Ogni anno in Italia si consumano circa 2,7 miliardi di pizze. Circa 8 milioni al giorno. E al di là della classica Margherita sono le aziende del topping a fare la differenza. Oltre farina e pomodoro, infatti, le aziende del fuoricasa rispondono alle esigenze della clientela puntando su abbinamenti di gusto e ingredienti che spaziano dai latticini ai prodotti ittici, dalle verdure agli insaccati. Un ventaglio di possibilità che genera una domanda chiara al settore produttivo: varietà, facilità d’uso in cucina, accessibilità economica e qualità costante.
Partendo dalle basi, quindi dal formaggio, che compone il “sacro trittico” di (quasi) ogni pizza, fra le aziende che si stanno affacciando con maggiore attenzione al fuoricasa c’è Eurial Italia, filiale nazionale - con sede a Borso del Grappa (VI) - dell’omonima cooperativa casearia francese che raccoglie oltre tremila soci allevatori e trasforma 2,3 miliardi di litri di latte all’anno (compresa una leadership nel segmento del latte di capra). In totale, il gruppo, presente anche in Germania, Paesi Bassi e Spagna con i suoi stabilimenti produttivi, fattura quasi 3 miliardi di euro, di cui solo il 37% al di fuori della Francia. Eppure le eccellenze da esportazione non mancano. "Siamo il primo produttore in Francia di mozzarella con il brand Maestrella, da 25 anni disponibile anche in Italia, per una produzione di oltre 35mila tonnellate a partire da latte lavorato entro le 24-26 ore dalla mungitura. A questo si aggiungono 15mila tonnellate di formaggi di capra Soignon, solitamente commercializzato in tronchetti da 200 grammi. Più di nicchia, ma ad alto valore di servizio, c’è il burro premium Aop La Conviette. Qui in Italia, invece, siamo specializzati nello stracchino e nella robiola. A caratterizzare le nostre soluzioni c’è una particolare attenzione al packaging che ci permette di consegnare, soprattutto all’industria del surgelato, prodotti porzionati surgelati individualmente e che garantiscono un food cost preciso abbattendo gli sprechi", racconta Mirco Lago, direttore commerciale food service di Eurial Italia.

Ad oggi, il settore foodservice rappresenta il 35% del fatturato della filiale, in cui la parte del leone la fa, con circa il 70% di quota, la mozzarella. Un ingrediente essenziale per una pizza a regola d’arte il cui segreto sta nella costanza della performance. "La qualità ormai è data per scontata dai pizzaioli -racconta Lago - Vale molto la sua costanza. L’utilizzatore, il pizzaiolo, non deve avere sorprese con tagli o rese diverse". Le catene di ristorazione sono il prossimo target: Eurial Italia collabora già con alcune importanti catene di ristorazione, fornendo formaggi italiani in formato IQF. Si tratta di un settore che necessita di soluzioni ingredientistiche su misura per la propria clientela e, grazie alle capacità di customizzazione, l’azienda può diventare un partner strategico.