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Secondo il report TheFoodCons, il foodtech italiano nel 2025 ha chiuso in crescita del +123% sul 2024
Secondo il report TheFoodCons, il foodtech italiano nel 2025 ha chiuso in crescita del +123% sul 2024
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Foodtech Italia, investiti 256 milioni di euro (7,8% nel food retail)

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Sono 256 i milioni di euro investiti nel foodtech italiano nel 2025 secondo l'analisi della società di consulenza TheFoodCons: +123% sul 2024. Cifre che fotografano un settore che gode di piena salute, seppure con molti "se" e qualche "ma". A trainare gli investimenti, per un totale di 86 operazioni messe a referto (rispetto alle 67 dello scorso anno), è il comparto agritech seguito da cibi e bevande innovative e dal digital food (dall'eCommerce al food delivery). Fuori dal podio, invece, il food retail inteso come nuovi modelli e format di ristorazione, che comunque "racimola" 19 milioni di euro (+93% sul 2024). 

Antonio Iannone (TheFoodCons): "Il foodtech italiano gode di ottima salute".

"Benché in qualche modo dopato dal debito - dichiara Antonio Iannone, autore del report e founder di TheFoodCons - il report di quest’anno ci dice che il nostro ecosistema foodtech gode di ottima salute, candidando l’Italia a un posto di primo piano nel panorama continentale. Dobbiamo considerare infatti che il nostro Paese stia andando decisamente controcorrente rispetto al resto del mondo, che vedrà quest’anno un’ulteriore calo degli investimenti. Attribuire però esclusivamente al debito la crescita degli investimenti sarebbe riduttivo. Come già affermato l’anno scorso, è in corso un vero e proprio ricambio generazionale, avviatosi due anni fa, e che sta iniziando a dare i suoi frutti, come testimoniato dai round chiusi dalle startup più giovani”. Un foodtech italiano quindi che, pur tra luci e ombre, dimostra una sorprendente capacità di reazione.

foodtech 1

L'analisi della tipologia di investimento: cresce l'early stage.

Andando più nl dettaglio, emerge che dopo il -52% registrato nel 2024, l'anno appena terminato ha rappresentato una sorta di rimbalzo che ha portato il comparto foodtech oltre le previsioni (anche nel confronto con il trend globale che risulta in traiettoria discendente intorno ai 12 miliardi di dollari rispetto ai 16 di un anno fa). A livello geografico, la cartina degli investimenti vede una chiara spaccatura fra Nord (che assorbe l'83% degli investimenti, con in testa il Veneto a quota 109,4 milioni di euro) e il resto della Penisola. Per quanto riguarda la tipologia ti investimento, crescono gli early stage e growth mentre scompaiono i late stage. Ma non va dimenticato che il vero protagonista rimane il debito. La conferma di quest'ultima affermazione la si ha analizzando i dati per entità del round. Il debito ha letteralmente "cannibalizzato" gli investimenti, con quasi 147 milioni, il 57% degli investimenti totali. Una dinamica "che pone più di un interrogativvo. Uno su tutti: l’agrifood-tech italiano è in grado di sostenere una crescita strutturale senza ricorrere al debito?", si legge nel report. Le altre note dolenti sono date dall’assenza di Round C e B, mentre buone notizie vengono dai Round A (57,34 milioni, +138%), Il nuovo che avanza vede l’ulteriore conferma di Seed (34,8 milioni, +128%), e Pre-Seed (8,2 milioni, +50%), mentre crolla il Crowdfunding (8,7 milioni, -47%%).

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L'agritech guida gli investimenti, bene anche le innovazioni di prodotto. 

Come detto in apertura, l’analisi per settore vede la conferma dell’Agritech (136,2 milioni, +166%), che per il quarto anno consecutivo si conferma vera forza trainante del comparto, concentrando oltre la metà degli investimenti totali (53%). Medaglia d’oro della crescita al Pet-FoodTech, (8,4 milioni + 554%), con il subcomparto del Food Waste che guadagna il gradino più basso del podio in fatto di crescita (13,9 milioni, + 148%). Buone notizie vengono comunque da tutti i settori: Digital Food (20,6 milioni, +82%) Restaurant-Tech (12,6 milioni, +64,5%), Cibi e Ingredienti Innovativi (22,9 milioni, +72%), Food Retail (19 milioni,+93%)) e Tecnologie Varie (22,16 milioni, +54%). A guidare le aziende di questi settori, c'è un maggioranza di founder uomini, mentre solo 20 deal hanno riguardato progetto con almeno un founder donna; si tratta del 23% del totale, in calo di due punti rispetto al 2024. Va leggemente meglio, in termini di parità di genere, se si guarda agli importi investiti: 37,5 milioni di euro sono stati investiti in progetto con almeno un founder donna, pari al 14,6% del totale contro il 13% del 2024.

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