Dalla riapertura del punto vendita milanese di piazza Duomo, Signorvino inizia a scrivere un nuovo capitolo della propria storia food retail. Il marchio fondato da Sandro Veronesi nel 2012 e parte del Gruppo Oniverse non solo ha firmato il restyling di uno dei suoi locali più in vista (che guadagna anche 40mq e un plateatico affacciato su corso Vittorio Emanuele) ma rilancia anche la propria mission sintezzata dal concept "Il gusto di sentirsi bene".
Maggiore attenzione alla convivialità e alla possibilità di vivere il mondo del vino in modo inclusivo sono i capisaldi dell'attività del brand che conta 42 punti vendita attivi in Italia e all'estero. Principi che si ritrovano anche nel punto vendita che, oggi, può ospitare fino a 180 coperti fra interno ed esterno e punta a diventare un vero e proprio manifesto della proposta di Signorvino, caratterizzata da un'offerta enologica con oltre 2.000 etichette e un menu ampliato ed evoluto. L'antipasto di un format che, nel 2026, verrà replicato anche nel centro storico di Roma e che, come successo con i punti vendita di Verona in piazza delle Erbe e a Torino in piazza Vittorio Veneto si concentrerà maggiormente sul location iconiche nelle principali città italiane. "Con Signorvino offriamo un punto d'equilibrio dando alle persone gli strumenti didattici per capire il vino, ma senza essere troppo elitari. Vogliamo favorire un approccio informativo, mantenendo il vino al centro e parlando in modo immediato e veloce, senza mai banalizzarlo. Il nostro messaggio è far capire che tutti, dall'esperto al neofita, possono vivere un'esperienza nuova e trovare etichette di altissima qualità in un contesto più dinamico e informale", ha spiegato Federico Veronesi, ad di Signorvino.
A supporto di questa visione e per approfondire i potenziali effetti del consumo moderato di vinoconsumo moderato di vino all'interno di un sano stile di vita, Signorvino ha commissionato una ricerca a Giovanni Scapagnini, professore ordinario di Nutrizione clinica presso l’Università degli Studi del Molise e vice presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut). Dal titoloIl vino tra evoluzione biologica e cultura mediterranea: un ponte tra benessere e convivialità, questa ricerca getta luce sulla profonda e ininterrotta relazione evolutiva, biologica e culturale tra l’essere umano e il vino. Il lavoro ripercorre la sua rilevanza nella storia umana, dalle prime assunzioni di frutti fermentati nel Paleolitico fino al ruolo che occupa oggi come elemento cardine della Dieta Mediterranea. Attraverso una rigorosa sintesi di evidenze antropologiche, nutrizionali e biomediche, il testo evidenzia come il vino sia stato un vettore di trasformazione sociale, culturale e fisiologica, influenzando i modelli alimentari e le pratiche rituali. Si analizza inoltre il complesso ruolo del consumo di vino in relazione a indicatori di salute quali il benessere cardiovascolare, la funzionalità psicologica e cognitiva, e i rischi oncologici, riaffermando il vino non solo come espressione di convivialità mediterranea ma anche come potenziale componente di una nutrizione equilibrata, se consumato con consapevolezza e moderazione.
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