Il lavoro in sommistrazione sta attraversando una fase di cambiamento. Soprattutto nella ristorazione. A dirlo sono i numeri rilevati da Iziwork, startup nata con l'obiettivo di migliorare l'accesso al mondo professionale digitalizzando e ottimizzando i processi di ricerca e selezione del personale. L'analisi del Q2 2022 ha preso in esame le richieste di oltre 650 aziende clienti e le candidature provenienti da un database di 500mila profili. Risultato? Sul totale delle posizione aperte, l'Horeca ne conta il 9% ma solo il 2,3% di candidature.
Iziwork: la crisi del contratto in somministrazione non colpisce tutti i settori.
Crisi delle vocazioni? Nuovo equilibrio tra vita privata e professionale? Una maggiore soddisfazione salariale? Le motivazioni che hanno determinato la mancanza di manodopera all'interno dell'ospitalità sono diverse e tutte valide. In generale, però, il modello del lavoro in somministrazione non sembra essere andato in crisi. Al di là di ristoranti, hotel e catering, infatti, c'è una forte richiesta per lavoratori contrattualizzati in questo modo nel mondo dei servizi (25% di offerte di lavoro pubblicate su Iziwork),come office manager, receptionist, addetti alle pulizie e alla sorveglianza; nella logistica e trasporti (23%) con corrieri, magazzinieri e mulettisti sempre più richiesti sula scorta del successo dell'home delivery; nella manifattura (21,7%, calata dal primo al terzo posto per richieste di lavoro); durante gli eventi culturali e fieristici (20%).
A Milano il 20% di richieste per camerieri e cuochi ma non ci sono candidati.
Per quanto riguarda la ricerca di personale in somministrazione nel mondo Horeca, basta un dato: il 20% delle offerte di lavoro a Milano riguarda cuochi, camerieri, lavapiatti e simili. Ma mancano i candidati.
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