Dopo la prima edizione di ottobre, il nuovo Rapporto sul turismo Dop di Qualivita censisce 667 attività legate all'eccellenza agroalimentare italiana. Rispetto ai dari diffusi lo scorso anno, si tratta di un +12% sul 2024. Una crescita che conferma un concreto e diffuso rafforzamento delle iniziative realizzate dai consorzi di tutela che legano viaggio, Made in Italy alimentare e somministrazione (in linea con le indicazioni del Regolamento europeo 2024/1143 che amplia le competenze di questi enti includento anche le attività turistiche).
La crescita registrata dalla fondazione è dovuta anche a una maggiore conoscenza e diffusione del fenomeno che ha saputo risvegliare l'interesse di tutti gli stakeholder della filiera. Basti pensare ai 292 eventi realizzati (tra feste, degustazioni, festival culturali ed eventi sportivi) durante lo scorso anno (+26%), di cui 60 alla prima edizione. A spingere sullo svilupo di queste iniziative è stato il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco e come leva per il successo dei prodotti Dop e Igp. A questi eventi pubblici si sono poi aggiunte 197 infrastrutture dedicate al turismo Dop, 135 valorizzazione di patrimoni Unesco e aree specifiche e 44 incontri di in-formazione. "La mappatura di questo osservatorio testimonia di un settore in evoluzione, ancora in via di strutturazione ma già capace di esprimere una vitalità diffusa sui territori. Si afferma con evidenza una logica di rete fondata su connessioni, sinergie e collaborazioni tra attori diversi. Nel solo 2025 si contano quasi 500 enti e associazioni locali coinvolti in attività di turismo Dop insieme a 367 consorzi di tutela chiamati a interpretare pienamente le nuove funzioni loro attribuite. Il dato più interessante, sul piano sociologico e territoriale, è proprio questo: la nascita di comunità attive e di relazioni stabili, in cui soggetti pubblici e privati imparano a cooperare e a costruire una dimensione ibrida, dove promozione, tutela e sviluppo locale si rafforzano reciprocamente", ha commentato Mauro Rosati, direttore fondazione Qualivita.

Novità di questa edizione del rapporto è la prima rilevazione dedicata al punto di vista dei turisti Dop. L’analisi pilota, condotta sul campo in eventi selezionati, conferma la coerenza tra i principi del turismo Dop e le percezioni dei visitatori. Il 76% riconosce infatti il ruolo del consorzio come garante dell’autenticità dei prodotti Dop e Igp protagonisti dell’evento, mentre le “degustazioni” sono la principale motivazione che spinge i visitatori a partecipare nel 63% dei casi. Significative anche le risposte relative alla conoscenza acquisita: il 64% segnala una maggiore comprensione delle caratteristiche del prodotto, il 54% del metodo di produzione e il 53% di storia e cultura locale. Il cambio di passo del settore emerge chiaramente anche dall’indagine dedicata al dibattito pubblico e mediatico. Nel 2025 si registrano oltre 700 ricorrenze del termine “turismo Dop” sulla stampa cartacea e online, accompagnate dall’inserimento di una voce dedicata nel vocabolario dell’Istituto Treccani, come uno dei lemmi più rappresentativi dei cambiamenti in atto nella società.