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Per ogni partita del Mondiale saltata, si perde una spesa media pro-capite di 25 euro nel fuoricasa
Per ogni partita del Mondiale saltata, si perde una spesa media pro-capite di 25 euro nel fuoricasa
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Un'estate senza Mondiali: 330 milioni in meno per bar e ristoranti

La Serie A è ripartita, ma la delusione per la Nazionale esclusa dai Mondiali 2026 si fa ancora sentire; soprattutto in bar e ristoranti. In vista dell'estate, infatti, la mancata partecipazione degli Azzurri all'evento americano genererà una contrazione di circa 330 milioni di euro di consumi nel fuoricasa tricolore secondo le stime del centro studi di Unimpresa. D'altronde, secondo i calcoli di Confcommercio, una partita al mondiale porta mediamente 2,7 milioni di persone nel fuoricasa per una spesa media di 25 euro pro-capite.

 

La mancata partecipazione ai Mondiali costa 570 milioni di euro

La cifra segnalata dall'associazione di categoria rappresenta la quota di perdita più grande derivante da un'estate senza Mondiali. Evenienza che, in generale, presenta un conto complessivo di 570 milioni di euro compresi anche media, turismo e pure federazione calcistica. Il danno diretto più immediato riguarda la Figc, con perdite stimate in oltre 50 milioni di euro. A pesare sono il mancato premio Fifa di partecipazione (circa 9,5 milioni), i malus contrattuali legati agli sponsor (circa 9,5 milioni), i premi sportivi potenziali non incassati (fino a 13 milioni), oltre al calo di merchandising e nuove opportunità commerciali. Sul fronte media, l’assenza degli azzurri riduce sensibilmente l’attrattività del torneo. Il sistema televisivo egistra mancati guadagni stimati in circa 95 milioni di euro. In calo anche il valore degli abbonamenti e della raccolta pubblicitaria, che impatta quindi anche sull'editoria sportiva. Si aggiungono 45 milioni di minori vendite nel retail sportivo, elettronica di consumo e scommesse. Infine, il settore turistico e l’indotto legato alla visibilità internazionale del "brand Italia" registrano una perdita complessiva stimata in circa 50 milioni di euro, tra viaggi non effettuati e minori opportunità commerciali sui mercati esteri; in particolare quello nordamericano.

Paolo Longobardi (Unimpresa): "Oltre il risultato sportivo, un danno per le imprese". 

"La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 interrompe una filiera economica che si attiva ogni quattro anni e che coinvolge trasversalmente diversi comparti produttivi. Un impatto diffuso che va ben oltre il perimetro sportivo e che evidenzia il peso economico crescente dei grandi eventi internazionali per il sistema Paese. Non si tratta soltanto di una delusione sportiva, ma di un impatto diffuso che evidenzia, ancora una volta, il peso economico crescente dei grandi eventi internazionali per l’intero sistema Paese. Quando la Nazionale manca un appuntamento di questa portata, si interrompe un circuito che genera valore, occupazione e fiducia, con effetti concreti sui territori e sulle imprese, in particolare sulle piccole e medie attività che più beneficiano dei grandi eventi popolari", ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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