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Secondo i dati Deloitte, anche le catene di ristorazione crescono in Italia: il segmento QSR segna un CAGR del +14.6%
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Deloitte, full service restaurant a 41 miliardi di valore in Italia

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Nel 2023, l'Italia ha raggiunto, secondo i dati Deloitte, la testa della classifica europea per volume d'affari generati dai ristoranti: 41 miliardi di euro. Un valore che va inserito all'interno del più grande appeal del foodservice Made in Italy che, a livello globale, porta la cucina tricolore a valere qualcosa come 240 miliardi di euro (il 19% del mercato mondiale del full service restaurant e tassi di penetrazione oltre il 20% in Usa, Germania e Brasile). L'anno scorso si attestava a 228 miliardi di euro. 

Deloitte: Italia prima in Europa per valore generato nei ristoranti tradizionali. 

Dal Foodservice Market Monitor redatto dalla società di analisi e consulenza emerge come il comparto foodservice italiano "continua a registrare ottimi risultati e quest’anno il valore globale di quella che possiamo definire come cucina italiana nel mondo è cresciuto ulteriormente. Un segnale molto positivo che va di pari passo con i risultati dei full service restaurant: il nostro Paese è il primo in Europa per valore generato. Per quanto riguarda le catene, nonostante l’incidenza in Italia sia ancora relativamente inferiore rispetto alla media mondiale (10% vs 35%, ndr), la traiettoria di crescita è allineata al trend globale in cui vediamo molta dimanicità nei Paesi asiatici. Tra i trend più interessanti da monitorare c’è una probabile ulteriore crescita dello street food", ha spiegato Tommaso Nastasi, partner e value creation service Leader di Deloitte Italia. Restando a livello nazionale, i dati Deloitte fotografano un settore con un tasso di crescita previsto del 4% nel periodo 2023-28 che premierà proprio il food retail: "La crescita sarà guidata da alcuni trend principali, quali l’aumento dei consumi food fuoricasa e la polarizzazione dei gusti dei consumatori, sempre più attenti all’experience e a scelte di consumo che si traducono nella loro identificazione con i brand", ha dichiarato Cristian Biasoni, Presidente di Aigrim. 

A livello globale si spendono 2,797 miliardi nel fuoricasa. 

Guardando più da vicino ai dati, il giro d’affari globale del comparto foodservice è arrivato al valore di 2,797 miliardi di euro nel 2023. La regione che pesa di più, incidendo per il 42% del mercato globale, è l’Asia-Pacifico. In termine di formati, il cosiddetto full service restaurant (FSR), ovvero il ristorante “tradizionale” con servizio al tavolo, si conferma la categoria principale, rappresentando il 46% del totale a livello globale, con l'Italia alla guida dei Top 10 (grazie a una crescita del +9,6% su base annua rispetto al +6,5% dell'intero segmento). Significativa la crescita delle catene, che ormai rappresentano un terzo del mercato globale del foodservice e che registrano una crescita di circa il 10% su base annua, principalmente trainate dalle regioni Asia-Pacifico ed Europa (rispettivamente con valori del +14,7% e +12,2%). Le catene, invece, in Italia non sfondano: l’incidenza sul totale del mercato italiano rimane piuttosto bassa (10%), anche se la crescita su base annua delle catene nel nostro Paese è allineata all’andamento globale. In termini di formati, a livello globale oltre il 60% delle catene nel 2023 appartengono al formato quick service restaurant (QSR). L’Italia, nonostante la forte crescita rispetto ai valori pre-pandemici delle catene di QSR (CAGR +14.6%), presenta un’incidenza minore (54%) rispetto agli altri Paesi.

L'evoluzione dei consumi premia eatertainment e street food. 

L'evoluzione dei formati sta in stretta correlazione con quella delle abitudini di consumo. I clienti, infatti, ricercano sempre di più un’offerta customizzata, sia in termini di prodotto che di servizio, mostrando un forte interesse nel formato eatertainment (ovvero ristoranti che presentano una forte componente di intrattenimento) a partire soprattutto dal venerdì sera, ormai considerato giornata festiva grazie alla diffusione della settimana corta. Uno shift che favorisce la redditività dei pubblici esercizi che, nel frattempo, devono far fronte allo snacking della domanda con i clienti che preferiscono fare più piccoli pasti durante la giornata invece dei pasti tradizionali. In questo spazio potrebbe inserirsi la flessibilità dello street food: la categoria leader della crescita del mercato nei prossimi anni con un tasso composto di crescita annuale del +5,5%. "Le sfide di creazione di valore del prossimo futuro saranno trainate da un modello di business “customer oriented”, aperto anche a bacini internazionali, oltre che una migliore gestione operativa del punto vendita", ha concluso Nastasi.

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