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La cucina anni '80 e '90 è protagonista nei menu estivi dei ristoranti su TheFork
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TheFork traccia i prossimi trend food: piatti nostalgia e freakfood

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L'estate non è ancora passata ma TheFork inizia già a tracciare i prossimi trend in materia di food&beverage: tra piatti nostalgia e freakfood. Sono questi i due poli entro cui, secondo l'app di prenotazione e gestionale con TheFork Manager, si stanno muovendo i desideri degli italiani sulle tavole del fuoricasa. Da un lato, la ricerca della sicurezza gastronomica sedimentata nei ricordi d'infanzia; dall'altro, la scoperta di nuovi abbinamenti ed esperienze che uniscono gusto e intrattenimento. 

I piatti della cucina della nostalgia che piace agli italiani. 

A tracciare queste parabole del sapore, sono due sondaggi condotti dalla piattaforma (che, a giugno di quest'anno, è stata data partner dell'Osservatorio RM-TheFork sul full service restaurant). Nel primo si fa riferimento alle aspettative degli italiani durante l'attuale picco estivo d'agosto. Detto che, in generale, i consumatori tricolore preferiscono la cucina tipica locale quando sono in vacanza da qualche parte, scendendo più nello specifico dei piatti maggiormente ricercati emerge che c'è un piatto che più di ogni altro racchiude l’immaginario estivo: gli spaghetti allo scoglio, ricercati dal 51% del campione una volta che ha aperto il menu del ristorante. A distanza seguono il pesce spada alla griglia, scelto dal 13%, e il vitello tonnato, che con il 7% completa un podio in cui i sapori del mare incontrano una delle ricette più iconiche della cucina italiana. Subito dopo trovano spazio il carpaccio con rucola e grana, indicato dal 6%, e prosciutto e melone, scelto dal 5%. Una classifica formata da grandi classici a cui se ne associano altro come il cocktail di gamberi in salsa rosa, la macedonia con il gelato o la grand coppa al caffè. Insomma, gusti e preparazioni che ci catapultano indietro di un trentennio, ai mitici anni '80 e '90. Ovviamente, non senza un tocco di rinnovamento. Un trend che si definisce "nostalgia food": "La nostalgia a tavola non rappresenta soltanto un ritorno al passato, ma può diventare un modo attuale di riscoprire ricette iconiche e raccontarle con una nuova personalità, senza perdere la loro capacità di riportare le persone indietro nel tempo", ha sottolineato Carlo Carollo, country manager di TheFork Italia. 

Da Milano a Roma, su TheFork i ristoranti riscoprono le ricette anni '80 e '90. 

Gli alfieri di questa proposta non mancano. A Milano è il caso di Il Tramonto, con le sue iconiche Linguine al Tramonto e panfocaccia, e di Milleluci Trattoria Pop, con piatti come Lumachine, Prugnette Milleluci, Carpaccio di vitello e il Salame al cioccolato. Anche Trippa celebra la cucina del ricordo con grandi classici del comfort food italiano (alcuni dei quali recentemente al centro di una polemica tra social e realtà che ha portato alla cancellazione di alcuni piatti dal menu): Vitello tonnato, Baccalà mantecato, Trippa e Panna cotta. Antica Osteria Cavallini propone invece specialità intramontabili come Prosciutto e melone, Crème brûlée e Zabaione al Marsala. A Roma i ricordi del passato emergono da Rossovino da Maurizio, dove antipasti come Cocktail di gamberi e Sauté di cozze richiamano atmosfere d’altri tempi, e da Hostaria Ago e Lillo, che conquista con i suoi Tonnarelli con polpette e le Polpette al sugo. Esempi di come, la tavola estiva racconti un desiderio di sapori immediatamente riconoscibili, capaci di unire il piacere della scoperta alla familiarità della memoria. Piatti che non appartengono soltanto al passato, ma continuano a trovare spazio nei menu e nelle preferenze degli ospiti, dimostrando come alcune ricette sappiano attraversare le mode senza perdere il proprio fascino.

I nuovi trend del cibo: dai freakfood al dirty soda. 

Pensare che gli italiani condividano solo un approccio passatista al cibo, però, sarebbe sbagliato. Un altro sondaggio TheFork permette di superare l'estate e le sue indulgenze per concentrarsi su quelli che saranno, da qui in avanti e fino a fine anno, i trend gastronomici più virali in Italia. La chiave di lettura è condensata nella parola freakfood, indicata dal 31% dei partecipandi al sondaggio. Con questo termine si fa riferimento piatti scenografici e volutamente abbondanti, costruiti attraverso ingredienti insoliti, decorazioni eccessive e contaminazioni tra preparazioni differenti. A queste preparazioni si aggiunge il gusto sweet&savory e il formato sushi push pops, citati dal 23% del campione. Se i primi uniscono nello stesso piatto sapori dolci e salati, portando note sapide nei dessert o ingredienti dolci nelle preparazioni salate, i secondi reinterpretano il sushi in formato street food, racchiudendolo in un contenitore a pressione simile a quello di un ghiacciolo. La ricerca di sapori originali prosegue con il gelato alcolico premium (16% delle reference), che unisce gelateria e mixology, e con il Dubai Chocolate everything (15%), ossia il fenomeno che prevede l'abbinamento tra cioccolato, crema al pistacchio e pasha kataifi su tutto; dalle torte alle bevande. E a proposito di bevande, dirty soda (l'unione di soda e panna montata) e Chamoyada messicana (sorta di granita solitamente a base mango con salsa agrodolce-piaccante chamoy) diventano un piacere inconfessabile per il 7% dei rispondenti. 

Anche le esperienze fuoricasa diventano fenomeni su TheFork. 

Dai singoli trend gastronomici, la ricerca di TheFork si sposta anche sulle esperienze capaci di trasformare il pasto in qualcosa di più articolato. Tra le proposte presentate, quella che raccoglie maggiore interesse è la dinner performance, scelta dal 13% degli intervistati e costruita intorno all’incontro tra cena, musica dal vivo, teatro o altre forme di intrattenimento. Seguono, tutti intorno all’8%, i food tour dedicati alla scoperta delle specialità di una destinazione, le cene organizzate in location non convenzionali e gli chef’s table, che permettono agli ospiti di osservare più da vicino la preparazione dei piatti e interagire direttamente con lo chef. Nel complesso, i risultati raccontano un pubblico attratto soprattutto dalle novità immediate, visive e facili da riconoscere, mentre l’interesse si fa più selettivo quando il pasto lascia spazio a format più strutturati. In questo senso non sorprende che il 46% degli intervistati dichiara che non proverebbe nessuna delle esperienze proposte. La curiosità verso nuovi piatti e modalità di vivere il ristorante può quindi offrire ai ristoratori spunti creativi e occasioni per differenziare la propria proposta, senza però sostituire gli elementi che continuano a rendere memorabile una cena. 

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