I consumi hanno svoltato il 2025 in negativo: -1,4% a valore, secondo l'Osservatorio Confimprese-Jakala rispetto ai 12 mesi precedenti; ristorazione a -0,6%. Si aggrava quindi la situazione del commercio al dettaglio su cui ha pesato un ultimo quadrimestre al -2,9% rispetto al primo periodo dell'anno (gennaio-agosto) che aveva segnato un -0,8%. La parità sperata, insomma, non si è raggiunta.
Guardando ai dati dell'osservatorio dell'associazione emerge un contesto in cui le promozioni, ormai dilatate per quasi tutto l’anno, il Black friday, Halloween, il back-to-school, i pre-saldi, il sottocosto attirano i consumatori che sono fedeli al prodotto, al brand ma vanno sempre più alla ricerca del migliore rapporto qualità-prezzo. preoccupazioni a lungo termine sul potere d’acquisto. Detto diversamente, "la chiusura d'anno mostra una realtà variegata a seconda dei settori di attività, con la cura della persona in positivo a +2,9% e una maggiore difficoltà nei settori abbigliamento-accessori a -2,1% e l’entertainment a -4,4% - ha spiegato Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese - Un negativo più contenuto per ristorazione a -0,6% e altro retail a -1,3%. Un quadro quindi non positivo nel suo insieme ma nel complesso con variazioni settoriali abbastanza moderate". Sguardo ora ai primi mesi del 2026 per capire come evolve il trend.
Guardando all'andamento dei canali distributivi, soffrono le high street dei centri storici e delle città che archiviano l’anno a -2,3%, confermando una fragilità strutturale. Tengono invece i centri commerciali (-0,3%) e i negozi di prossimità (-0,5%). Dal punto di vista geografico la mappa dei consumi restituisce segnali contrastanti. A livello regionale, la Valle d’Aosta emerge come l’unica area in crescita (+1,4%), mentre il Piemonte registra il rallentamento più marcato (-2,7%). Tra le città di provincia, Fermo si distingue come la più dinamica (+3,5%), mentre Sondrio chiude in coda alla classifica (-3%).