Il quotidiano online del food retail
Aggiornato a
Secondo Fipe, con l'aliquota al 5% sulle mance ci sarà una mensilità in più per i lavoratori
Secondo Fipe, con l'aliquota al 5% sulle mance ci sarà una mensilità in più per i lavoratori
Information
News

Fipe: 2 miliardi di mance con imposta agevolata al 5%

Information
- Fipe mance Legge di Bilancio - Mance tasse - Mance aliquota 5%

Con l'imposta agevolata del 5%, secondo il Centro studi di Fipe, le mance potrebbero generare un ammontare di due miliardi di euro per le tasche dei lavoratori. A conti fatti, si tratterebbe di circa 2.000 euro per ciascuno dei 980mila addetti del settore ristorativo e dell'accoglienza. Di fatto, una mensilità in più prevista dalle ultime norme inserite nella Legge di Bilancio 2023. 

Fipe: dalle mance il 15% delle retribuzioni totali nella ristorazione.

La somma generata rappresenta il 15% del totale delle retribuzioni (pari a oltre 13 miliardi di euro) percepite nel 2022 dai lavoratori, sia full time che part time, di questo comparto ricorda la fededazione dei pubblici esercizi. La legge di bilancio approvata lo scorso anno aveva introdotto una nuova disciplina delle mance, cioè quelle liberalità che i clienti corrispondono a seguito di una “apprezzata” erogazione del servizio. Tali somme e valori corrisposti da parte della clientela rientrano nella nozione di reddito di lavoro dipendente e pertanto, prima dell’introduzione di tale disciplina, erano ricondotte alle regole generali previste per il reddito da lavoro dipendente e, quindi, al pagamento dei relativi contributi e della corrispettiva tassazione IRPEF in base all’aliquota di riferimento del singolo lavoratore.

Nella Legge di Bilancio 2023, aliquota agevolata al 5% per le mance.

La legge di bilancio attuale ha previsto l’introduzione di una aliquota agevolata pari al 5% con esclusivo riferimento alle mance percepite dai lavoratori delle strutture ricettive e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. Tale tassazione agevolata si applica ai soggetti che hanno avuto nel periodo d’imposta precedente un reddito non superiore a 50.000 euro, ivi inclusi tutti i redditi di lavoro dipendente conseguiti da attività lavorativa diversa da quella svolta nel settore turistico/alberghiero e della ristorazione. Le mance elargite dai clienti ai lavoratori a mero titolo di liberalità, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, costituiscono redditi di lavoro dipendente e, salva espressa rinuncia scritta del lavoratore, sono soggette, a opera del sostituto d’imposta, a una tassazione sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle addizionali regionali e comunali, con l’aliquota del 5%, entro il limite del 25% del reddito percepito nell’anno per le relative prestazioni di lavoro.

Previsti 2 miliardi in più per 980mila lavoratori.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, tale meccanismo agevolato - che di fatto favorisce queste elargizioni - potrebbe generare, solo nella ristorazione, un ammontare complessivo di mance per un valore di circa 2 miliardi di euro l’anno corrispondenti, in media, a poco meno di 2.000 euro per ciascuno dei 980mila lavoratori del settore. Una vera e propria mensilità aggiuntiva. La base di calcolo cui applicare il 25% è costituita dalla somma di tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti nell’anno per le prestazioni di lavoro rese nei settori turistico-alberghiero e della ristorazione, ivi comprese le mance, anche se derivanti da rapporti di lavoro intercorsi con datori di lavoro diversi.

I vantaggi per il datore di lavoro.

Un altro importante aspetto della nuova disciplina riguarda l’alleggerimento degli oneri in capo ai datori di lavoro, in particolare quelli contributivi. Viene infatti introdotta una deroga generale molto importante e cioè che, a differenza dei redditi da lavoro dipendente “ordinari”, tali liberalità sono escluse dalla retribuzione imponibile ai fini del calcolo dei contributi di previdenza e assistenza sociale e dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e non sono computate ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto

ALTRI ARTICOLI

Il ristorante Mammina sul lungomare di Napoli

Mammina riprende lo sviluppo: 7 nuove aperture attese nel 2026

Da Mammina, “a tavola la felicità è servita". Con questo claim, il network di ristoranti fast casual fondato da Antonio Viola prevede 7 aperture nel 2026. Dopo un anno di consolidamento, chiuso a 6 milioni di fatturato e un Ebidtda intorno al 20%, l'insegna si prepara ad ampliare la propria impronta food retail rimanendo fedele a un format…
In Italia si consumano, ogni giorno, circa 8 milioni di pizze

Topping sulla pizza, il segreto foodservice è la qualità continua

Ogni anno in Italia si consumano circa 2,7 miliardi di pizze. Circa 8 milioni al giorno. E al di là della classica Margherita sono le aziende del topping a fare la differenza. Oltre farina e pomodoro, infatti, le aziende del fuoricasa rispondono alle esigenze della clientela puntando su abbinamenti di gusto e ingredienti che spaziano dai latticini…
La sala di Antica Pizzeria Da Michele a Perugia

Antica Pizzeria Da Michele riparte da Perugia: primo locale in Umbria

Il 2026 di Antica Pizzeria Da Michele inizia l'8 gennaio a Perugia, dove l'insegna di pizzerie partenopea apre la sua prima sede in Umbria. Un'operazione che riprende le fila dell'attività di sviluppo portata avanti nel corso del 2025, chiuso con diverse operazioni nazionali e internazionale: da Sydney a Bangkok passando per Parma. Il tutto senza…
Catalogo ampio, prodotti pre-lavorati, logistica e digitale sono gli assi dei grossisti food per rispondere alle richieste del foodservice

Grossisti food partner del fuoricasa contro il calo dei consumi

"Se Atene piange, Sparta non ride" è l'espressione con cui sintetizzare il 2025 dei grossisti food&beverage alle prese con le nuove esigenze della ristorazione. Da un lato, infatti, il mercato beverage ha seguito un andamento variabile nel corse dell'ultimo anno; dall'altro, il food si è persino fatto sentire a Roma con il Governo (attraverso…
Giovanni Mondini, nuovo direttore marketing di Barry Callebaut Italia

Barry Callebaut nomina Giovanni Mondini nuovo direttore marketing

In attesa di Sigep, il 2026 di Barry Callebaut Italia si apre con la nomina di Giovanni Mondini nel ruolo di direttore marketing. In un contesto difficile per il mondo del cacao e del cioccolato (a causa della volatilità del prezzo delle materie prime), quindi, l'azienda sceglie di guardare avanti con un approccio più chiaro, concreto e orientato…
       
    Il sito EdizioniDMh50

Logo Ristorazione Moderna