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Sono 1,7 milioni i registratori telematici da cambiare dal 2027 in avanti
Sono 1,7 milioni i registratori telematici da cambiare dal 2027 in avanti
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Contro l'obsolescenza fiscale, l'Horeca punta sul cloud

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Nell'Horeca e retail italiano ci sono 1,7 milioni di regestratori telematici (l'80%) a rischio obsolescenza entro il 2027 secondo l'Osservatorio Fiskaly. Si tratta dei dispositivi introdotti nel bienno 2019-20, che ora lasciano spazio progressivamente alla fiscalizzazione digitale, basata su cloud e soluzioni software. In Italia, 7 imprese su 10 stanno già investendo in soluzioni di questo tipo per la fiscalizzazione o hanno intenzione di farlo nei prossimi mesi. 

 

I driver dell'obsolescenza dei registratori telematici. 

A far scadere i registratori telematici è innazitutto l'evoluzione della legislazione in tema di obbligo di trasmissione dei corrispettivi. I modelli attualmente in uso, progettati per sostenere fino a circa 2.500 chiusure di cassa (circa 8 anni) devono vedersela con l'avanzata del cashless che ha spinto il valore delle transazioni digitali. Nel 2024, carte e simili hanno superato il transato in contante e oggi vale il 26,6% del Pil, con il 64% di italiani che utilizza strumenti di pagamento digitale con frequenza settimanale o quotidiana. A questa dinamica tecnologica, si affianca la pressione normativa. La fiscalizzazione digitale basata su cloud e soluzioni software è destinata a registrare una netta accelerazione nel biennio 2026-2027. Tra i settori più dinamici ci sono turismo e Horeca, retail ed elettronica di consumo. Sono alcuni dei risultati dell’Osservatorio Fiscalizzazione in cloud della tech company europea indagando lo stato del parco dei registratori telematici installati. 

Silvio Agresti (Fiskaly): "Il ricambio è un vantaggio competitivo".

"Il sistema fiscale italiano sta evolvendo verso un modello sempre più integrato, in cui pagamenti e corrispettivi convergono in un unico ecosistema digitale. In questo scenario, il ricambio dei registratori telematici non è solo un passaggio tecnico, ma un’opportunità per accelerare la transizione dall’hardware al software, integrando la fiscalità nei flussi operativi e migliorando efficienza e qualità del dato - ha commentato Silvio Agresti, country manager Italia di Fiskaly - La sfida oggi è creare le condizioni, normative e di mercato, per accompagnare le imprese in questo cambiamento e trasformarlo in un reale vantaggio competitivo". Il mdello è quello data-driven in cui la fiscalità non è più un processo separato, ma una componente nativa dell’ecosistema dei pagamenti e dei dati. In questa direzione si inseriscono l’obbligo di collegamento logico tra terminali Pos e registratori telematici introdotto dal quadro normativo più recente e il progressivo utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei corrispettivi, funzionale a migliorare compliance e capacità di controllo.

Le soluzioni cloud per chiudere il gap del fisco digitale. 

In continuità con questo quadro di progressiva integrazione tra pagamenti e fiscalità, il Decreto legislativo 1/2024 (DL Semplificazioni) e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno rappresentato un passaggio chiave, aprendo formalmente alla possibilità di utilizzare soluzioni cloud certificate per la generazione e la trasmissione dei corrispettivi, segnando l’avvio di una transizione strutturale dal modello hardware a quello software. I dati raccolti da Fiskaly mostrano come questa transizione sia già in corso. Oltre il 30% delle imprese dichiara infatti di essere già molto o abbastanza informato sulla possibilità di trasmettere i corrispettivi tramite soluzioni software, percentuale che sale al 77% se si considerano le aziende che sono almeno a conoscenza della possibilità: un segnale diretto dell’impatto delle recenti evoluzioni normative dell’Agenzia delle Entrate. Oggi, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, il 95% delle aziende usa ancora una stampante fiscale, ma l’interesse a migrare verso tecnologie più evolute e scalabili è molto elevato: secondo il sondaggio di Fiskaly, quasi un’impresa su due prevede di utilizzare una soluzione software per la gestione dei corrispettivi in cloud nei prossimi mesi.

I vantaggi del fisco digitalizzato per l'Horeca. 

Nonostante le resistenze ancora presenti sul fronte della percezione dei costi e della complessità del cambiamento, le imprese  dell'Horeca riconoscono in modo sempre più chiaro i benefici concreti della fiscalizzazione in cloud. Il 59,4% individua nella velocità e nell’automazione dei processi il principale vantaggio, mentre oltre il 60% ne apprezza il ruolo nell’integrazione dei sistemi e nel miglioramento dell’efficienza operativa complessiva. A questi elementi si affianca un beneficio sempre più rilevante sul piano economico: le soluzioni software consentono infatti di superare la dipendenza da dispositivi fisici, come le stampanti fiscali, che tra costi di acquisto, certificazione e manutenzione incidono in modo significativo sui costi di esercizio. In questo scenario, il passaggio al cloud può generare risparmi fino al 50% rispetto all’utilizzo di un registratore telematico tradizionale, oltre a garantire maggiore flessibilità nel tempo. In questo scenario, la proposta di Fiskaly si inserisce come risposta strutturata alle esigenze del mercato: SIGN IT è una soluzione di fiscalizzazione in cloud API-first che consente di integrare la gestione dei corrispettivi direttamente nei sistemi digitali già in uso, eliminando la necessità dei registratori di cassa tradizionali e abilitando la trasmissione dei dati fiscali in modo automatico, sicuro e conforme. Attraverso un’architettura scalabile e facilmente integrabile, SIGN IT permette a retailer, fintech e software provider di incorporare la fiscalità nei propri flussi operativi, trasformandola da adempimento tecnico a componente nativa dei processi di pagamento, rendicontazione e gestione del punto vendita.

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