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Per Circana il valore dei consumi no-low alcol in Europa è pari a 1,7 miliadi
Per Circana il valore dei consumi no-low alcol in Europa è pari a 1,7 miliadi
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Circana fotografa la mixology come esperienza sociale e low alcol

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Come sono i cambiati i consumi della mixology? A rispondere, dal palco di Beer&food Attraction, è Circana: in due anni è cresciuto del +35% il consumo low alcol. Un valore destinato a crescere anche nel 2026 e che incide sulla definizione del nuovo profilo della clientela fuoricasa tricolore. Oltre all preferenza per drink a bassa gradazione, a spingere l'evoluzione degli acquisti ci sono anche l'attenzione per la qualità delle bevande e un livello più alto di consumo consapevole. 

Circana stima in 1,7 miliardi di euro il valore del no-low alcol in Europa. 

Insomma, nessun allarmismo per la società di ricerca. Il cambio di abitudini va di pari passo con la diffusione di una nuova cultura del bere miscelato. Nel periodo novembre-dicembre 2025, infatti, il 42% degli italiani si ritiene bevitore soltanto nelle occasioni speciali dove il Natale (ma anche le feste correlate come Capodanno) resta uno degli appuntamenti principali. Tuttavia, vi è anche un segnale che riguarda la ricerca di una moderazione consapevole; questo è un trend che ridisegna il modo in cui si consumano bevande e drink alcoolici. Non paura, ma consapevolezza pratica quella di quasi il 90% degli italiani che ha dichiarato di avere comportamenti responsabili nel consumo, in particolare se ci si mette alla guida o si svolgono attività che richiedono lucidità. Questo spinge quindi le preferenze verso le referenze no-low alcol che, ad oggi, hanno raggiunto un valore di 1,7 miliardi di euro e a fine dello scorso anno ha registrato una crescita del +10% rispetto al 2024.

Per Circana a guidare i consumi low alcol è la componente femminili. 

A guidare questa transizione è quel 68% dei consumatori di sesso femminile che predilige bevande capaci di combininare gusto raffinato e gradazione controllata. Caratteristiche che si integrano all'utilizzo di ingredienti funzionali come frutta o erbe oppure infusi home made per dare quel tocco di originalità sempre più gradito dai connazionali che consumano cocktail. Cresce anche il consumo conviviale in forma domestica. Detto diversamenre, si rafforza il trend di avere il mix giusto è socialmente appagante che si può trovare negli aperitivi a casa. Uno spostamento all'interno che, in parte, ha inciso sul calo delle vendite di cocktail in bar, ristoranti e locali: 1,5% a volume e -1,8% a valore secondo Circana. 

Dal Dray al Damp January: la sobrietà diventa progressiva. 

Non si tratta di un travaso diretto quello fra dentro e fuoricasa quanto, piuttosto, all'effetto di una serie di comportamenti e trend come lo zebra striping, ossia l'alternare il consumo di bevande alcoliche e analcoliche nella stessa occasione. A un cocktail alcolico segue un mocktail. Ciò rappresenta una scelta: un rituale di stile e autocontrollo di tutti coloro che iniziano a preferire mocktail o cocktail a basso contenuto alcolico, rispetto alle bevande tradizionali. Un trend che non contempla tanto l’astinenza quanto un concetto di lifestyle differente. Come dimostrato dal fenomeno Dry January (una pausa analcolica dopo le festiità natalizie) che sempre più sta diventando Damp January, ossia un mese di progressiva riduzione piuttosto che uno stop di un mese. 

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