opportunità concreta di sviluppo per la ristorazione, grazie a un'offerta sempre più mirata alle esigenze dei consumatori", ha affermato Andrea Zocchi, managing director di Deliveroo Italy.
Diverse le storie di brand capaci di farsi largo nelle scelte alimentari degli utenti food delivery. Poke Zù, per esempio, ha sdoganato il poke in Calabria. Si tratta di un brand nato dall'intuizione di portare a Reggio Calabria "un’autentica pokeria con un'esperienza di consumo moderna e su misura. Analizzando il mercato locale e individuata un'opportunità strategica grazie al supporto di Deliveroo abbiamo lanciato il virtual brand - ha raccontato il proprietario Lanhua Sun - Con l'introduzione della scelta di comporre la propria bowl, diamo ai clienti una libertà di personalizzazione che, in brevissimo tempo, ha spinto le vendite del brand con una crescita degli ordini del +720% anno su anno". Sulla scia della cucina internazionale ed etnica si pone anche Soju, il ristorante virtuale dedicato alle ricette coreane. Nato a Roma a dicembre 2025, come virtual de La Dogana Food, storico ristorante fusion del quartiere Ostiense, negli ultimi sei mesi il brand ha visto più che quintuplicare gli ordini anche grazie "a una strategia che punta molto sulla comunicazione, sul lavoro a stretto contatto con la piattaforma, che permette promozioni specifiche e massimizzazione della visibilità in app", ha rilevato la titolare Sabrina Zhu.
Che i virtual brand, come detto in apertura, siano dei veri e propri laboratori gastronomici, lo conferma l'esperienza di Welly. Si tratta della società bolognese fondata dai fratelli Giacomello con all'attivo 8 ristoranti virtuali. Le proposte variano dallo smashburger alla cucina cucina tradizionale bolognese, passando da pollo, messicano, piadine, cucina greca, hamburger classici. "Le nostre cucine sono autentici laboratori di quartiere. Siamo una società benefit e il nostro approccio è raccontato nello statuto e nella nostra carta dei valori. Tra il 2024 e il 2025 abbiamo registrato - hanno spiegato i founder - una crescita del 40%, grazie ad una strategia dinamica: puntare sui brand che performano di più e attirano maggiormente l’interesse dei clienti". Restringendo il campo alla merceologia hamburger, un'altra case history di successo arriva da Genova dove B Burger ha lanciato il brand B-Smashed. "La decisione di procedere con questa apertura - ha spiegato il titolare Luca Beatrice - è stata anche determinata dal desiderio di seguire un trend in forte espansione in città e di potere indicizzare meglio il brand in piattaforma, con una linea di prodotti disponibili solo a domicilio solo su Deliveroo. I primi risultati sono stati incoraggianti. Nel primo mese di attività B-Smashed ha generato 50% circa in più di fatturato al brand principale”.